31 ottobre 2008

La comunione dei santi è precisamente la Chiesa

774. Per il mio inserimento in Cristo vivo innestata con il Padre e con lo Spirito Santo con gli uomini di tutti i tempi, con i beati e con la Chiesa purgante. Mistero che si realizzò nel giorno dell’Incarnazione nel grembo di Maria, si consumò nella crocifissione, morte e risurrezione, essendo perpetuato per mezzo della Liturgia, dove ci viene dato, attraverso la maternità della Vergine, tutto il mistero del Cristo Universale (13-7-66)
Madre Trinidad della Santa Madre Chiesa


Dal Catechismo della Chiesa Cattolica

« Poiché tutti i credenti formano un solo corpo, il bene degli uni è comunicato agli altri. [...] Allo stesso modo bisogna credere che esista una comunione di beni nella Chiesa. Ma il membro più importante è Cristo, poiché è il Capo. [...] Pertanto, il bene di Cristo è comunicato a tutte le membra; ciò avviene mediante i sacramenti della Chiesa ». « L'unità dello Spirito, da cui la Chiesa è animata e retta, fa sì che tutto quanto essa possiede sia comune a tutti coloro che vi appartengono ».

La comunione dei sacramenti. « Il frutto di tutti i sacramenti appartiene così a tutti i fedeli, i quali per mezzo dei sacramenti stessi, come altrettante arterie misteriose, sono uniti e incorporati in Cristo. Soprattutto il Battesimo è al tempo stesso porta per cui si entra nella Chiesa e vincolo dell'unione a Cristo [...]. La comunione dei santi significa questa unione operata dai sacramenti [...]. Il nome di "comunione" conviene a tutti i sacramenti in quanto ci uniscono a Dio [...]; più propriamente però esso si addice all'Eucaristia che in modo affatto speciale attua questa intima e vitale comunione soprannaturale ».

La comunione della carità. Nella « comunione dei santi » « nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso » (Rm 14,7). « Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte » (1 Cor 12,26-27). « La carità non cerca il proprio interesse » (1 Cor 13,5). Il più piccolo dei nostri atti compiuto nella carità ha ripercussioni benefiche per tutti, in forza di questa solidarietà con tutti gli uomini, vivi o morti, solidarietà che si fonda sulla comunione dei santi. Ogni peccato nuoce a questa comunione.

La comunione della Chiesa del cielo e della terra

I tre stati della Chiesa. « Fino a che il Signore non verrà nella sua gloria e tutti gli angeli con lui e, distrutta la morte, non gli saranno sottomesse tutte le cose, alcuni dei suoi discepoli sono pellegrini sulla terra, altri che sono passati da questa vita stanno purificandosi, altri infine godono della gloria contemplando "chiaramente Dio uno e trino, qual è" » « Tutti però, sebbene in grado e modo diverso, comunichiamo nella stessa carità di Dio e del prossimo e cantiamo al nostro Dio lo stesso inno di gloria. Tutti quelli che sono di Cristo, infatti, avendo il suo Spirito formano una sola Chiesa e sono tra loro uniti in lui »
L'intercessione dei santi. « A causa infatti della loro più intima unione con Cristo, i beati rinsaldano tutta la Chiesa nella santità [...]. Non cessano di intercedere per noi presso il Padre, offrendo i meriti acquistati in terra mediante Gesù Cristo, unico mediatore tra Dio e gli uomini. [...] La nostra debolezza quindi è molto aiutata dalla loro fraterna sollecitudine »
La comunione con i santi. « Non veneriamo la memoria dei santi solo a titolo d'esempio, ma più ancora perché l'unione di tutta la Chiesa nello Spirito sia consolidata dall'esercizio della fraterna carità. Poiché come la cristiana comunione tra coloro che sono in cammino ci porta più vicino a Cristo, così la comunione con i santi ci unisce a Cristo, dal quale, come dalla fonte e dal capo, promana tutta la grazia e tutta la vita dello stesso popolo di Dio »
La comunione con i defunti. « La Chiesa di quelli che sono in cammino, riconoscendo benissimo questa comunione di tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, fino dai primi tempi della religione cristiana ha coltivato con una grande pietà la memoria dei defunti e, poiché "santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perché siano assolti dai peccati" (2 Mac 12,46), ha offerto per loro anche i suoi suffragi ». La nostra preghiera per loro può non solo aiutarli, ma anche rendere efficace la loro intercessione in nostro favore.

Halloween , non aprite quella porta.

Dalle origini precristiane, e più esattamente celtiche, quando il 1 novembre costituiva il capodanno celtico, alla evangelizzazione e alla trasformazione di questa festa, da parte della Chiesa in epoca Carolingia, nella ricorrenza dei Santi e dei defunti, l’origine del “fenomeno” Halloween è tutta americana: quell'America dove giunsero milioni di emigrati irlandesi con la loro profonda devozione per i santi, un culto oltremodo fastidioso per la cultura dominante di derivazione puritana, che nella sua attuale versione secolarizzata ha deciso di scartare il senso cattolico di Ognissanti, trattenendo nella cosiddetta Halloween l'aspetto lugubre dell'aldilà, con i fantasmi, i morti che si levano dalle tombe, le anime perdute che tormentano quelli che in vita arrecarono loro danno: un aspetto che si tenta di esorcizzare con le maschere e gli scherzi. Una deformazione che comincia linguisticamente, facendo sparire quella bella parola irlandese che indica la santità, Hollow.

Dalle irrequiete città americane la messinscena di Halloween è arrivata così da qualche anno nella vecchia Europa. Ovviamente il vecchio continente non poteva rimanere a lungo senza adottare il nuovo “culto”; così vediamo diffondersi sempre di più da noi Halloween con il suo corteo di articoli più o meno macabri- teschi, scheletri, streghe.

