Maria tu mi sostieni fin da piccolino, dammi forza e illuminami sempre, mio faro di luce
28 novembre 2006
27 novembre 2006
Darfur e Ciad: ultime notizie
Medici Senza frontiere ci aggiorna sulla situazione in Ciad e la bravissima Elisa Arduini ci spiega che il governo sudanese ha definitivamente bocciato la nuova proposta dell'ONU.Intanto dalla Libia arrivano due sconcertanti dichiarazioni : Gheddafi giustifica l'ostinazione del governo fondamentalista di Khartoum mentre D'Alema da Tripoli in perfetto stile "visita di cortesia" traccia un profilo del colonello libanese che è completamente lontano dalla realtà. Ma tanto chi potrà contraddire il nostro ministro degli esteri? Non di certo i TG nostrani, a meno che non scoprano qualche filmatino su Google.
21 novembre 2006
17 novembre 2006
Darfur: governo sudanese tra massacri e diplomazia
La via d'uscita al braccio di ferro tra comunità internazionale e Sudan è stata individuata ieri ad Addis Abeba nel corso di un incontro tra il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ed esponenti della Lega Araba e dell'Unione africana
I rappresentanti del Sudan, che hanno preso parte ad un incontro con altri leader africani, arabi e europei e dell'Onu, hanno affermato però che il via libero definito deve arrivare dal governo. La forza di interposizione dovrebbe essere formata da 27mila soldati, inclusi i 7mila dell'Unione africana già dispiegati in Darfur. Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha precisato che il personale supplementare comprenderà 17mila soldati e 3mila poliziotti. I leader non hanno ancora fissato una data per il dispiegamento della nuova forza, in parte perché il Sudan ha espresso le sue riserve.
Annan ha spiegato ai giornalisti che l'allargamento dell'esistente forza di peacekeeping dell'UA in Darfur avrà luogo in tre fasi su un periodo di tempo non specificato. Il primo punto del piano prevede un rafforzamento sostanziale della missione militare dell'Unione Africana (Ua), con l'aggiunta di 4000 soldati ai 7000 già presenti in Darfur. Il nuovo contingente verrà rifornito di equipaggiamento adeguato, visto che la mancanza di mezzi ha impedito finora alle truppe di interposizione di vigilare sulla tregua fra ribelli e governo di Karthoum (che controlla anche le milizie arabe janjaweed).
Il secondo punto del piano Onu prevede un finanziamento della missione pari a un totale di 77 milioni di dollari, diviso in due tranche e la proposta dell'Onu di affiancare alle truppe della missione dell'Unione africana, "diverse centinaia" tra polizziotti e militari delle Nazioni Unite. Un passo che dovrebbe poi portare, in una terza fase, alla creazione di una forza ibrida Onu-Ua, le cui "strutture di comando e controllo saranno affidate all'Onu” e dovrà avere “movimento libero e illimitato in Darfur” si legge nel comunicato reso pubblico dal segretario generale dell'Onu, dopo le lunghe consultazioni di ieri ad Addis Abeba con la stessa Unione Africana (Ua), Lega Araba e governo del Sudan.
L'ambasciatore sudanese in Etiopia Abu-Zaid al-Hassan ha dichiarato stamani all'agenzia statale ‘Suna'che le parti hanno per ora concordato solo due dei tre punti del piano. In particolare, le cosiddette fasi 1 e 2, che prevedono lo stanziamento di una prima trance 22 milioni di dollari a sostegno dell'attuale missione di pace dell'Unione Africana in Darfur (conosciuta con l'acronimo Amis) e di ulteriori 55 milioni, con un maggiore appoggio logistico dell'Onu.
La cosiddetta ‘fase tre' che contempla la creazione della forza ibrida Ua-Onu, che secondo Kofi Annan “avrà carattere prevalentemente africano” non è ancora stata accettata ufficialmente dal governo del Sudan. Tutte le parti – afferma il comunicato – hanno comunque concordato “sull'urgenza di ampliare la capacità” dell'attuale missione dell'Ua, che con i suoi circa 7.700 ‘caschi verdi' non è riuscita in oltre due anni a fermare le violenze in Darfur.
