28 giugno 2007

Docenti europei dal Papa



Il cristianesimo non va relegato al mondo del mito o dell'emozione, ma deve essere rispettato per il suo anelito a fare luce sulla verità sull'uomo, a essere in grado di trasformare spiritualmente gli uomini e le donne, e quindi a permettere loro di realizzare la propria vocazione nel corso della Storia. Durante la mia recente visita in Brasile, ho espresso la mia convinzione che "se non conosciamo Dio in Cristo e con Cristo, tutta la realtà si trasforma in un enigma indecifrabile" (Discorso ai Vescovi del Celam, n. 3). La conoscenza non si può mai limitare alla mera sfera intellettuale. Essa include anche una rinnovata abilità di guardare alle cose liberi da pregiudizi e preconcetti e di lasciarci "entusiasmare" dalla realtà, la cui verità si può scoprire unendo l'amore alla comprensione. Solo il Dio che ha un volto umano, rivelato in Gesù Cristo, può impedirci di limitare la realtà proprio quando essa richiede livelli sempre più nuovi e complessi di comprensione. La Chiesa è consapevole della propria responsabilità di offrire questo contributo alla cultura contemporanea.

Il coraggio, le gioie e le rinunce delle famiglie numerose

Intervista con Regina Florio


ROMA, mercoledì, 27 giugno 2007 (ZENIT.org).- E’ appena uscito il libreria un volume controcorrente che ha per titolo “Tutti vostri? Viaggio nel mondo delle famiglie numerose”, scritto da Regina Florio, mamma a tempo pieno di quattro figli e giornalista per passione.

L’altro autore è Mario Sberna, tre figli naturali, uno adottato e uno in affido, amministratore del seminario vescovile della sua città. Nella sua diocesi si occupa anche di migranti, giustizia e pace. Nel 2004 ha fondato l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose (www.famiglienumerose.org).

Per conoscere la storia e le avventure delle coraggiose famiglie numerose, ZENIT ha intervistato Regina Florio che, oltre ad essere coautrice del libro, insieme al marito Fabrizio Maroncelli cura la redazione del sito e del giornale dell’Associazione.

Qual è la vostra realtà di famiglie numerose, e perchè avete sentito il bisogno di fondare un’Associazione?
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27 giugno 2007

Se la legge è fuorilegge









Pagare il biglietto? Ma quando mai? Ci vuole un biglietto per salire sul treno? Ma stiamo scherzando? Avanti, si occupino i binari, si paralizzi l’Italia, si tengano in ostaggio i passeggeri. E se qualcuno si sente male, che importa? Lo ricoveriamo in ospedale. Sempre ammesso che l’ospedale non sia chiuso nel frattempo per lo sciopero degli infermieri cui è stato chiesto (udite udite) di allungare l'orario di lavoro. Ma vi rendete conto? Allungare l'orario di lavoro? A un infermiere? Anche qui, come in stazione, la risposta non può che arrivare forte e dura: diserzione di massa, sale operatorie chiuse. E se c'è qualche malato grave? Pazienza. Tanto nessuno è più malato di quest'Italia: moribonda, eppure ancora piena di risorse suicide. [leggi tutto]

Sarkozy: "Il silenzio uccide"

(AGI) - Parigi, 25 giu. - "Il silenzio uccide". Cosi', il presidente francese Nicolas Sarkozy ha aperto, con un messaggio alle delegazioni di diciotto Paesi, la riunione del Gruppo di contatto allargato sul Darfur, che per i numeri dei partecipanti e' diventata una vera e propria conferenza internazionale sulla situazione nella regione sudanese, dove la guerra civile ha causato la morte di 200.000 persone e la fuga dai villaggi di oltre due milioni di abitanti.
"E' inaccettabile l'assenza di una risposta ed e' inaccettabile l'assenza di una decisione. Vogliamo mobilitare la comunita' internazionale per dire: basta. Non viviamo nel ventunesimo secolo solo per guardare quanto accade", ha detto il presidente francese, che, appena insediato all'Eliseo, ha messo al centro della propria agenda politica la ricerca di una soluzione politica e umanitaria al conflitto. Sarkozy ha ripreso la "fermezza" evocata ieri da Condoleezza Rice per rilanciarla oggi, quando si cerca di trovare un'intesa per trovare i soldi necessari alla missione ibrida Onu-Unione Africana che vedra' 23.000 soldati impegnati nell'area e si lavora a un'intesa politica che coinvolga gli attori riconosciuti del conflitto: il governo e i ribelli, diversi dei quali non hanno firmato gli accordi di pace. "Credo che la fermezza della comunita' internazionale sia l'unica strada per avviare le trattative", ha sottolineato Sarkozy.
Gli ha fatto eco, dalla sala delle Conferenze Internazionali dove si tiene il Gruppo di contatto, il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner. L'obiettivo della Conferenza e' "sostenere le iniziative" dell'Onu e dell'Ue e "non sostituirsi alle Nazioni Unite e all'Unione africana". Il Gruppo di contatto allargato offre l'opportunita' di un "multilateralismo moderno ed efficace, in grado di agevolare lo scambio tra i diversi punti di vista e di farli convergere".
Nel momento in cui Khartum ha accettato il dispiegamento della forza ibrida su una parte del suo territorio, ha sottolineato, si e' realizzato un momento di "svolta" del quale approfittare.
La Francia, tra l'altro, sta considerando l'invio di una forza umanitaria in grado di portare soccorso ai circa 500.000 profughi ciadiani, spesso oggetto delle scorrerie dei predoni e dei ribelli che operano dentro il Paese confinante con il Darfur, e alle migliaia di rifugiati della regione sudanese che oggi vivono nei campi profughi del Ciad orientale. (AGI)

