28 giugno 2007

Docenti europei dal Papa



Il cristianesimo non va relegato al mondo del mito o dell'emozione, ma deve essere rispettato per il suo anelito a fare luce sulla verità sull'uomo, a essere in grado di trasformare spiritualmente gli uomini e le donne, e quindi a permettere loro di realizzare la propria vocazione nel corso della Storia. Durante la mia recente visita in Brasile, ho espresso la mia convinzione che "se non conosciamo Dio in Cristo e con Cristo, tutta la realtà si trasforma in un enigma indecifrabile" (Discorso ai Vescovi del Celam, n. 3). La conoscenza non si può mai limitare alla mera sfera intellettuale. Essa include anche una rinnovata abilità di guardare alle cose liberi da pregiudizi e preconcetti e di lasciarci "entusiasmare" dalla realtà, la cui verità si può scoprire unendo l'amore alla comprensione. Solo il Dio che ha un volto umano, rivelato in Gesù Cristo, può impedirci di limitare la realtà proprio quando essa richiede livelli sempre più nuovi e complessi di comprensione. La Chiesa è consapevole della propria responsabilità di offrire questo contributo alla cultura contemporanea.

Il coraggio, le gioie e le rinunce delle famiglie numerose

Intervista con Regina Florio


ROMA, mercoledì, 27 giugno 2007 (ZENIT.org).- E’ appena uscito il libreria un volume controcorrente che ha per titolo “Tutti vostri? Viaggio nel mondo delle famiglie numerose”, scritto da Regina Florio, mamma a tempo pieno di quattro figli e giornalista per passione.

L’altro autore è Mario Sberna, tre figli naturali, uno adottato e uno in affido, amministratore del seminario vescovile della sua città. Nella sua diocesi si occupa anche di migranti, giustizia e pace. Nel 2004 ha fondato l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose (www.famiglienumerose.org).

Per conoscere la storia e le avventure delle coraggiose famiglie numerose, ZENIT ha intervistato Regina Florio che, oltre ad essere coautrice del libro, insieme al marito Fabrizio Maroncelli cura la redazione del sito e del giornale dell’Associazione.

Qual è la vostra realtà di famiglie numerose, e perchè avete sentito il bisogno di fondare un’Associazione?
[leggi tutto]

27 giugno 2007

Se la legge è fuorilegge









Pagare il biglietto? Ma quando mai? Ci vuole un biglietto per salire sul treno? Ma stiamo scherzando? Avanti, si occupino i binari, si paralizzi l’Italia, si tengano in ostaggio i passeggeri. E se qualcuno si sente male, che importa? Lo ricoveriamo in ospedale. Sempre ammesso che l’ospedale non sia chiuso nel frattempo per lo sciopero degli infermieri cui è stato chiesto (udite udite) di allungare l'orario di lavoro. Ma vi rendete conto? Allungare l'orario di lavoro? A un infermiere? Anche qui, come in stazione, la risposta non può che arrivare forte e dura: diserzione di massa, sale operatorie chiuse. E se c'è qualche malato grave? Pazienza. Tanto nessuno è più malato di quest'Italia: moribonda, eppure ancora piena di risorse suicide. [leggi tutto]

Sarkozy: "Il silenzio uccide"