Secondo l’ambasciatore sudanese presso l’ONU Abdulhaleem, la nuova proposta potrebbe essere accettata dal Sudan, di fatto sarebbe un'operazione di pace “molto speciale”, con l'Onu che paga l'Unione Africana per svolgere il lavoro ed ha subito chiarito: "Se c’è una predominanza delle forze africane, allora ci si aspetta che siano coordinate da un responsabile Africano." Egli ha infatti espresso il suo disaccordo sul numero del contingente: "L’ONU dice 17,000 (truppe), ma a noi sembrano un numero molto alto. Noi pensiamo tra 11,000 e 12,000." Ieri in giornata il ministro degli esteri sudanese Lam Akol aveva confermato che il suo governo è disposto ad accettare un sostegno logistico internazionale ma non il comando Onu della missione. Il governo sudanese ha affermato che darà una risposta definitiva su questa proposta prima della riunione del Consiglio di Pace e di Sicurezza delle Unione Africana del 24 novembre, dedicata alla crisi del Darfur.
16 novembre 2006
Vergonosa la Rai Uno contro tutti
L’uno contro tutti messo in atto ieri sera a “porta a porta” è quanto di più falso e lontano dalla realtà abbia mai visto in tv. L’argomento erano i PACS ai quali si è dichiarato contrario solo Rocco Buttiglione con una Prestigiacomo molto disinvolta nel tenere il piede in due staffe e una Rosi Bindi arrampicata sugli specchi nel tentativo disperato di trovarsi d’accordo sia con il Papa sia con Grillini. Tutti gli altri ospiti invece favorevoli ai PACS, pubblico compreso, un Buttiglione contro tutti che non rispecchia affatto la realtà italiana dove l’ottanta per cento la pensa grosso modo come il presidente dell’UDC. Apriamo e chiudiamo subito la parentesi religiosa: il Papa e la Chiesa non discriminano nessuno ma dicono no ai comportamenti omosessuali come dicono no ad una serie di altri comportamenti e altre cose, ma ripeto senza mai discriminare nessuno. Chiuso il discorso religioso resta il fatto che l’ottanta per cento degli italiani, cattolici e no, sono contrari al riconoscimento delle coppie omosessuali da parte dello Stato, e sottolineo anche qui, solo da parte dello Stato, senza nessuna discriminazione. L’ottanta per cento degli italiani non ha nessun problema ad avere coppie omosessuali come amici e vicini di casa, il problema nasce quando si vuole dar loro gli stessi diritti della famiglia. Dove sta scritto che una coppia di amici che si vogliono bene e convivono, ma non fanno sesso, debbano essere considerati dallo Stato in modo diverso da una coppia omosessuale? Fare sesso vuole forse dire avere più diritti? Ovviamente no, solo iniziare un progetto di famiglia tra uomo e donna da più diritti da parte dello Stato ed è giusto che sia così. Ma insomma stiamo qui inebetiti da Lino Banfi a parlare di PACS e intanto chi ci pensa alle nostre famiglie? Chi ci pensa ai nostri figli? Chi ci pensa a chi non li fa per paura di non poterli mantenere? Chi ci pensa al crollo demografico della nostra Italia e della nostra Europa? Senza fare figli la nostra civiltà muore!
Questi sono i veri problemi delle coppie che lo Stato deve tutelare, non l’omofobia inesistente a cui si aggrappa Costanzo. Durante la trasmissione vengono presentati due casi tra il pubblico, il primo è quello di una madre che ha avuto il “coraggio” di accettare un figlio gay, come se l’omosessualità fosse l’unica cosa che i genitori non accettano. Diciamo le cose come stanno, oggi è più facile che un genitore accetti una figlia lesbica piuttosto che un figlia suora di clausura o peggio ancora un figlio down. Tra le varie diversità di vivere la vita non mi sembra che quella gay sia la meno accettata in famiglia. Il secondo caso preso tra il pubblico di “porta a porta” e decisamente più grave, si tratta di una ragazza lesbica che ha subito violenze da un fanatico nazista. Non capisco però cosa centri il fatto di essere lesbica, i mostri che in ogni modo usano violenza sulle donne indifese purtroppo lo fanno anche con l’ebrea e l’extracomunitaria di colore, come con la propria madre e la moglie se queste non gli preparano e servono la colazione. Quando una donna viene picchiata e stuprata in famiglia non fa scalpore, non fa audience, se invece è lesbica cambia tutto, si parla subito di omofobia e chi ci specula sopra l’applaude e le va a stringere la mano come ha fatto Maurizio Costanzo.