Halloween è proposta commercialmente come una festa giovane, divertente, diversa, “trasgressiva”; ci si traveste da fantasma, strega o zombie e si balla nelle feste.
Tuttavia Halloween non può essere considerata semplicemente un fenomeno commerciale o un secondo Carnevale: è importante conoscere e saper valutare bene le sue radici culturali, e anche le implicazioni esoteriche che sono andate a sovrapporsi e a cavalcare ambiguamente questa ricorrenza.
Il 31 ottobre è infatti diventata una data importante per l’esoterismo nei cui testi troviamo queste definizioni: “Torna il Gran Sabba per quattro volte all'anno... Halloween che è forse la festa più cara”; “Samhain è il giorno più "magico" di tutto l'anno, capodanno di tutto il mondo esoterico”; “La festa più importante dell'anno per i seguaci di satana”.
Il mondo dell’occulto così lo definisce: “è il giorno più magico dell’anno, è il capodanno di tutto il mondo esoterico”, “è la festa più importante dell’anno per i seguaci di satana”.
La data di una importante ricorrenza della cultura celtica prima e di quella cristiana dopo è entrata così a far parte del calendario dell’occultismo.
Sono molti i locali che propongono per l’occasione serate a tema esoterico dove, oltre a ballare, è possibile consultare maghi e cartomanti, per l’Oroscopo o la lettura dei Tarocchi.
Si approfitta cioè della ricorrenza per avvicinare i giovani alle pratiche magiche e superstiziose e la festa si trasforma in una specie di “ponte” tra i ragazzi e il mondo dell'occultismo.
Si mira insomma in vari modi a creare un’atmosfera di simpatia intorno alla magia e all’esoterismo, a farli apparire realtà buone, utili, addirittura divertenti e spingere così a stimolare l’interesse nei loro confronti.
L’esoterismo si propone di fatto di dare una spiegazione completa dell’universo, della creazione e di Dio, attraverso una “conoscenza” (gnosi) iniziatica che pretende di completare e superare l’esperienza del reale mediante il possesso di presunte verità occulte. In quest’ottica tutto fa brodo, dalle illazioni su Maria Maddalena fino al revival delle religiosità precristiane, altrimenti definito “neopaganesimo”, un termine pomposo e pretenzioso che nasconde interessi che col senso religioso autentico non hanno nulla a che vedere.
C’è un giorno all’anno in cui tutti, credenti e no, sensibili e insensibili si recano al Camposanto per visitare i propri morti, per dire una preghiera, per dedicare un attimo ai sentimenti più veri e profondi; l’occasione in cui un’umanità segnata dal tempo, che passa lasciando una traccia profonda. E proprio a ridosso di quel giorno si incoraggiano bambini e giovani a celebrare il suo contrario con Halloween: ma la vita, così, è ridotta a farsa, dove i giorni sono tappe frenetiche del valore di uno zapping televisivo. Il 16% delle persone avviate all'esoterismo sono state ingaggiate all'interno delle iniziative di Halloween che porta il grave pericolo di adescamento e reclutamento dei ragazzi e dei giovani nel mondo delle sette occulte.

“Festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo, una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco. L'astuzia del demonio sta proprio qui. Se ci fate caso tutto viene presentato sotto forma ludica, innocente. Anche il peccato non è più peccato al mondo d'oggi. Ma tutto viene camuffato sotto forma di esigenza, libertà o piacere personale. L'uomo è diventato il dio di se stesso, esattamente ciò che vuole il demonio".

29 ottobre 2008

Il Concilio Vaticano II scaturì dal cuore di Dio

“Ho detto - scrive Benedetto XVI - che il Concilio è scaturito dal cuore di Giovanni XXIII, ma più esatto sarebbe dire che esso ultimamente, come tutti i grandi avvenimenti della storia della Chiesa, scaturì dal cuore di Dio, dalla sua volontà salvifica”. Per il Papa Roncalli, il “motivo fondamentale” della convocazione conciliare fu il “rendere accessibile all’uomo di oggi - afferma il Pontefice - la salvezza divina” e “fu questa la prospettiva con la quale i Padri hanno lavorato”. E qui, Benedetto XVI ricorda quanto da lui affermato, all’indomani della sua elezione pontifica: “I documenti conciliari con il passare degli anni non hanno perso di attualità”, ma anzi si rivelano “particolarmente pertinenti in rapporto alle nuove istanze della Chiesa e della presente società globalizzata”. Del resto, si legge ancora nel Messaggio, nei suoi molti anni alla guida della Chiesa Giovanni Paolo II accolse “praticamente in ogni suo documento, ed ancor più nelle sue scelte e nel suo comportamento come Pontefice, le fondamentali istanze del Concilio Ecumenico Vaticano II, diventandone così qualificato interprete e coerente testimone”. [leggi tutto]

28 ottobre 2008

MINI E (elettrica)

MINI E sarà prodotta in 500 esemplari a propulsione esclusivamente elettrica per l’utilizzo privato nella guida giornaliera. Sarà azionata da un elettromotore da 150 kW/204 CV approvvigionato di energia da una potente batteria agli ioni di litio il quale trasmetterà la propria potenza silenziosamente e senza emissioni alle ruote anteriori attraverso un ingranaggio a ruote dentate cilindriche.

Scopriamone ora le caratteristiche dai dati ufficiali diffusi dalla Casa bavarese. Questa tecnologia sviluppata appositamente per le auto offre un’autonomia di circa 200 km/120 miglia. L’elettromotore eroga una coppia massima di 220 Newtonmetri che consente di realizzare un’accelerazione continua da 0 a 100 km/h (0–62 mph) in 8,5 secondi. La velocità massima viene limitata elettronicamente a 152 km/h (95 mph). Anche la taratura dell’assetto è stata adattata alla ripartizione delle masse ed al peso della vettura di 1.465 Kg. [leggi tutto]

27 ottobre 2008

la Cina si schiera ufficialmente al fianco di Khartoum contro il TPI

Che la Cina fosse il partner principale e complice delle malefatte del Sudan in Darfur e nel resto del Paese, lo si sapeva benissimo, ma non era mai successo che Pechino prendesse ufficialmente una posizione così forte in difesa dell'alleato. Lo ha fatto ieri contro il Tribunale Penale Internazionale (TPI) reo di aver richiesto l'incriminazione per genocidio del presidente sudanese Omer Assan Al-Bashir.

E' stato l'inviato speciale di Pechino per l'Africa, Liu Guijin, a lanciare la sfida la Tribunale Penale Internazionale e al suo Procuratore Generale, Luis Moreno Ocampo. Guijin parlando alla stampa riunita a Khartoum ha detto di essere in Sudan per “consigliare e dare consulenza al presidente Al-Bashir in merito alla ridicola accusa del TPI e per trovare una via d'uscita a questo abuso”. Lo ha chiamato proprio così: abuso. [leggi tutto]

23 ottobre 2008

Kordofan rischia di diventare il prossimo Darfur

Uno studio dell'International Crisis Group:possibile "nuovo devastante conflitto"
(Apcom) - La regione sudanese del Kordofan si trova oggi nelle stesse condizioni che nel 2003 innescarono il conflitto nel vicino Darfur, tanto da far apparire "reale" il rischio di una nuova guerra civile. Questo l'allarme lanciato dal centro studi 'International Crisis Group' nel suo ultimo rapporto, intitolato 'Sudan`s Southern Kordofan: The Next Darfur?'. La regione del Kordofan si trova in una posizione strategica tra Nord e Sud del Paese, tanto che sia il Movimento popolare di liberazione del Sudan (Splm, del Sud), sia il Partito del Congresso nazionale (Ncp, al governo a Khartoum) stanno alimentando divisioni lungo linee etniche in vista delle elezioni nazionali del 2009. [leggi tutto]

21 ottobre 2008

Aumenta l'esodo dei cristiani nel nord dell'Iraq

CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 20 ottobre 2008 (ZENIT.org).- L'esodo dei cristiani nel nord dell'Iraq continua ad aumentare a causa degli attacchi alla Chiesa locale, ha reso noto la “Radio Vaticana”.