(AGI) - Parigi, 25 giu. - "Il silenzio uccide". Cosi', il presidente francese Nicolas Sarkozy ha aperto, con un messaggio alle delegazioni di diciotto Paesi, la riunione del Gruppo di contatto allargato sul Darfur, che per i numeri dei partecipanti e' diventata una vera e propria conferenza internazionale sulla situazione nella regione sudanese, dove la guerra civile ha causato la morte di 200.000 persone e la fuga dai villaggi di oltre due milioni di abitanti.
"E' inaccettabile l'assenza di una risposta ed e' inaccettabile l'assenza di una decisione. Vogliamo mobilitare la comunita' internazionale per dire: basta. Non viviamo nel ventunesimo secolo solo per guardare quanto accade", ha detto il presidente francese, che, appena insediato all'Eliseo, ha messo al centro della propria agenda politica la ricerca di una soluzione politica e umanitaria al conflitto. Sarkozy ha ripreso la "fermezza" evocata ieri da Condoleezza Rice per rilanciarla oggi, quando si cerca di trovare un'intesa per trovare i soldi necessari alla missione ibrida Onu-Unione Africana che vedra' 23.000 soldati impegnati nell'area e si lavora a un'intesa politica che coinvolga gli attori riconosciuti del conflitto: il governo e i ribelli, diversi dei quali non hanno firmato gli accordi di pace. "Credo che la fermezza della comunita' internazionale sia l'unica strada per avviare le trattative", ha sottolineato Sarkozy.
Gli ha fatto eco, dalla sala delle Conferenze Internazionali dove si tiene il Gruppo di contatto, il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner. L'obiettivo della Conferenza e' "sostenere le iniziative" dell'Onu e dell'Ue e "non sostituirsi alle Nazioni Unite e all'Unione africana". Il Gruppo di contatto allargato offre l'opportunita' di un "multilateralismo moderno ed efficace, in grado di agevolare lo scambio tra i diversi punti di vista e di farli convergere".
Nel momento in cui Khartum ha accettato il dispiegamento della forza ibrida su una parte del suo territorio, ha sottolineato, si e' realizzato un momento di "svolta" del quale approfittare.
La Francia, tra l'altro, sta considerando l'invio di una forza umanitaria in grado di portare soccorso ai circa 500.000 profughi ciadiani, spesso oggetto delle scorrerie dei predoni e dei ribelli che operano dentro il Paese confinante con il Darfur, e alle migliaia di rifugiati della regione sudanese che oggi vivono nei campi profughi del Ciad orientale. (AGI)

22 giugno 2007

Audizione alla Camera per il Darfur

Articolo21 insieme a Italians for Darfur ha messo in atto in questi giorni una serie di iniziative volte ad illuminare la tragica situazione del Darfur, ponendo l'accento sulla necessità di un'informazione corretta che fornisca un quadro dettagliato del contesto geo-politico di quella zona dell'Africa. Stamane l'audizione davanti al Comitato per i diritti umani della Camera dei Deputati.
Sintesi della giornata

Una delegazione di rifugiati del Darfur, guidata dal portavoce Abu Elgasim Mohamed, è stata ricevuta oggi dal presidente della Commissione Esteri della Camera Umberto Ranieri e ascoltata dal Comitato per i diritti umani della Camera dei Deputati. All’audizione erano presenti anche i rappresentanti di ‘Italians for Darfur’, movimento promotore del primo Global Day per il Darfur in Italia, delle Ong ‘Oxfam International’ e ‘International Crisis Group’ e della Caritas.
Nel corso dell’incontro gli esponenti dell’associazione dei rifugiati della martoriata regione del Sudan, dove è in atto da quattro anni una violenta guerra civile, hanno raccontato alcuni degli atroci crimini di cui sono stati testimoni e hanno avanzato delle proposte per porre fine al conflitto in Darfur.
Forte la denuncia delle Ong impegnate nei campi di accoglienza in Sudan, in particolare quella di Oxfam che ha annunciato di essere costretta per questioni di sicurezza a lasciare il campo di Gereida, che ospita 150mila rifugiati, e del rappresentante della Caritas il quale ha raccontato dell’uccisione di un collaboratore sudanese dell’associazione nel sud-pvest del Darfur.
Leo Sorge, membro di Italians for Darfur, ha invece parlato delle iniziative intraprese finora dal movimento, insieme all’associazione Articolo21, per accentrare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei mass-media sulla crisi umanitaria che ormai dura da oltre quattro. Ha anche rimarcato l’importanza di un’informazione corretta, non generica, e che si soffermi anche sulle ragioni del conflitto e, soprattutto, sui ritardi delle istituzioni e della diplomazia nel pressare il governo di Khartoum a permettere il dispiegamento di una forza di interposizione composta da Caschi blu e operatori dell’Unione africana.