15 novembre 2006
Dossier Turchia amichevole

Visto che stasera si giocherà la partita amichevole tra Italia-Turchia ho preparato un dossier su questa nazione che si dice "moderata". Il dossier per essere appunto "amichevole" è suddiviso in egual numero di notizie buone e cattive.
GOOD NEWS:
1)Efeso: festa dell'Immacolata a casa di Maria
2)I piccoli straordinari miracoli del Natale ad Antiochia
3)Un piccolo frutto del martirio
4)Il miracolo della Casa di Maria ad Efeso, risparmiata dalle fiamme
5)La Turchia comincia ad ammettere l’esistenza della questione armena
6)In Turchia 16mila agenti saranno mobilitati per la sicurezza del Papa
7)La Turchia approva una nuova legge per i beni delle minoranze religiose
BAD NEWS:
1)Ucciso don Andrea Santoro a Trebisonda
2)Quando sul Mar Nero si insegna ai ragazzi ad odiare i preti
3)Cipro. Ritratto di una cristianità cancellata
4)Turchia, aggredito sacerdote cattolico
5)Turchia protesta e parla di boicottaggio per la legge francese sul genocidio armeno
6)Un uomo spara di fronte al consolato italiano per protestare contro la visita del Papa
7)L'Islam e le chiese cristiane: dossier fotografico dalla zona turca di Cipro
14 novembre 2006
Darfur: nuovi attacchi che si estendono in Ciad
Il provvedimento, annunciato da una riunione straordinaria del consiglio dei ministri, è stato preso dopo i violenti scontri dei giorni scorsi fra comunità arabe e non arabe nel Ciad orientale, al confine con il Darfur, nei quali secondo stime provvisorie sono morte oltre 300 persone. Il governo di N'djadema, già impegnato a fronteggiare una ribellione interna che sostiene sia appoggiata dal Sudan, ha accusato una milizia araba sudanese di aver provocato gli scontri etnici con frequenti incursioni nel Ciad a partire dalla regione confinante sudanese del Darfur, a sua volta in preda a un analogo sanguinoso conflitto etnico in cui imperversano le bande a cavallo dei janjaweed. Proprio ieri fonti militari dell'Unione Africana (Ua) hanno denunciato un nuovo attacco della milizia in un villaggio del Darfur, Sirba, 45 chilometri a nord di El Geneina, capitale del Darfur occidentale, nel quale sono stati uccisi almeno 30 civili, e feriti una quarantina. "Hanno saccheggiato il villaggio radendone al suolo la meta'".
Secondo il capo dei ribelli del National Redemption Front, Bahr Idriss Abu Garda, all'attacco di Sirba, durato quattro ore, hanno partecipato anche truppe dell'esercito nazionale di Khartoum, da sempre sospettato di essere mandante delle stragi di civili in Darfur. Fonti del governo hanno subito smentito.
Proprio oggi ad Addis Abeba, sede del quartier generale dell'Ua,l'Unione Africana, si e' svolto un vertice sul Darfur tra Unione africana, governo sudanese e Onu in cui e' stato deciso di finanziare con altri 77 milioni di dollari la missione Ua. I soldi permetteranno alla forza di interposizione africana di concludere il mandato a fine anno con un incremento di truppe e nuove attrezzature.