L'ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite ha affermato che sarebbero 1.560 le famiglie che hanno abbandonato la città di Mosul nell'ultima settimana, mentre gli evacuati sarebbero circa 9.400 persone.

Secondo una nota distribuita dalle autorità locali, si tratterebbe di quasi la metà di tutta la comunità cristiana della città.

Attualmente migliaia di uomini, donne e bambini hanno bisogno di cibo, vestiario e medicinali, sostiene l'emittente pontificia.

“Le persecuzioni contro i cristiani hanno anche un valore altamente simbolico”, ha spiegato monsignor Raymond Moussalli, vicario del vescovado caldeo in Giordania, che si occupa da tempo dei rifugiati cristiani iracheni nel regno hashemita.

“Stiamo assistendo ad una vera e propria guerra ai cristiani, bisogna rendersene conto, prima che sia troppo tardi – avverte –. Un Iraq senza cristiani sarà un Paese più povero e ciò avrà ripercussioni negative sui cristiani di tutto il Medio Oriente”.

Nel frattempo, continuano le operazioni di polizia a Mosul per porre fine agli attacchi.

Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti dieci arresti. Il Ministro della Difesa iracheno Abdul Qader al-Ubeidi ha definito domenica gli attacchi contro i cristiani una “campagna di minacce organizzata”.

15 ottobre 2008

Primo impianto a energia solare nella Città del Vaticano

di Nicola Gori

Un piccolo Stato con una grande sfida all'orizzonte: sfruttare quanto più possibile le fonti di energia rinnovabili per giungere, primo in Europa, all'obiettivo di utilizzarne almeno il 20% del consumo totale nel 2020. È il traguardo che i tecnici dello Stato della Città del Vaticano si sono posti da quando hanno iniziato a studiare il modo migliore di sfruttare tutto quanto è a disposizione sul suo territorio (o,44 chilometri quadrati di estensione) per ottenere energia. Prima fra tutte quella solare, praticamente inesauribile e gratuita, senza dimenticare altre alternative, quali la produzione di gas da biomasse e lo sfruttamento della potenza eolica.
Dalla teoria alla pratica: la Direzione dei servizi tecnici del Governatorato a breve avvierà il primo progetto di impianto ad alta tecnologia per lo sfruttamento dell'energia solare. L'installazione avverrà sulla copertura dell'Aula Paolo vi che, per la sua moderna struttura, si presta bene allo scopo. Ne parla, in questa intervista al nostro giornale, l'ingegner Mauro Villarini, responsabile dei progetti sulle fonti di energia rinnovabile.

La Direzione dei servizi tecnici del Governatorato ha accolto le sollecitudini di Benedetto XVI per la tutela dell'ambiente promuovendo il ricorso a fonti di energia rinnovabili. Ci parla del progetto?

Il progetto in questione nacque dopo una serie di discorsi di Benedetto XVI, nei quali si parlava dell'utilizzo delle risorse del pianeta, della sostenibilità ambientale e delle soluzioni tecnologiche adeguate. In particolare, fondamentali furono per noi le parole del Papa pronunciate il 1° gennaio 2007 in occasione della Giornata mondiale della Pace: "Di fronte al diffuso degrado ambientale l'umanità si rende ormai conto che non si può continuare ad usare i beni della terra come nel passato... Sta così formandosi una coscienza ecologica, che non deve essere mortificata, ma anzi favorita, in modo che si sviluppi e maturi trovando adeguata espressione in programmi ed iniziative concrete". Il progetto, promosso dalla Direzione dei servizi tecnici del Governatorato, prevede la produzione di energia elettrica da fonte solare. Si tratta dell'installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura dell'Aula Paolo vi. È stata scelta l'Aula Nervi perché è uno degli edifici più moderni e quindi più compatibili con tecnologie di questo tipo. Inoltre, vi era anche l'esigenza di rinnovare e di ristrutturare comunque la copertura del tetto. In un certo senso, l'architetto Nervi fece quasi una progettazione premonitrice, utilizzando delle tegole frangisole costituite da una metà rivolta perfettamente a sud e da una metà a nord. In pratica, noi non andiamo a fare altro che sostituire le tegole rivolte a sud con dei pannelli fotovoltaici. È importante sottolineare che le tegole fotovoltaiche sono state realizzate ad hoc sulla misura di quelle originali volute dal Nervi. I pannelli a nord saranno sostituiti con materiale altamente tecnologico, la cui peculiarità è di riflettere una parte della radiazione solare, aumentando così la produttività dell'impianto.
Ci offre qualche dato tecnico?

Della superficie complessiva dell'Aula Paolo vi, circa 5.000 metri quadrati, verranno coperti da moduli fotovoltaici circa 2.000 metri quadrati, mentre altri 2.000 metri quadrati sarebbero utilizzati da schermi, per aumentare la quantità di energia captata. La copertura infatti è costituita da 1.200 tegole frangisole a sud formate da 30 colonne per 40 righe. La potenza media dei quasi 2.400 moduli fotovoltaici sarà di poco meno di 100 watt per una potenza complessiva di circa 220 kilowattora. Tale potenza servirà l'Aula Paolo vi, pur non coprendone l'intero fabbisogno. Ci saranno momenti, però, nei quali l'Aula non assorbirà tutta l'energia prodotta e allora potremo immettere l'energia eccedente nella rete dello Stato della Città del Vaticano. Ci sarà così una gestione del flusso energetico tale che da soddisfare le utenze che lo richiedono dando la priorità all'Aula delle udienze Paolo vi. In media l'Aula assorbe sui 2.000 mwh (megawatt ora) all'anno. Attraverso i 220 kw installati arriveremo a produrre circa 300 mwh all'anno con i pannelli fotovoltaici. Per farci un'idea dell'entità della produzione, con quello che produrremo dall'impianto, andremmo a soddisfare i consumi annui equivalenti a quelli di un centinaio di famiglie. Con il nostro impianto, perciò, copriremo qualche punto percentuale dei consumi annui della Città del Vaticano. [leggi tutto]

10 ottobre 2008

Il presidente: "Le donne del Darfur mentono"

Sono parole che fanno rabbrividire quelle pronunciate dal capo di Stato sudanese Omar al Bashir, in un'intervista trasmessa a Channel 4. Le donne della provincia occidentale, devastata da una guerra civile, sostengono di venire violentate dalle milizie arabe Janjaweed

Londra, 9 ottobre 2008 - Lo stupro non esiste in Darfur. Le donne della provincia occidentale sudanese, devastata da una guerra civile che va avanti dal 2003, che sostengono di venire violentate dalle milizie arabe Janjaweed ("diavoli a cavallo") mentono.