I nuovi medici di Nuvoli? Nominati dai radicali

Grazia Canu, medico anestesista, lavora nel reparto dell’Ospedale di Sassari in cui Nuvoli è stato ricoverato per un anno, ed è una delle poche persone ad averlo visto di recente: «Da quando è stato dimesso sono andata a casa sua a trovarlo, ma l’ultima volta mi è sembrato fortemente depresso». Anche per questo la dottoressa Canu non crede che abbia davvero voglia di morire: «Ricordo che ero di guardia la notte in cui Welby morì; andai da Giovanni e lo trovai molto agitato a causa della notizia. Si calmò solo quando lo rassicurammo, dicendogli che qui nessuno gli avrebbe staccato la spina. Per almeno due volte – spiega l’anestesista – Giovanni avrebbe potuto morire rifiutando trasfusioni e antibiotici, ma decise di continuare a vivere».

La dottoressa Canu non è l’unica a nutrire perplessità sulla vicenda: «Occorre ribadire – afferma Adriana Cosseddu, docente di Diritto penale all’Università di Cagliari e membro del direttivo locale di Scienza & Vita – che è esclusa dal nostro ordinamento la legittimità di una condotta che abbia come effetto la soppressione della vita umana, anche se motivata dal far cessare pesanti sofferenze, o fosse anche tenuta in ragione di un eventuale consenso del titolare della vita stessa. Che il diritto alla vita sia indisponibile – continua la giurista – si evince dall’articolo del Codice penale che punisce l’omicidio del consenziente. Nel nostro ordinamento la tutela della vita sussiste in quanto bene meritevole di protezione in sé, e non in base al valore che alla propria vita potrebbe essere riconosciuto da ciascuno. Si aggiunga che sono punibili l’istigazione o l’aiuto al suicidio: viene cioè sanzionato l’indurre in altri la determinazione al suicidio, ovvero una condotta che punta a suscitare un proposito prima inesistente, o a rafforzarlo, o ancora ad agevolarne l’esecuzione. Del resto – conclude la Cosseddu – se è vero che la Costituzione nei "Rapporti etico-sociali" tutela il diritto alla salute, ancor prima tutela il diritto alla vita, annoverato tra i "diritti inviolabili" che la Repubblica riconosce e garantisce in base all’articolo 2 della Costituzione. Senza la vita del resto, ogni altro diritto è destinato a decadere». [leggi tutto]

08 giugno 2007

OCCHIO AL DARFUR

Dopo le bugie di chi vuole negare il genocidio in Darfur, finalmente una valida iniziativa per monitorare via satellite quello che succede in ogni singolo villaggio: Eyes on Darfur

31 maggio 2007

VIDEO BBC AD ANNO ZERO: "SCIACALLAGGIO IN TV"

