04 settembre 2008

Sarah Palin: The "right" choice

Scritto da Cristoforo Zervos

Il New York Times ha scritto pochi giorni fa: “Che succede ai repubblicani che candidano una donna? Sono usciti di senno?A che gioco stanno giocando? Cosa vogliono dimostrare?”. Le parole di Hillary Clinton (“Questa candidatura della Palin è storica”) ci hanno anche confermato – semmai ce ne fosse ancora bisogno – che la ritrovata unione dei democratici, tanto sbandierata durante la convention democratica, non esista. Troppe però le inesattezze ed i colpi bassi verso la governatrice dell'Alaska partiti dai media e dai bloggers democratici. Altro non è stato se non la riprova del disorientamento dei liberal, con Obama indaffarato a smentire le voci di un suo coinvolgimento nella diffusione delle voci contro la candidata di McCain . Sono state smentite, ad esempio, le insinuazioni che la Palin fosse iscritta al Partito Indipendentista alaskano. E come non evidenziare le falsità rispetto a presunti tagli fatti su fondi riservati alle donne incinta minorenni? I Gossip e le insinuazioni sulla dolce attesa della figlia; gli attacchi sul famigerato “bridge” - un finanziamento per un ponte considerato inutile verso un'isoletta dell'Alaska che due anni fa diventò simbolo degli sprechi del Congresso (votato da Obama e non dalla Palin come erroneamente scritto da alcuni media americani) – sono il simbolo di una campagna elettorale ormai entrata nel vivo, con i democratici sempre più in apprensione davanti alla nuova figura di Sarah. Serena e risoluta, la Palin è stata se stessa davanti ai delegati, presentando la sua splendida famiglia, sottolineando e rimandando al mittente gli attacchi gratuiti e studiati a tavolino di questi giorni.

Energia, tasse ed economia i suoi cavalli di battaglia, oltre ad un inaspettato ma efficace attacco ad Obama: “Il viaggio di Washington non deve essere un modo per affermare se stessi. Non si parla – ha detto La Palin - in un modo a Scranton e in un altro a San Francisco”, in riferimento ad una uscita infelice (non l’unica) di Obama di qualche tempo fa. Molte sono state anche le citazioni su John McCain, l’unico capace, secondo Sarah, di poter portare un reale cambiamento nel paese: "In politica, ci sono alcuni candidati – ha sottolineato la Palin – che sono soliti promuovere il cambiamento, più per far avanzare la loro carriera. E poi ci sono quelli, come John McCain, che utilizzano la loro carriera per promuovere il cambiamento. Ho imparato in fretta in questi giorni – ha continuato la Palin – che se non sei un membro in regola della élite di Washington hai poche possibilità di fare strada. Ma una cosa devo dire a tutti voi – ha concluso la governatrice – io non sto andando a Washington per chiedere il vostro supporto o per avere del tornaconto personale. Io vado a Washington per servire il popolo di questo paese.” Dopo i nomi dell'ex amministratore delegato di eBay, Meg Whitman e dopo l’ex Hewlett-Packard CEO, Carly Fiorina anche Sarah Palin entra di diritto, e dalla porta principale, a far parte del nuovo entourage di John McCain, il quale sta tingendo sempre più di “rosa” la sua corsa alla Casa Bianca, fino ad oggi – almeno a parole – caratteristica principale del partito democratico.

Anche in questo McCain ha dimostrato il suo essere sempre “sopra le righe” ed in grado, nonostante il partito, di essere un atipico in positivo. Novità importanti per un partito come quello repubblicano che di tutto aveva bisogno tranne che di ricordare il percorso degli otto anni di amministrazione Bush. Difficile dar torto alle parole di McCain, accorso sul palco alla fine dello speech: “Don’t you think we made the right choice for the next vice-president of the United States”? Probabilmente da oggi ne siamo tutti un po’ più convinti. Sul Wall Street Journal un lettore ha scritto questa lettera: “Meno di 45 anni, amante della vita all’aria aperta, riformatore repubblicano che s’è messo contro l’establishment del partito, con molti figli e un posto da candidato vicepresidente dopo solo due anni da governatore. Ecco descritti Theodore Roosevelt nel 1900 e Sarah Palin nel 2008”.[leggi tutto]

4 commenti:

ratatouille ha detto...

forse perchè sono un laico (senza dio) che mi domando
coma mai questa campionessa della famiglia cattolica tradizionale
non è riuscita ad insegnare a sua figlia a tenere chiuse la gambe
invece di "darla" ad un ragazzone che ama il sesso, lo sport e le feste (lo ha detto lui, ma in fondo ha 18 anni),
e poi mi domando se davvero tra un paio di mesi
ad elezioni avvenute
i due si sposeranno sul serio
se magari la ragazza non abortirà (ovviamente un increscioso aborto "spontaneo"... il figlio era fortemente voluto)
e se i due saranno ancora sposati quandosi terranno le successive elezioni?
chi vivrà vedrà,
credenti ed atei insieme.

pequenito ha detto...

Curioso vedere come anche un laico (senza dio) diventi immediatamente sessista e moralista quando si tratta di attaccare un politico solo perchè cattolico.

Poi scusami tanto, ma pensare che il matrimonio della figlia sia solo uno spot politico è proprio una bella infamia, arrivare ad ipotozzare un aborto spontaneo è ancora peggio... ma d'altronde un pò ti capisco perchè è anche quello che stanno facendo i mezzi di imformazione cosidetti liberal, arrivando addirittura ad insinuare che il bambino down non sia suo figlio... ma scusa, pensare invece che sia realmente una brava persona? Bisogna esser per forza pazzi, cattolici e repubblicani per crederlo?

Anonimo ha detto...

>perchè cattolico.

La Palin e' cattolica???????

pequenito ha detto...

Ops pardon, effettivamente la Palin non è cattolica, ad ogni modo uno degli aspetti che viene ingiustamente criticato di lei è la sua testimonianza di fede evangelica, per la quale è spesso etichettata sopratutto dai giornalisti italiana come una fondamentalista.