Sono parole che fanno rabbrividire quelle pronunciate dal presidente sudanese Omar al Bashir, in un'intervista trasmessa dall'emittente britannica Channel 4.


Le denunce delle donne, ha dichiarato Bashir, tramite un interprete, sono false, perchè lo stupro è estraneo alla società del Darfur.


A luglio il procuratore della Corte penale internazionale, che ha sede all'Aia, Moreno Ocampo, ha chiesto di spiccare un mandato d'arresto internazionale contro Bashir con l'accusa di genocidio in Darfur, nel tentativo di scongiurare nuovi omicidi delle milizie arabe.

08 ottobre 2008

Sudan anticristiano

Tratto da L'Osservatore Romano del 8 ottobre 2008

Khartoum - In Sudan una fatwa, un pronunciamento di un'autorità islamica, ha proibito ai musulmani di votare per un cristiano. Lo riferisce la rivista internazionale di studi mediorientali "Memri", ricordando che gli ex ribelli del Movimento di liberazione del popolo sudanese (Splm), al Governo in Sud Sudan e che partecipa al Governo centrale sudanese di Khartoum, hanno candidato il loro leader alle elezioni presidenziali.

Il periodico pubblica un articolo fortemente critico nei confronti della fatwa apparso sul quotidiano sudanese "Al Sahafa", nel quale si ricorda che gli accordi di pace, firmati il 9 gennaio 2005 fra il Governo di Khartoum e i ribelli del Sud Sudan, stabilirono il principio che un non islamico venisse eletto alla vicepresidenza della Repubblica. Secondo il giornale, la contraddizione fra il contenuto dell'accordo del 2005 e la fatwa è un tentativo del partito al potere a Khartoum, guidato dal presidente sudanese Omar el Bashir, "di sfruttare la religione per scopi politici".

29 settembre 2008

Giappone; Cattolico e campione tiro a volo: Paese riparte da Aso

Cattolico, nazionalista, ex sportivo, appassionato di manga, vanta una parentela con la famiglia imperiale e una lunga carriera politica. Questo l'identikit di Taro Aso, 68 anni, nuovo leader del partito liberaldemocratico (Pld) e, da mercoledì, primo ministro giapponese. L'assemblea dei grandi elettori del partito lo ha preferito largamente agli altri candidati, tra cui figurava anche Yuriko Koike. Ma se il Giappone dovrà aspettare per avere una donna alla sua guida, con Aso, invece, per la prima volta il Paese - a maggioranza buddista - avrà un cattolico come primo ministro. Aso è stato eletto con una chiara maggioranza, grazie al voto di 351 dei 527 membri del direttivo del partito. Prenderà il posto di Yasuo Fukuda, premier e leader del partito dimissionario. Aso, che ha partecipato alle Olimpiadi di Montreal 1976 nel tiro a volo, ha alle spalle una lunga carriera politica: tre anni dopo aver partecipato ai Giochi, la prima elezione in Parlamento; poi, ha ricoperto numerosi ruoli rilevanti nel partito - ma ha fallito la presidenza in due occasioni - e al governo, nel ruolo di ministro degli Interni, della Programmazione economica e, con Koizumi e Abe, degli Esteri. La passione per la politica è nel suo Dna: per via materna è pronipote di Toshimichi Okubo, uno dei padri della restaurazione imperiale, ed è nipote di un ex primo ministro, Shigeru Yoshida; è inoltre direttamente imparentato con la casa regnante, dal momento che sua sorella minore ha sposato il principe di Mikasa, primo cugino dell'imperatore. E' figlio del deputato e imprenditore Takakichi Aso, che gli ha lasciato in eredità l'Aso Group. Dal punto di vista ideologico è conservatore, dal punto di vista economico è moderatamente statalista, in controtendenza, dunque, con i neoliberisti Koizumi e Abe; una scelta mirata, l'unico modo, secondo il partito che guida il Giappone quasi ininterrottamente da 50 anni, per uscire dalla lunga crisi economica che attraversa il Paese, cui manca una guida politica stabile anche perché, alla Camera dei Consiglieri (la camera alta della Dieta giapponese), la maggioranza è detenuta dal partito democratico. [leggi tutto]

25 settembre 2008

La miglior macchina del mondo



Il sistema si basa su colonnette di ricarica, dove poter ricaricare le batterie elettriche della macchina. Queste aree sono predisposte in luoghi cruciali come posti di lavoro, parcheggi, ristoranti o abitazioni, in modo da garantire una costante ricarica per le batterie che hanno un’autonomia di circa 160 km.
Quando vengono effettuati viaggi più lunghi di 160 km apposite aree di servizio assicurano un cambio di batteria; queste aree, completamente automatizzate, assicurano un cambio di batteria rapido (più veloce di un normale pieno di benzina) e senza dover scendere dall’automobile.
Better Place cerca in questo modo anche di risolvere il problema dell’energia rinnovabile perduta in quanto non immagazzinata, sfruttando i momenti in cui vi è un surplus di produzione come nelle ore serali per accumulare l’energia nelle batterie.
Israele e Danimarca hanno già affermato che parteciperanno al progetto e sono le prime due nazioni ad aderire sebbene per motivi diversi: politici (non dipendenza dal petrolio nel primo caso) e di politica energetica (elevata dipendenza da energia eolica nel secondo). Ora sono ben accetti tutti gli altri paesi che vogliano fare parte di questo vantaggioso progetto nel quale sono direttamente coinvolte anche la Renault e la Nissan, che ovviamente forniranno le autovetture.
Naturalmente tutto ha un senso fino a quando l’elettricità viene prodotta con fonti rinnovabili ed è proprio questa la direzione – visto che per quanto riguarda la fase dell’uso una soluzione è stata ora trovata – che i vari governi dovrebbero seguire. [leggi tutto]

23 settembre 2008

Vendo sorellastra della Brompton

Spacciate come le sorellastre della Brompton, le gemelline Anastasia e Genoveffa dopo essere state assemblate a Taiwan ( come la Brompton) erano state trasferite in un negozietto sperduto di Madrid, proposte ai principi azzurri locali al prezzo di € 890 erano rimaste invendute e abbandonate, mentre la Cenerentola Brompton spopolava in tutta Europa viaggiando su treni navi e automobili tra le più lussuose.

L’unico a volere una delle sorellastre era il povero Pequenito che si rivolse alla loro mamma a Taiwan cioè la signora Flamingo, la quale gli disse che purtroppo spediva solo a rivenditori di bici e l’unico distributore europeo era appunto il carissimo Calmera in Spagna.

Pequenito allora contattò Calmera, questo rispose che le avrebbe fatte partire per l’Italia ciascuna al prezzo di 890 + 80 di trasporto. La cifra sembrò a Pequenito un po’ troppo alta, nonostante i suoi amici spagnoli parlavano molto bene delle sorelle Flamingo che sembravano avere addirittura qualcosa in più della Brompton, a motivo del loro cambio interno Nexus 7 rapporti.