"Il battage pubblicitario che ha preceduto la messa in onda, questa sera su Rai Due, del video 'Sex crimes and the Vatican' ha gia' fatto chiarezza sulle reali intenzioni della trasmissione: fare sciacallaggio mediatico contro la Chiesa e il Papa". Lo scrive il Servizio Informazione Religiosa in una nota a firma di Franco Mugerli, presidente del Copercom, il coordinamento di 23 associazioni per la comunicazione con oltre due milioni di iscritti. Secondo il Sir, "questo filmato della Bbc, piu' che un'inchiesta, in realta' e' un video a tesi, non credibile, con grandi falsita', pretestuoso e pregiudizialmente ostile. E' troppo - si domanda la nota - chiedere al servizio pubblico di aiutare a ristabilire la verita'?". "Noi - spiega Mugerli - non abbiamo paura della verita'. Riteniamo la pedofilia un grave crimine contro l'umanita' e la Chiesa. Ma facciamo nostro quanto richiamato da papa Giovanni Paolo II ai vescovi americani: 'pur riconoscendo il diritto alla dovuta liberta' d'informazione, non bisogna consentire che il male morale divenga occasione di sensazionalismo'. In questo modo non si aiuta la ricerca della verita', ma al contrario si contribuisce alla perdita del senso morale della societa'". Il Copercom, ricorda il Sir, ha contribuito alla legge contro la pedopornografia anche a mezzo Internet. Sulla decisione di mandare in onda il video, e' intervenuto nei giorni scorsi Massimo Introvigne, sociologo della religione, che ha smontato pezzo a pezzo tutte le accuse contro il Vaticano e il Papa. "Il documentario - ha scritto su Avvenire - e' merce avariata: quando usci' fu subito fatto a pezzi dagli specialisti di diritto canonico, in quanto confonde diritto della Chiesa e diritto dello Stato. La Chiesa ha anche un suo diritto penale, che si occupa tra l'altro delle infrazioni commesse da sacerdoti e delle relative sanzioni, dalla sospensione a divinis alla scomunica. Queste pene non c'entrano con lo Stato, anche se potra' capitare che un sacerdote colpevole di un delitto che cade anche sotto le leggi civili sia giudicato due volte: dalla Chiesa, che lo ridurra' allo stato laicale, e dallo Stato, che lo mettera' in prigione". Entrando nello specifico, il prof. Introvigne denuncia che "il documentario afferma tre volte il falso: presenta come segreto un documento del tutto pubblico e palese; dal momento che il "cattivo" del documentario dev'essere l'attuale Pontefice, Benedetto XVI (per i laicisti il Papa buono e' sempre quello morto), non spiega che la 'De delictis gravioribus' firmata dall'allora cardinale Joseph Ratzinger come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede il 18 maggio 2001 ha l'unico scopo di dare esecuzione pratica alle norme promulgate con la lettera apostolica Sacramentorum sanctitatis tutela, del precedente 30 aprile, che e' di Giovanni Paolo II; lascia intendere al telespettatore sprovveduto che quando la Chiesa afferma che i processi relativi a certi delicta graviora ('crimini piu' gravi'), tra cui alcuni di natura sessuale, sono riservati alla giurisdizione della Congregazione per la dottrina della fede, intende con questo dare istruzione ai vescovi di sottrarli alla giurisdizione dello Stato e tenerli nascosti". Per Introvigne, "al contrario, e' del tutto evidente che questi documenti si occupano del problema, una volta instaurato un giudizio ecclesiastico, a norma del diritto canonico, a chi spetti la competenza fra Congregazione per la dottrina della fede, che in questi casi agisce 'in qualita' di tribunale apostolico' (cosi' la Sacramentorum sanctitatis tutela), e altri tribunali ecclesiastici. Questi documenti, invece, non si occupano affatto - conclude il fondatore del Cesnur - delle denunzie e dei provvedimenti dei tribunali civili degli Stati". (AGI) - CdV, 31 mag.

14 maggio 2007

UN DONO CHE VALE UNA VITA


Scriviamo questo appello, concordato con l’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo), per dare una speranza di farcela a Michela, che ha bisogno del nostro aiuto!

Vi preghiamo di diffondere questo messaggio a chiunque possiate, chiedendo di fare altrettanto.

Stiamo cercando con estrema urgenza un donatore di midollo osseo per Michela.

Michela è una ragazza di Asti di 35 anni e da un anno lotta contro un mieloma multiplo di terzo stadio, una forma di tumore del midollo osseo molto aggressiva. I medici che l’hanno in cura hanno detto che l’unica speranza di guarigione per lei è il trapianto di midollo osseo - cellule staminali. Dopo essersi sottoposta a varie chemioterapie e a due autotrapianti di cellule staminali, dovrà sottoporsi al trapianto definitivo entro marzo 2007 o al più presto!

Il tempo corre veloce…

VI PREGHIAMO DI AIUTARCI!

Dobbiamo trovare un donatore entro marzo 2007 o al più presto, poiché ad oggi nel mondo non è stato trovato nessuno con il midollo compatibile con quello di Michela!

BASTA UN SEMPLICE PRELIEVO DI SANGUE PER DIVENTARE UN POTENZIALE DONATORE DI MIDOLLO OSSEO - CELLULE STAMINALI E VERIFICARE LA COMPATIBILITA’!

DIVENTARE DONATORI DI MIDOLLO OSSEO è oggi un gesto davvero alla portata di tutti!