22 giugno 2007

Audizione alla Camera per il Darfur

Articolo21 insieme a Italians for Darfur ha messo in atto in questi giorni una serie di iniziative volte ad illuminare la tragica situazione del Darfur, ponendo l'accento sulla necessità di un'informazione corretta che fornisca un quadro dettagliato del contesto geo-politico di quella zona dell'Africa. Stamane l'audizione davanti al Comitato per i diritti umani della Camera dei Deputati.
Sintesi della giornata

Una delegazione di rifugiati del Darfur, guidata dal portavoce Abu Elgasim Mohamed, è stata ricevuta oggi dal presidente della Commissione Esteri della Camera Umberto Ranieri e ascoltata dal Comitato per i diritti umani della Camera dei Deputati. All’audizione erano presenti anche i rappresentanti di ‘Italians for Darfur’, movimento promotore del primo Global Day per il Darfur in Italia, delle Ong ‘Oxfam International’ e ‘International Crisis Group’ e della Caritas.
Nel corso dell’incontro gli esponenti dell’associazione dei rifugiati della martoriata regione del Sudan, dove è in atto da quattro anni una violenta guerra civile, hanno raccontato alcuni degli atroci crimini di cui sono stati testimoni e hanno avanzato delle proposte per porre fine al conflitto in Darfur.
Forte la denuncia delle Ong impegnate nei campi di accoglienza in Sudan, in particolare quella di Oxfam che ha annunciato di essere costretta per questioni di sicurezza a lasciare il campo di Gereida, che ospita 150mila rifugiati, e del rappresentante della Caritas il quale ha raccontato dell’uccisione di un collaboratore sudanese dell’associazione nel sud-pvest del Darfur.
Leo Sorge, membro di Italians for Darfur, ha invece parlato delle iniziative intraprese finora dal movimento, insieme all’associazione Articolo21, per accentrare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei mass-media sulla crisi umanitaria che ormai dura da oltre quattro. Ha anche rimarcato l’importanza di un’informazione corretta, non generica, e che si soffermi anche sulle ragioni del conflitto e, soprattutto, sui ritardi delle istituzioni e della diplomazia nel pressare il governo di Khartoum a permettere il dispiegamento di una forza di interposizione composta da Caschi blu e operatori dell’Unione africana.

I nuovi medici di Nuvoli? Nominati dai radicali

Grazia Canu, medico anestesista, lavora nel reparto dell’Ospedale di Sassari in cui Nuvoli è stato ricoverato per un anno, ed è una delle poche persone ad averlo visto di recente: «Da quando è stato dimesso sono andata a casa sua a trovarlo, ma l’ultima volta mi è sembrato fortemente depresso». Anche per questo la dottoressa Canu non crede che abbia davvero voglia di morire: «Ricordo che ero di guardia la notte in cui Welby morì; andai da Giovanni e lo trovai molto agitato a causa della notizia. Si calmò solo quando lo rassicurammo, dicendogli che qui nessuno gli avrebbe staccato la spina. Per almeno due volte – spiega l’anestesista – Giovanni avrebbe potuto morire rifiutando trasfusioni e antibiotici, ma decise di continuare a vivere».

La dottoressa Canu non è l’unica a nutrire perplessità sulla vicenda: «Occorre ribadire – afferma Adriana Cosseddu, docente di Diritto penale all’Università di Cagliari e membro del direttivo locale di Scienza & Vita – che è esclusa dal nostro ordinamento la legittimità di una condotta che abbia come effetto la soppressione della vita umana, anche se motivata dal far cessare pesanti sofferenze, o fosse anche tenuta in ragione di un eventuale consenso del titolare della vita stessa. Che il diritto alla vita sia indisponibile – continua la giurista – si evince dall’articolo del Codice penale che punisce l’omicidio del consenziente. Nel nostro ordinamento la tutela della vita sussiste in quanto bene meritevole di protezione in sé, e non in base al valore che alla propria vita potrebbe essere riconosciuto da ciascuno. Si aggiunga che sono punibili l’istigazione o l’aiuto al suicidio: viene cioè sanzionato l’indurre in altri la determinazione al suicidio, ovvero una condotta che punta a suscitare un proposito prima inesistente, o a rafforzarlo, o ancora ad agevolarne l’esecuzione. Del resto – conclude la Cosseddu – se è vero che la Costituzione nei "Rapporti etico-sociali" tutela il diritto alla salute, ancor prima tutela il diritto alla vita, annoverato tra i "diritti inviolabili" che la Repubblica riconosce e garantisce in base all’articolo 2 della Costituzione. Senza la vita del resto, ogni altro diritto è destinato a decadere». [leggi tutto]

08 giugno 2007

OCCHIO AL DARFUR

Dopo le bugie di chi vuole negare il genocidio in Darfur, finalmente una valida iniziativa per monitorare via satellite quello che succede in ogni singolo villaggio: Eyes on Darfur