Poi un bel giorno un fidato amico spagnolo disse a Pequenito:”Sabato vengo da Madrid a Roma in macchina con le gemelle che volevi tanto, te le affido al prezzo speciale di 750 euro l’una, se trovi altre persone interessate a loro ne posso fare arrivare altre direttamente da Taiwan e riportartele quando torno”.

Pequenito era felice come non mai, finalmente si era realizzato il suo sogno di una bici pieghevole identica ma un pò meno costosa della Brompton, anzi per certi aspetti addirittura superiore: 7 rapporti Nexus, cavaletto posteriore (che la brompton non ha), sella dr.Air gonfiabile, freni v-brake Trektro rx1, gancio blocca chiusura posteriore (che la brompton non ha), gomme antiforatura con Kevlar e infine quattro rotelle posteriori decisamente più grandi, robuste e funzionali rispetto a quelle della Brompton.

Come in una favola a lieto fine le rosse Anastasia e Genoveffa si mostrarono a Pequenito ancora più belle di ciò che lui poteva sperare, Genoveffa ora rimarrà per sempre con lui, rendendolo felicemente l’unico possessore (per adesso) in Italia di una fiammante Flamingo London 7nx.

Anastasia invece (nuova e semi imballata nella scatola) da oggi cerca su questo forum un principe azzurro, preferibilmente romano, che la voglia sposare per 750 euro. Per chi volesse venire prima a conoscerla contattate Pequenito che sarà felice di presentarvela di persona a Roma.

17 settembre 2008

Gli ebrei salvati da Pio XII

In un video che verrà proiettato martedì 16 settembre e che è parte dell’archivio della Fondazione PTWF, monsignor Ferrofino racconta dei telegrammi criptati che riceveva dal Pontefice Pio XII due volte all’anno, per richiedere i visti necessari agli ebrei che scappavano dall’Europa occupata dai nazisti.

Ogni volta che riceveva il telegramma, monsignor Ferrofino si recava dall’ora Presidente della Repubblica Domenicana, il generale Rafael Trujillo, per chiedere a nome del Papa 800 visti. Questa procedura accadde per due volte all’anno dal 1939 fino al 1945. Questo significa che, grazie a Pio XII, almeno 11.000 ebrei vennero imbarcati in Portogallo e salvati nella Repubblica Domenicana.

Per questo motivo, in una intervista rilasciata a “Radio Vaticana” il 20 giugno scorso, dopo l’incontro con il Pontefice Benedetto XVI per presentare il simposio, Krupp ha detto che “Pio XII ha salvato nel mondo più ebrei di chiunque altro nella storia”. [leggi tutto]

11 settembre 2008

Con Robinik per non dimenticare

tratto da www.robinik.net

Non è semplice raccontare ad una bambina cosa sia stato l’11/9. Eppure tutto intorno qualcosa sembra già raccontarlo. Forse è solo un’impressione ma NY qui è meno caotica, sicuramente meno chiassosa. Le persone camminano con un modo di fare “più raccolto”, come è raccolto il modo in cui ci si avvicina ad un dolore così forte.
Giusto il tempo di girare sulla Fulton St. e quello che vedo mi lascia senza parole. La cosa che colpisce di più di Ground Zero è l’aria. L’enorme spazio d’aria lasciato dai giganti caduti.

Entriamo nel WTC Path Station ed anche i bimbi smettono di parlare. Non che ci sia nulla di particolare. Alla fine per una persona che non sa cosa sia successo tutto quello che ci circonda sembra solo un cantiere. Memorial WTCMa cè qualcosa nell’aria, il silenzio delle persone, cosa inimmaginabile nella grande mela, che fanno percepire che qualcosa è successo e che la gente non ha ancora dimenticato.
Le persone che si sono recate qui hanno perso le parole. Ci sono solo volti coperti di stupore e rammarico. Sono passati sette anni ma ancora una spiegazione non la si trova. [leggi tutto]

08 settembre 2008

Una santa cattolica per il Darfur

In una polverosa chiesa a Jeberona campo per sfollati nei pressi di Kartum, i fedeli battono le mani e cantano sotto un ritratto di una donna sorridente che è diventata un centro di speranza per un paese diviso.


Giuseppina Bakhita, ex schiava che morì nel 1947, è passato dall’anonimato a diventare il primo santo dal Darfur nel Sudan occidentale, una regione sconvolta dalla guerra negli ultimi cinque anni.

"Io direi che è stato un dono di Dio ... un'offerta da parte di Dio", ha detto Daniel Adwok, vescovo ausiliare della chiesa cattolica di Khartoum. "Lei è arrivata proprio per il conflitto in Sudan."

La Chiesa cattolica ha canonizzato S. Bakhita nel 2000, tre anni prima della data di inizio del conflitto nel Darfur. Allora nessuno ha dato molta attenzione alla sua città natale, un oscuro villaggio nella remota regione occidentale.

Qualcosa è cambiato quando è scoppiata la guerra intorno alla sua vecchia casa.

Da allora, le autorità della Chiesa dicono che i cattolici del Sudan hanno diretto le loro preghiere a lei per porre fine al conflitto nel Darfur.

In Jeberona, la chiesa parrocchiale è un susseguirsi di canti in onore di S.Bakira innalzata come un esempio di grazia e di perdono in questi tempi difficili.

Quasi tutti i membri della chiesa sono profughi della guerra civile tra nord e sud che ha infuriato per decenni fino al fragile accordo di pace nel 2005. Per loro, la donna che ha dato il suo nome alla loro parrocchia è stata fonte di conforto e di ispirazione.

"Eravamo appena arrivati qui tutti insieme," ha detto il quarantenne Carisio Yusuf Ugale. "Le condizioni erano terribili. Così ci siamo rivolti a lei e l’abbiamo invocata a causa delle sofferenze che aveva subito".

Mata Hassan, di 24 anni, fuggita dal Sudan centrale nei Monti Nuba, al centro di alcune dei più brutali combattimenti nel conflitto tra nord e sud: "Lei mi ha insegnato ad essere umile", ha detto. "Stiamo tutti pregando per la sua intercessione a Dio che ci dia la grazia per trovare il perdono per il Darfur e per tutti i conflitti in Sudan."

Al di fuori, i bambini giocano a calcio sotto un enorme murale del volto della santa accanto alle aule di calcestruzzo della scuola nella parrocchia di S. Bakhita.

Nell’ovest lontano, nella sua regione natale del Darfur, la popolazione nei campi di sfollamento è prevalentemente musulmana: pochi hanno sentito parlare della santa.

Tuttavia, la sua fama si è diffusa altrove.

A Juba, capitale del Sudan del sud, prevalentemente cristiana, il suo volto appare su cappelli, portachiavi, scudetti ed è stampata a colori vivaci vivaci sui panni indossati dalle donne del sud.