Oltre, infatti, alla modalità di donazione attraverso il prelievo diretto di midollo osseo, grazie al nuovo protocollo sulle donazioni, in Italia, a partire dal 2005, nella gran parte dei casi la donazione di midollo avviene attraverso il prelievo di cellule staminali da sangue periferico.

DONARE IL MIDOLLO PUÒ SALVARE UNA VITA E NON COSTA NULLA!

Migliaia di adulti e bambini in Italia e nel mondo soffrono di leucemia, mieloma e linfoma, e sono in trepidante attesa di trovare un donatore di midollo compatibile!

Con la speranza che il nostro appello non cada nel vuoto, vi ringraziamo di cuore!

Possono essere reclutati come potenziali donatori tutti coloro che, in buono stato di salute, hanno un età compresa tra i 18 ed i 35 anni. L' iscrizione al “Registro dei donatori di midollo osseo” viene effettuata dopo l'esecuzione della tipizzazione HLA, test eseguito su un comune prelievo di sangue, previo appuntamento, presso uno dei Centri di Prelievo autorizzati, senza prescrizione medica.

Per informazioni più dettagliate potete consultare il sito www.admo.it alla sezione “la donazione” o chiamare il numero Admo Regionale 0761-223155 oppure il numero Admo Nazionale 02-39000855.

Per l’appuntamento rivolgersi ai seguenti centri di servizio di ematologia. Essendo questi i centri di riferimento per l’intera regione Lazio, i tempi di attesa per l’appuntamento sono piuttosto lunghi. Raccomandiamo pertanto di telefonare quanto prima!

D O N A Z I O N E D I M I D O L L O O S S E O - C E N T R I A U T O R I Z Z A T I

OSPEDALE S. EUGENIO

Piazzale dell’Umanesimo, 10 – Ospedale nuovo – Day hospital Clinica chirurgica (6° piano)

06.51002293 - 2550

POLICLINICO UMBERTO I

Via Chieti, 7

06.49976512

OSPEDALE S. CAMILLO-FORLANINI

Via Ramazzini, 15

06.65740283

OSPEDALE MILITARE del CELIO (esegue il servizio anche per non militari)

Via S. Stefano Rotondo, 4

06.777039152

Se non siete residenti nella Regione Lazio potete trovare l’elenco dei CENTRI DI DONAZIONE MIDOLLO OSSEO della vostra Regione consultando il sito www.ibmdr.galleria.it , alla voce “organizzazione”, sezione “cd”. Per qualsiasi altra informazione: www.undonoperlavita.com oppure manda un’e-mail a emanuelafilippetti@hotmail.com

11 maggio 2007

Family Day

piazza San Giovanni - Roma

sabato 12 maggio

dalle 15 alle 18

per tutti gli italiani
che credono nel ruolo sociale della famiglia

home page Family day

09 maggio 2007

Cina e Russia: "Mai Venduto Armi al Sudan"

(ASCA-AFP) - Pechino, 8 mag - Cina e Russia respingono le accuse di Amnesty International, secondo cui i due Paesi avrebbero rifornito di armi il Sudan per la guerra in Darfur. ''Si tratta di accuse infondate'', ha risposto stizzito Jiang Yu, portavoce del ministro degli esteri cinese . ''Il governo cinese ha sempre mantenuto un comportamento responsabile e severo sulla politica di esportazione delle armi, e non vende ne' esporta armi a Nazioni o regioni a cui la nazioni Unite hanno posto il divieto''. Freddo anche il Cremlino, che replica in modo secco all'organizzazione per il rispetto dei diritti umani: ''il Darfur non e' stato rifornito con nessuna delle nostra armi'', afferma il ministero degli esteri russo. ''La Russia osserva in modo rigoroso i provvedimenti e le decisioni delle risoluzioni Onu che vietano l'introduzione di armi in Darfur''. (Piu'Europa).