Da oggi e per tutta la settimana RaiNews24 si occuperà di Darfur. E lo farà mandando in onda il reportage "Darfur Africa. L'ultima ferita" di Riccardo Frugone e una puntata di "Atlante" e mettendo sul sito uno speciale dedicato al Sudan, per raccontare cosa sta succedendo in Darfur e cercare di capire le cause di questa ennesima crisi africana. Il reportage e la puntata di "Atlante" saranno visibili anche online, dalla pagina dello speciale Darfur pubblicata sul sito di RaiNews24. Di seguito, invece, gli orari dei passaggi in video:
REPORTAGE "Darfur Africa. L' ultima ferita"; Mercoledì 15 alle 4,17 in chiaro su raitre . Altri passaggi Lun 13 1.47 e 13.17, Mart 14 8.47 e 23.17, merc 15 4.17 e 15.47, giov 16 9.47 ven 17 12.17 e 17.47, sab 18 8.17 e 21.30
ATLANTE "Darfur Africa. L'ultima emergenza": in chiaro su raitre Giovedì 16 alle ore 4.17. Altri passaggi Lun 13 0.17, 4.47 e 11.47, mart 14 1.47, merc 15 14.17, giovedì 16 14.17 e 17.47, ven 17 8.47, sab 18 7.47 e 21.13, dom 19 11.17
06 novembre 2006
Nadia Cortassa campionessa straordinaria
L’Italia è campione del mondo nella stafetta femminile di Triathlon.Nadia Cortassa, Beatrice Lanza e Daniela Chmet hanno tagliato il traguardo in 1h5'11", davanti alle statunitensi con 52 secondi di vantaggio. La squadra femminile italiana si è aggiudicata il primo posto al secondo Campionato Mondiale di Triathlon a squadre Elite che si è disputato a Cancun in Messico. Il tracciato di gara si compone di 250 metri a nuoto, 6,6 chilometri in bicicletta e 1.600 metri di corsa a piedi che ognuna delle tre atlete doveva percorrere prima di passare il testimone alla compagna di squadra.
Prima delle italiane a partire è stata Daniela Chmet, che nei 250 metri a nuoto è uscita dall'acqua terza, alle spalle delle canadesi e delle statunitensi. La Chmet ha mantenuto per il resto della sua prestazione la terza posizione, con un distacco minimo di 8" dalla seconda ed ha passato il testimone alla sua compagna di squadra, Beatrice Lanza.
la Lanza, nella conclusione del nuoto era già seconda, attaccata all'avversaria statunitense, proseguendo così per tutta la durata anche della prova di ciclismo. Con la corsa è poi passata in testa raccogliendo vantaggio utile per l'ultima azzurra, l’atleta di punta del nostro Triathlon, la straordinaria Nadia Cortassa.La Cortassa ha gestito il vantaggio nel nuoto, si è manteneta davanti a tutte nei 6,5 km in bici, per prendere il volo nella corsa verso il traguardo iridato, lasciandosi alle spalle la medaglia d'argento USA e la Spagna, medaglia di bronzo.
Al termine di una gara durissima sotto la pioggia battente Nadia ha dichiarato: “Devo ringraziare Daniela e Beatrice perché mi hanno reso la gara molto facile, hanno lavorato duro prima di me e a quel punto io ho dovuto solo stare attenta a non farmi prendere”. A dir la verità Nadia è stata sin troppo modesta perché riuscire a tenere dietro di se una come la statunitense Michelle Linsey è stata un'impresa straordinaria quanto quella delle sue compagne che l’avevano portata in testa. Nadia Cortassa arriva a questo successo dopo aver sfiorato il podio più volte con tre quinti posti prestigiosi, uno alle olimpiadi di Atene nel 2004 e due ai mondiali 2005 e 2006. La Cortessa si conferma leader mondiale delle multidiscipline vincendo il secondo oro in meno di un mese dopo il successo conquistato insieme a Charlotte Bonin nella staffetta di duathlon durante i campionati mondiali di Rimini all'inizio ottobre.
03 novembre 2006
Darfur: continuano gli attacchi del governo potretto dalla Cina
Attacchi di milizie contro campi di rifugiati nel Darfur, nell'Ovest del Sudan, hanno causato, questa settimana, molte vittime, fra cui 27 bambini di meno di 12 anni. Lo hanno rivelato le Nazioni Unite.Le milizie hanno attaccato otto campi, fra cui uno grande che ospita circa 3.500 rifugiati. Gli attacchi si sono verificati lunedì e martedì nell'area di Jebel Moon. Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha sollecitato tutte le parti in causa a cessare le azioni ostili e ha lanciato un appello al governo del Sudan perché faccia tutto quanto in suo potere per proteggere i civili. Gli attacchi nel Darfur occidentale hanno ucciso almeno 63 persone, metà delle quali bambini, mentre i ribelli accusano Khartoum di rimobilitare le milizie tribali "arabe" dopo aver subito due sconfitte militari al confine fra Sudan e Chad.