I missionari hanno dato il suo nome ad stazione radio e la libreria cattolica della citta vende DVD e libri sulla sua vita.

RAPITA DA COMMERCIANTI DI SCHIAVI -

Bakhita nacque nel 1869 da una importante famiglia di Ongolossa villaggio nella regione occidentale di Jabel Marra nel Darfur. All’età di sette anni fu rapita da commercianti di schiavi quando era giovane. Aveva avuto un susseguirsi di diversi padroni che la maltrattarono e marchiarono, fino a quando lei fu acquistata da Callisto Legnani un diplomatico italiano a Khartoum.

Egli la portò in Italia dove ha infine aderito ad comunità di suore, dove ha vissuto fino alla sua morte.

Documenti della Chiesa testimoniano che era famosa per la sua gentilezza e perdono, offrendosi a baciare le mani dei commercianti di schiavi che l’avevano catturata, se mai li avesse incontrati di nuovo.

I suoi devoti italiani iniziarono una campagna perché fosse riconosciuta come santa poco dopo la sua morte l’8 febbraio 1947.

Quando fu canonizzata, è diventata la prima santa nata in Sudan. Il papa Giovanni Paolo II l’ha definita "un brillante avvocato di vera e propria emancipazione" e una "sorella universale" di lei durante la beatificazione ha detto:” Elevata ora all’onore degli altari e posta come esempio davanti alla Chiesa intera, la beata Giuseppina Bakhita, nella sua umiltà e nel suo totale abbandono in Dio, ci insegna non soltanto a lavorare e a pregare, ma soprattutto a confidare. Dalle sue dolorose vicende aveva imparato, con la grazia di Dio, ad avere completa fiducia in Lui, che è presente sempre e dappertutto, e ad essere, pertanto, costantemente e con tutti buona e generosa. Sempre lieta e serena, compiva con gioia il suo dovere, accettando, infine, con coraggio e rassegnazione anche la lunga e penosa malattia, senza mai lamentarsi e senza mai parlare male di nessuno. Così essa diceva: “Se incontrassi quei negrieri che mi hanno rapita, e anche quelli che mi hanno torturata, mi inginocchierei a baciare le loro mani, perché se non fosse accaduto ciò, non sarei ora cristiana e religiosa”. Vedeva, cioè, la mano provvidenziale dell’Altissimo, che guida e sostiene la storia umana, non abbandonando mai chi a Lui si affida, anche se molte volte consente che egli passi attraverso avvenimenti oscuri e impenetrabili. Alla luce della Grazia, Suor Giuseppina Bakhita aveva scoperto che “non è importante quello che sembra tale, ma quello che vuole il Signore”. Ora la beata Giuseppina Bakhita ci sta ancora più vicino con il suo esempio e la sua intercessione. Quando a 78 anni, l’8 febbraio 1947, ella si spense, le sue ultime parole furono: “La Madonna! La Madonna!”, mentre sorridendo entrava nell’eternità. Seguendo l’esempio della sua devozione a Maria Santissima, invochiamo in modo speciale, durante il mese di maggio, l’aiuto della Nostra Madre celeste per rimanere fermi nella nostra fede e insieme operosi sempre nell’esercizio della bontà e della carità!”

Di lei parla ampiamente anche Benedetto XVI nell’enciclica Spe salvi:” “Per noi che viviamo da sempre con il concetto cristiano di Dio e ci siamo assuefatti ad esso, il possesso della speranza, che proviene dall'incontro reale con questo Dio, quasi non è più percepibile. L'esempio di una santa del nostro tempo può in qualche misura aiutarci a capire che cosa significhi incontrare per la prima volta e realmente questo Dio. Penso all'africana Giuseppina Bakhita, canonizzata da Papa Giovanni Paolo II. Era nata nel 1869 circa – lei stessa non sapeva la data precisa – nel Darfur, in Sudan. All'età di nove anni fu rapita da trafficanti di schiavi, picchiata a sangue e venduta cinque volte sui mercati del Sudan. Da ultimo, come schiava si ritrovò al servizio della madre e della moglie di un generale e lì ogni giorno veniva fustigata fino al sangue; in conseguenza di ciò le rimasero per tutta la vita 144 cicatrici. Infine, nel 1882 fu comprata da un mercante italiano per il console italiano Callisto Legnani che, di fronte all'avanzata dei mahdisti, tornò in Italia. Qui, dopo « padroni » così terribili di cui fino a quel momento era stata proprietà, Bakhita venne a conoscere un « padrone » totalmente diverso – nel dialetto veneziano, che ora aveva imparato, chiamava « paron » il Dio vivente, il Dio di Gesù Cristo. Fino ad allora aveva conosciuto solo padroni che la disprezzavano e la maltrattavano o, nel caso migliore, la consideravano una schiava utile. Ora, però, sentiva dire che esiste un « paron » al di sopra di tutti i padroni, il Signore di tutti i signori, e che questo Signore è buono, la bontà in persona. Veniva a sapere che questo Signore conosceva anche lei, aveva creato anche lei – anzi che Egli la amava. Anche lei era amata, e proprio dal « Paron » supremo, davanti al quale tutti gli altri padroni sono essi stessi soltanto miseri servi. Lei era conosciuta e amata ed era attesa. Anzi, questo Padrone aveva affrontato in prima persona il destino di essere picchiato e ora la aspettava « alla destra di Dio Padre ». Ora lei aveva « speranza » – non più solo la piccola speranza di trovare padroni meno crudeli, ma la grande speranza: io sono definitivamente amata e qualunque cosa accada – io sono attesa da questo Amore. E così la mia vita è buona. Mediante la conoscenza di questa speranza lei era « redenta », non si sentiva più schiava, ma libera figlia di Dio. Capiva ciò che Paolo intendeva quando ricordava agli Efesini che prima erano senza speranza e senza Dio nel mondo – senza speranza perché senza Dio. Così, quando si volle riportarla nel Sudan, Bakhita si rifiutò; non era disposta a farsi di nuovo separare dal suo « Paron ». Il 9 gennaio 1890, fu battezzata e cresimata e ricevette la prima santa Comunione dalle mani del Patriarca di Venezia. L'8 dicembre 1896, a Verona, pronunciò i voti nella Congregazione delle suore Canossiane e da allora – accanto ai suoi lavori nella sagrestia e nella portineria del chiostro – cercò in vari viaggi in Italia soprattutto di sollecitare alla missione: la liberazione che aveva ricevuto mediante l'incontro con il Dio di Gesù Cristo, sentiva di doverla estendere, doveva essere donata anche ad altri, al maggior numero possibile di persone. La speranza, che era nata per lei e l'aveva « redenta », non poteva tenerla per sé; questa speranza doveva raggiungere molti, raggiungere tutti” (Benedetto XVI, Spe salvi, n. 3).”