08 maggio 2007

Scritte e atti di vandalismo sulla cattedrale di Palermo

«Un fatto mai successo prima d'ora, un attacco ideologico alla Chiesa universale che in questi giorni viene presa di mira in Italia e in quasi tutto il mondo». Il riferimento è alle minacce rivolte nelle scorse settimane al presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco, e alla performance del comico Andrea Rivera, che dal palco del concerto del Primo maggio a Roma, ha pronunciato pesanti battute sul Papa e la Chiesa cattolica. Non si sono fatte attendere le reazioni delle istituzioni cittadine e regionali. Il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, punta il dito su «quanti si sono indignati per le motivate reazioni della Chiesa a certi attacchi rivolti al Santo Padre dal palco di piazza San Giovanni. La vergognosa frase contro Papa Benedetto XVI è la dimostrazione di come certi ambienti privi di qualsiasi riferimento morale e culturale possano facilmente essere influenzate da cattivi maestri capaci di diffondere soltanto la cultura del nulla e dell'odio». [leggi tutto]

Amnesty accusa: Cina e Russia dietro al massacro del Darfur

Nel testo del rapporto, il gruppo chiede al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di rinforzare l’embargo sulle armi, emanato nel marzo 2005 e diretto ad entrambe le fazioni in guerra. Il coinvolgimento di Mosca e Pechino sarebbe provato da alcune fotografie che ritraggono jet militari cinesi di tipo “Fanfan” e russi, gli Antonov 26, nella zona di Nyala, vicino al teatro di guerra. Questi sarebbero usati per il bombardamento di zone densamente popolate da civili.

Il valore dell’investimento totale sarebbe di 45 milioni di dollari: 24 a Pechino e 21 a Mosca. Questo coinvolgimento, conclude l’organizzazione umanitaria, dimostra che “alcuni Stati, compresi membri dello stesso Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, permettono e partecipano all’ingresso di armi destinate al massacro dei civili in Darfur”. [leggi tutto]

Senatore Enrico Pianetta al Global Day

04 maggio 2007

Terrorismo ripetuto e pianificato

”No ehm riferito al Papa visto che stiamo in guerra… un po’ con tutti… in battaglia un po’ con tutti e per evitare le guerre voi dovete capire che il funerale a Welby non lo potevano fare perché hanno dovuto fare il funerale a Pinochet e a quello della banda della Magliana, ma è giusto così, ma che applaudite non avete capito niente è giusto così, vicino a Gesù Cristo chi c’erano due ladroni no?”

Questo e altro nell’intervento di Andrea Rivera un mese fa, alla manifestazione promossa da Emergency in piazza Navona a Roma il 31 marzo scorso (qui il video).

Ora veniteci a dire che questo non è terrorismo anticlericale e che gli organizzatori del primo maggio non sapevano che tali battute da fondamentalista ideologico sono nel suo repertorio come cavallo di battaglia.

I MARZIANI DI MARGHERITA E LA CREAZIONE

tratto da Antonio Socci

Prendiamo un simbolo del pensiero laico come lo scienziato Jacques Monod. Il suo famoso libro “Il caso e la necessità” – che fece epoca - intendeva spazzar via proprio la fede in Dio come non scientifica, riconducendo la comparsa della vita al gioco del caso e della necessità. Dunque è una voce al di sopra di ogni sospetto. Ebbene Monod afferma che secondo le leggi fisiche la vita “poteva” sbocciare, ma non “doveva”, anzi era estremamente inverosimile che si verificasse questa eventualità. La sua probabilità statistica era vicinissima allo zero, cosicché è assai verosimile che un tale “caso” si sia verificato solo una volta, sulla nostra terra. Sentiamo le sue parole: “se la comparsa della specie umana è stata un avvenimento veramente unico, come forse lo è stata la comparsa della vita stessa, ciò dipende dal fatto che, prima di manifestarsi, le sue possibilità erano quasi nulle. L’universo non stava per partorire la vita, né la biosfera l’uomo. Il nostro numero è uscito alla roulette”.

Paradossalmente queste espressioni entusiasmarono Joseph Ratzinger che le citò, in un libro sulla Genesi, trovandole in perfetta consonanza con l’idea ebraica e cristiana della libertà e della contingenza dell’uomo: “io non dovrei essere, ma sono. E Tu, o Dio, mi hai voluto”.