"Il governo ha iniziato a mobilitare ampliamente la Janjaweed, sopratutto nel Darfur occidentale, perché vogliono ripulire l'area e muoversi a nord verso il confine e sconfiggerci", ha detto Bahr Idriss Abu Garda, uno dei leader del Fronte Nazionale di Redenzione (Nrf).
La forza dell'Unione Africana, impegnata a far rispettare un trattato di pace che viene invece ignorato da governo sudanese e ribelli, ha reso noto che fino a 92 persone sarebbero morte nell'attacco dello scorso 29 ottobre condotto contro almeno quattro villaggi nell'area di Jabel Moun area, dove presenti le forze di entrambe le fazioni rivali.
I soldati dell'Ua hanno detto che il governo bombarda regolarmente l'area attorno e a nord della città di Tine, al confine Sudan-Chad. L'ultimo bombardamento era avvenuto il 23 ottobre.
I funzionari sudanesi respingono le accuse, dicendo di non aver mobilitato le milizie tribali "arabe". Dal canto suo l'esercito nega l'utilizzo di aeroplani Antonov, che rappresenterebbe una violazione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Da Pechino il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir venerdì ha indicato che la questione del Darfur è stata esageratamente distorta, affermando poi che solo 10 mila persone sono morte nella regione, e continua ad opporsi alle forze dell’ONU. "Pensiamo che con un intervento ONU di ventimila uomini che si muovono sul nostro territorio, la situazione diventerebbe simile all’Iraq," ha detto Bashir inventando un paragone totalmente inadeguato tra due situazioni totalmente differenti.
La Cina, che ha stretto rapporti diplomatici ed economici con il Sudan, è uno dei membri che ha posto il veto al Consiglio di Sicurezza ed è stata accusata da vari gruppi umanitari di proteggere il governo del Sudan contro qualsiasi azione della forza internazionale nel Darfur. Amnesty International ha fatto appello al governo cinese affinchè verifichi che i suoi profitti economici dal Sudan non debbano essere sviluppati sulle uccisioni e deportazioni. Human Rights Watch ha detto in una dichiarazione giovedì che la Cina dovrebbe usare la sua crescente influenza economica in Africa per spingere i paesi quali il Sudan e lo Zimbabwe a migliorare i diritti dell'uomo. “La Cina insiste che non interferirà negli affari interni di altri paesi, ma inoltre sostiene di essere grande amica della gente africana” ha detto Sophie Richardson di Human Rights Watch. “Ma questo non quadra col rimanere in silenzio mentre le uccisioni di massa continuano in Darfur” ha aggiunto Richardson. Le politiche della Cina a detta del gruppo hanno sostenuto i governi africani responsabili di alcune delle peggiori violazioni di diritti umani sul continente.
Nel frattempo l’amministrazione statunitense ha rinnovato di un altro anno le sanzioni contro il governo sudanese, sottolineando la possibilità di nuove misure particolari dirette contro coloro che verranno identificati come responsabili delle violenze commesse in Darfur.
Nel rinnovare le misure restrittive imposte a Khartoum nove anni fa, il presidente Usa ha spiegato che la decisione è legata alle politiche e alle azioni del governo sudanese, “contrarie agli interessi Usa, rappresentando una minaccia straordinaria e inusuale alla sicurezza nazionale e alla politica estera del nostro paese”. Il portavoce del dipartimento della sicurezza nazionale ha poi precisato che sanzioni mirate (congelamento di fondi e divieto di ingresso negli Usa) potranno essere introdotte in un secondo momento per gli individui che verranno considerati da Washington “responsabili di nuove violenze in Darfur” o per coloro che “ostacoleranno il processo di pace” nella regione sudanese teatro dal febbraio 2003 di un conflitto interno.
Le sanzioni nei confronti del Sudan, imposte per la prima volta il 3 novembre del 1997, impediscono le importazioni negli Stati Uniti di merci sudanesi e prevedono per ogni cittadino statunitense il divieto di commercio con il governo di Khartoum, limitando così la presenza Usa nel business del petrolio. Dopo alcuni segnali di riavvicinamento, le relazioni tra Washington e Khartoum sono tornate nell’ultimo anno a farsi estremamente tese.