Anche se i musulmani potrebbe non conoscerla, lei potrebbe ancora avere un effetto positivo nella regione, ha detto Jangara.

"Il perdono è una cosa umana. Esso non è solo una cosa cristiana. La cosa importante è che la sua storia dovrebbe essere conosciuta nel Darfur", ha detto il sacerdote, che sta scrivendo un libro sulla sua vita.

"Finchè non torniamo a chiedere a Dio misericordia e perdono, così da poter toccare il nostro cuore a perdonarci a vicenda, non saremo in grado di trovare una soluzione per il problema del Darfur o del Sudan meridionale in generale."

Poteri di intercessione

Le stime sul numero di cattolici in un paese dominato musulmano vanno da meno di due milioni a più di cinque milioni su una popolazione totale di circa 40 milioni, la maggior parte di loro a sud.

Come con tutti i santi cattolici, vi è una forte convinzione nel suo potere di intercessione - la sua capacità di fare appello a Dio a nome di altri.

"Se vi sono buoni cambiamenti nel Darfur, è a causa della sua intercessione. Speriamo in lei per portare la pace sulla terra", ha detto il seminarista Giuseppe Okanyi.

I cattolici in tutto il Sudan la vedono come un modello per una generazione emergente da decenni di guerra civile. Recentemente, il conflitto nel Darfur si è aggiunto nelle loro preghiere a lei rivolte.

Il vescovo Adwok conferma non è un caso quanto ha fatto S.Bakhita.

"E 'provvidenza", egli ha detto, seduto nel suo ufficio sulle rive del Nilo a Khartoum, con un piccolo adesivo S. Bakhita sulla porta dietro di lui.

"Dobbiamo sempre pregare per la popolazione del Darfur. ... E sempre a lei, come una figlia del Darfur, una figlia del Sudan. Ci deve assistere nel tentativo di calmare i cuori di coloro che sono coinvolti in quel conflitto ".

04 settembre 2008

Sarah Palin: The "right" choice

Scritto da Cristoforo Zervos

Il New York Times ha scritto pochi giorni fa: “Che succede ai repubblicani che candidano una donna? Sono usciti di senno?A che gioco stanno giocando? Cosa vogliono dimostrare?”. Le parole di Hillary Clinton (“Questa candidatura della Palin è storica”) ci hanno anche confermato – semmai ce ne fosse ancora bisogno – che la ritrovata unione dei democratici, tanto sbandierata durante la convention democratica, non esista. Troppe però le inesattezze ed i colpi bassi verso la governatrice dell'Alaska partiti dai media e dai bloggers democratici. Altro non è stato se non la riprova del disorientamento dei liberal, con Obama indaffarato a smentire le voci di un suo coinvolgimento nella diffusione delle voci contro la candidata di McCain . Sono state smentite, ad esempio, le insinuazioni che la Palin fosse iscritta al Partito Indipendentista alaskano. E come non evidenziare le falsità rispetto a presunti tagli fatti su fondi riservati alle donne incinta minorenni? I Gossip e le insinuazioni sulla dolce attesa della figlia; gli attacchi sul famigerato “bridge” - un finanziamento per un ponte considerato inutile verso un'isoletta dell'Alaska che due anni fa diventò simbolo degli sprechi del Congresso (votato da Obama e non dalla Palin come erroneamente scritto da alcuni media americani) – sono il simbolo di una campagna elettorale ormai entrata nel vivo, con i democratici sempre più in apprensione davanti alla nuova figura di Sarah. Serena e risoluta, la Palin è stata se stessa davanti ai delegati, presentando la sua splendida famiglia, sottolineando e rimandando al mittente gli attacchi gratuiti e studiati a tavolino di questi giorni.

Energia, tasse ed economia i suoi cavalli di battaglia, oltre ad un inaspettato ma efficace attacco ad Obama: “Il viaggio di Washington non deve essere un modo per affermare se stessi. Non si parla – ha detto La Palin - in un modo a Scranton e in un altro a San Francisco”, in riferimento ad una uscita infelice (non l’unica) di Obama di qualche tempo fa. Molte sono state anche le citazioni su John McCain, l’unico capace, secondo Sarah, di poter portare un reale cambiamento nel paese: "In politica, ci sono alcuni candidati – ha sottolineato la Palin – che sono soliti promuovere il cambiamento, più per far avanzare la loro carriera. E poi ci sono quelli, come John McCain, che utilizzano la loro carriera per promuovere il cambiamento. Ho imparato in fretta in questi giorni – ha continuato la Palin – che se non sei un membro in regola della élite di Washington hai poche possibilità di fare strada. Ma una cosa devo dire a tutti voi – ha concluso la governatrice – io non sto andando a Washington per chiedere il vostro supporto o per avere del tornaconto personale. Io vado a Washington per servire il popolo di questo paese.” Dopo i nomi dell'ex amministratore delegato di eBay, Meg Whitman e dopo l’ex Hewlett-Packard CEO, Carly Fiorina anche Sarah Palin entra di diritto, e dalla porta principale, a far parte del nuovo entourage di John McCain, il quale sta tingendo sempre più di “rosa” la sua corsa alla Casa Bianca, fino ad oggi – almeno a parole – caratteristica principale del partito democratico.

Anche in questo McCain ha dimostrato il suo essere sempre “sopra le righe” ed in grado, nonostante il partito, di essere un atipico in positivo. Novità importanti per un partito come quello repubblicano che di tutto aveva bisogno tranne che di ricordare il percorso degli otto anni di amministrazione Bush. Difficile dar torto alle parole di McCain, accorso sul palco alla fine dello speech: “Don’t you think we made the right choice for the next vice-president of the United States”? Probabilmente da oggi ne siamo tutti un po’ più convinti. Sul Wall Street Journal un lettore ha scritto questa lettera: “Meno di 45 anni, amante della vita all’aria aperta, riformatore repubblicano che s’è messo contro l’establishment del partito, con molti figli e un posto da candidato vicepresidente dopo solo due anni da governatore. Ecco descritti Theodore Roosevelt nel 1900 e Sarah Palin nel 2008”.[leggi tutto]

03 settembre 2008

Sudan: cresce la tensione nei Monti Nuba

Scritto da Elisa Arduini

Negli ultimi giorni e dopo un breve relativo periodo di calma le tensioni si sono riaccese. La minoranza araba, armata e finanziata da Khartoum, sta cercando con la violenza di espellere la maggioranza Nuba verso il sud, situazione questa che sembra la fotocopia di quanto sta avvenendo in Darfur. Di contro i Nuba, armati da Juba, rispondono alla violenza con la violenza, provocando così uno stillicidio di piccoli scontri armati che rischiano di far degenerare la situazione. Infatti Khartoum ha deciso di inviare i propri militari per difendere gli arabi che, a suo dire, vengono fatti segno di “pulizia etnica” da parte dei Nuba. Altrettanto, ma per motivazioni esattamente opposte, ha fatto Juba inviando i propri militari a difesa dei Nuba.