In effetti sebbene l’emergere della vita dai dati chimici e fisici fosse un evento statisticamente assai improbabile, quella minuscola possibilità sembra sia stata fortissimamente voluta da Qualcuno che ha fatto uscire alla roulette la serie esatta dei numeri della vita, fra miliardi di possibilità negative assai più probabili. Un’équipe di professori di Yale ha appurato che il tempo necessario perché delle reazioni chimiche casuali dessero vita a un semplice batterio unicellulare non solo supera l’età della Terra, che ha 4,5 miliardi di anni, ma perfino quella dell’universo (15 miliardi di anni). E stiamo parlando di un semplice batterio unicellulare. Secondo un altro scienziato, Fred Hoyle, credere che la prima cellula possa essersi formata da reazioni chimiche casuali è come credere che “un tornado infuriando in un deposito di sfasciacarrozze abbia messo insieme un Boeing”.[leggi tutto]

26 aprile 2007

IL GLOBAL DAY FOR DARFUR IN ITALIA



Conferenza stampa sulla situazione in Darfur
Ore 11:00 venerdì 27 Aprile 2007 alla Camera.

Domenica 29 Aprile: corteo dalle 10 alle 14.00 da Piazza Madonna di Loreto, Via dei Fori Imperiali, agli info points nei pressi del Colosseo con la mostra di "Una vignetta per il Darfur".

Per la prima volta in Italia, a Roma, in contemporanea con circa cinquanta Paesi nel mondo, si svolgerà il Global Day for Darfur, grazie all'impegno di Italian Blogs for Darfur, movimento per i diritti umani di cui fanno parte giornalisti, operatori sociali ed esponenti della società civile. Il conflitto in Darfur, nell'arco di quattro anni, ha provocato non meno di 300.000 morti, e ha costretto almeno due milioni di persone alla fuga, destinandole ad una vita da sfollati sia all'interno del Sudan, sia nei campi profughi in Ciad, circostanza che di fatto ha allargato il conflitto anche a questo paese confinante.
Solo assicurando ai cittadini italiani una corretta e completa informazione, possiamo sperare che le istituzioni si mobiliteranno, in tempi utili, per trovare una soluzione al conflitto in corso. Dal Gennaio 2007 l'Italia siede al Consiglio di Sicurezza ONU come membro non permanente e presiede, nella persona dell' On. Marcello Spatafora, ambasciatore dell'Italia presso l'ONU, la commissione per le sanzioni contro il Sudan ( http://www.un.org/sc/committees/1591/index.shtml). Ci aspettiamo quindi che il nostro Paese si adoperi al massimo per porre la questione del conflitto in Darfur all'ordine del giorno della Comunità Internazionale. Per denunciare tutto questo, il prossimo 29 aprile si terrà una manifestazione con partenza alle 10:00 da piazza Madonna di Loreto, lungo via dei Fori Imperiali fino al Colosseo alla quale hanno aderito i Radicali, l'Ugei (Unione Giovani Ebrei d'Italia), le componenti giovanili dei Verdi, le Acli.
Per esporre le ragioni della manifestazione del 29, per sollecitare i mass-media italiani a dare più informazione sul Darfur e per chiedere l'impegno del Parlamento e del Governo italiano, il 27 aprile, alla Camera, si terrà una conferenza stampa, alle 11,00. Saranno presenti gli organizzatori della manifestazione; Marco Beltrandi (Rnp), vice presidente della Commissione di vigilanza Rai, che ha presentato una mozione per chiedere alla Rai di informare di più sul conflitto in atto in Darfur; il Senatore Pianetta (FI), tra i promotori in Senato di un Ordine del Giorno riguardante il Darfur; Irene Panozzo, giornalista e scrittrice esperta di Sudan. Nel corso della conferenza verranno presentate le vignette realizzate da molte firme italiane, tra cui Staino, Vincino e Jacopo Fo, per Italian Blogs for Darfur e che saranno in mostra il 29 aprile nei pressi del Colosseo.