25 giugno 2005

VISITA AD LIMINA DEI VESCOVI DELLA PAPUA NUOVA GUINEA

Radio Vaticana, 25.06.2005

PRETI UMILI E CASTI SERVITORI DEL VANGELO: LO HA DETTO IL PAPA AI VESCOVI DELLA PAPUA NUOVA GUINEA. SODDISFAZIONE PER LA CRESCITA DEI LAICI IMPEGNATI

Una Chiesa in crescita, che ha bisogno di una piena unità tra vescovi e sacerdoti e di un’adeguata formazione dei fedeli laici, affinché il Vangelo sia ulteriormente radicato. Benedetto XVI si è soffermato questa mattina su alcuni aspetti pastorali e sociali della Papua Nuova Guinea e delle Isole Salomone, ricevendone in udienza i presuli in visita ad Limina. Il servizio di Alessandro De Carolis.

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“Gesù Cristo continua ad attirare persone delle vostre due isole nazionali a una più profonda fede e vita in Lui”, ha esordito Benedetto XVI, che ha “scattato” questa mattina un’istantanea d’insieme di quell’area del Pacifico. Un primo dato, ha constatato il Pontefice, riguarda i giovani che, secondo quanto rilevato dalla recente Assemblea generale tenutasi nella Papua Nuova Guinea, mostrano una “entusiastica partecipazione alla vita della Chiesa”. Ma anche l’“eccezionale generosità dei missionari” e la “fioritura delle vocazioni” sono, per Benedetto XVI, altrettanti “segni di speranza” per la Chiesa locale. Accanto a ciò, vi sono anche delle difficoltà e delle priorità pastorali – tra cui il matrimonio e la stabilità della vita familiare – che sollecitano l’episcopato delle due isole. Per fronteggiarle con efficacia, il Papa ha anzitutto invitato i vescovi ad essere quei “coraggiosi testimoni di Cristo” cui guardano i fedeli locali. Quindi, ha insistito a lungo sull’importanza della cura sacerdotale.



“Il particolare significato della communio tra un vescovo e i suoi presbiteri – ha detto il Pontefice ai presuli – chiede che il vostro interesse per il loro benessere sia di estrema importanza per voi”. In gioco c’è soprattutto l’identità del sacerdote: essa, ha affermato Benedetto XVI, “non deve mai essere paragonata ad alcun titolo secolare oppure confusa con un incarico civile o politico”. Al contrario, il sacerdote è chiamato ad una vita di “semplicità, carità e umile servizio che ispiri gli altri attraverso l’esempio”. L’Anno dell’Eucaristia in corso, ha proseguito il Papa, mette in risalto il “cuore” della vita quotidiana sacerdotale: la celebrazione della Santa Messa. “Io – ha soggiunto Benedetto XVI - mi appello ai vostri preti: siano fedeli al loro impegno che costituisce il centro e la missione della vita di ciascuno di voi”.

E passando all’elemento della formazione del clero e dei religiosi – definita dal Pontefice “assolutamente integrale al successo dell’evangelizzazione – il Papa ha speso parole anche per la cura dei seminaristi, nei suoi aspetti spirituali, intellettuali e pastorali. Assicurate “un’attenta selezione dei candidati” e supervisionate “di persona” i seminari, è stato l’incoraggiamento di Benedetto XVI ai presuli della Papua Nuova Guinea. Così come, ha concluso, abbiate a cuore la formazione di quei laici che in “numero crescente” stanno mostrando una “più profonda” disponibilità “a partecipare alla missione evangelizzatrice della Chiesa”.

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