Il rischio concreto è che i due eserciti vengano a contatto come è successo poco tempo fa quando intorno alla città di Abyei ci fu una vera e propria battaglia che durò un paio di giorni, battaglia che fece pensare seriamente a una ripresa delle ostilità tra nord e sud e che provocò le momentanee dimissioni da vice presidente del Sudan di Salva Kiir e di tutti i deputati del sud dal Parlamento di Khartoum. Allora si riuscì a trovare un “momentaneo compromesso” che fece rientrare nei ranghi sia i due eserciti che i politici sud-sudanesi. Tuttavia quel momentaneo compromesso non chiarì lo status del Kordofan che al momento rimane sospeso tra nord e sud.

Ora la situazione sta di nuovo degenerando e il rischio di un nuovo Darfur è molto concreto. Solo che questa volta a contrapporsi ai militari di Khartoum e ai pastori nomadi arabi, cugini dei janjaweed, non ci sarebbero gruppi disorganizzati di ribelli, ma un vero e proprio esercito addestrato e ben armato. Sarebbe guerra totale come lo fu per oltre venti anni prima del 2005.

Proprio pochi giorni fa Andrea Pompei scriveva di come il Sud Sudan sia uscito dalla fase critica dell'emergenza post-bellica , per questo è necessario risolvere immediatamente e pacificamente la questione del Kordofan, mettendo il nord e il sud allo stesso tavolo e cercando di trovare un compromesso che accontenti tutte due le parti in causa. L'alternativa e la guerra con relativo annullamento di tutti i risultati conseguiti fino ad oggi nel Sud Sudan [leggi tutto]

26 agosto 2008

CINA CHIUDE OLIMPIADI E TORNA TERRORE

(AGI) - Roma, 25 ago. - Non appena si sono chiusi i Giochi di Pechino, in Darfur e' tornato il terrore. E' il duro commento di padre Giulio Albanese, il missionario comboniano fondatore dell'agenzia Misna, dopo l'irruzione armata dell'esercito di Khartum nel campo profughi di Kalma, nel sud della tormentata regione sudanese. "La Cina non ha permesso che durante le Olimpiadi venisse data visibilita' alla questione darfuriana", ha sottolineato Albanese contattato telefonicamente dall'Agi, "ma ora che la 'missione Giochi' e' compiuta, Pechino e' tornata a essere lo sponsor di Khartum e a calpestare i diritti umani di profughi e sfollati in nome del petrolio, l'oro nero cui nessuno vuol rinunciare". Un fatto "inquietante", ha sottolineato l'esperto di Africa, "perche' il copione e' sempre lo stesso: le truppe sudanesi attaccano i campi profughi della regione con la scusa che sono covi dei ribelli, e a pagare il prezzo piu' alto e' la povera gente, che viene di continuo massacrata e uccisa". A fermare Khartum non e' bastato il provvedimento della Corte internazionale dell'Aja contro il presidente sudanese Omar Hassan al Bashir per genocidio e crimini di guerra, ha sottolineato Albanese. Il governo del Sudan "continua a fare orecchie da mercante ma", ha avvertito il comboniano, "se la comunita' internazionale non uscira' in fretta dall'attuale letargo e non passera' dalle parole ai fatti, la situazione darfuriana continuera' ad aggravarsi".
L'attacco di oggi in cui sono morte almeno 18 persone, per il missionario "e' la conferma che anche il mandato di cattura spiccato dall'Aja si e' tradotto in una bolla di sapone, e che l'incondizionato sostegno della Cina autorizza Khartum a fare quello che vuole, calpestando i diritti umani di milioni di civili inermi". Nonostante sulla crisi darfuriana ci sia stata "una discreta copertura mediatica", ha concluso Albanese, "la pace e' rimasta un traguardo assai lontano". Per questo, ha insistito, "e' venuto il momento di rilanciare il negoziato, ma anche di mettere Khartum con le spalle al muro e obbligare la Cina a farsi da parte". (AGI)

18 agosto 2008

Lavoro e vacanze in bici

Finalmente l'ho presa, la soluzione al caro petrolio è questa fantastica bicicletta elettrica della Microbike modello 26 Full Optional. Autonomia oltre i 20 Km, il che significa che mi basta ricaricare la batteria estraibile in ufficio e il gioco è fatto, abbattuti completamente i costi di trasporto, ci sarà solo da ammortizzare il costo della bici, in meno di un anno visto quello che spendevo di carburante.

Le prime impressioni dopo 20 giorni di utilizzo sono ottime, in salita va alla grande, lo posso dire con sicurezza avendola testata a Roma e sopratutto sulle Dolomiti del Cadore! Sulle montagne venete mi sono divertito da matti. La ciclabile delle Dolomiti unita alla pista Cortina-Dobbiaco e alla S.Candido-Lienz fanno in totale oltre 100 km di piste ciclabili tutte collegate tra loro, fantastico no?

Quello che mi ha impressionato è come questa citybike vada bene anche sullo sterrato e sopratutto come sia pedalabile anche a motore spento, persino su lievi pendenze. Certo sulle salite più dure con il motore si consuma parecchio la batteria, bisogna imparare a dosare bene l'uso del motore solo in salita se si vuole percorrere parecchi Km senza scaricarla completamente.

Sono molto contento dell'acquisto e anche i bambini sembrano esserlo, hanno ancora qualche reticenza ad indossare il caschetto, ma una volta in sella sembrano divertirsi molto, il seggiolino posteriore deve essere talmente comodo che spesso il bimbo ci si addormenta, il prossimo acquisito quindi sarà un seggiolino inclinabile per tale evenienza.

A settembre comincerà per il pequenito più grande la scuola materna che è stata appositamente scelta vicina all'ufficio di papà, cosi ogni mattina tutti in bici, 6 km all'andata, 6 km al ritorno alle ore 13, altri sei alle 14 per tornare in ufficio e gli ultimi 6 km per tornare a casa la sera. 24 km di divertimanto assicurato ogni giorno, ho gia avuto l'occasione di andare e tornare dall'ufficio in bici in questi giorni, la metà dei 6 km è su pista ciclabile, gli altre 3 su strade non particolarmente trafficate, ci impiego solo 18 minuti, meno che con la macchina quindi.

Sulla scia dell'entusiasmo anche mia moglie si sta convincendo ad usare la bici per andare a lavoro, per lei però servirebbe una pieghevole da portare sul treno, stavamo pensando ad un Brompton da importare dall'Inghilterra e eventualmente da elettrificare. La Brompton è la bici pieghevole più leggera e più compatta al mondo, costa molto però, anche di seconda mano su ebay.co.uk ci sono prezzi altissimi per queste bici, le uniche Brompton economiche sono quelle vecchie di dieci anni, forse un pò troppi per una bici usata.