02 novembre 2006
Darfur: dichiarazione di Bush e accuse di Bondi
WASHINGTON - Il presidente statunitense George W. Bush ha sollecitato il governo del Sudan ad agire in fretta per porre termine al conflitto nel Darfur. Il presidente ha detto: "Il governo del Sudan deve capire che siamo seri e sinceri quando parliano della necessità che si diano da fare e collaborino con la comunità internazionale". Per Bush, una forza di pace internazionale "credibile ed efficace" è cruciale: "Gli Stati Uniti lavoreranno insieme alla comunità internazionale - ha concluso - per produrre un piano su come affrontare la questione e salvare vite umane".
Intanto in Italia polemiche sull'articolo pubblicato ieri sul quotidiano L'Unita' sul ruolo dell'Italia nel Darfur. 'E' ignobile e indecente - sottolinea Bondi - il tentativo di strumentalizzare per fini politici interni una situazione drammatica come quella del Darfur, cosi' come e' ignobile e indecente sollevare dubbi e insinuazioni sull'operato del governo Berlusconi e soprattutto nei confronti della dottoressa Barbara Contini, come fa l'Unita' e una trasmissione di Rai 3 in onda questa sera, che dovrebbe essere elevata da tutti a simbolo dell'impegno della comunita' italiana nell'ambito della cooperazione umanitaria internazionale e verso la quale dovremmo esprimere tutti, indistintamente, sentimenti di gratitudine e di ammirazione'.
'Mi rivolgero' percio' immediatamente al presidente e al direttore generale della Rai - conclude Bondi - per chiedere conto di una trasmissione infamante su Raitre e chiedero' nel medesimo tempo al ministro degli esteri di rispondere ad una interrogazione urgente su tale questione'.
24 ottobre 2006
La storia che si ripete da deumila anni.
Un processo farsa che porta ad un'ingiusta sentenza di morte preceduta da orrende torture, mentre chi si era macchiato di terribili crimini viene incredibilmente liberato.Tutto questo non è una favola ma è accaduto realmente 1970 anni fa, ed è continuato ad accadere nel corso di due millenni di storia, in modo particolarmente cruento nel secolo scorso.
Ma la lezione del novecento non ci è servita a nulla, la stessa storia accade ancora ai giorni nostri in Indonesia.
"Cristo durante i suoi 33 anni ha vissuto la vita di tutti gli uomini di tutti i tempi" questa frase non è irrazionale, ma verificabile secondo una perfetta logica, per chi provasse per una volta a leggere gli avvenimenti storici con la mente libera da qualsiasi pregiudizio anticattolico.
23 ottobre 2006
Darfur: cacciato l'inviato dell'Onu
La timida ed inefficace missione ONU in Sudan, nata per garantire una pace che è ancora lontana, deve considersi finita. Ne ha sancito la fine oggi il governo sudanese, che non vuole intralci nella sua operazione di pulizia etnica in Darfur. L'inviato ONU Jan Pronk è stato cosi' invitato a fare le valigie e ad andarsene entro 3 giorni.
Pronk ha già avuto problemi con il governo per i suoi commenti sul suo blog. Nell'ultimo aggiornamento, Pronk ha scritto che il morale delle truppe del governo sudanese è basso e i soldati si rifiutano di andare a combattere nel Darfur. Il portavoce del ministero degli Esteri Ali al-Sadig ha detto che Pronk ha tempo fino a mezzogiorno di mercoledì per lasciare il Paese. "La ragione sono le recenti critiche fatte dal signor Pronk sul suo sito internet riguardo alle forze armate sudanesi e al fatto che le autorità del Sudan non starebbero rispettando gli accordi di pace nel Darfur", ha detto al-Sadig. L'annuncio arriva al termine di una visita al ministero di Pronk al quale è stata consegnata una lettera per il Segretario generale delle Nazioni Unite in cui si afferma che la missione Onu in Sudan che si occupa del mantenimento della pace siglata dal governo con l'SPLM (Movimento popolare di liberazione del Sudan) e della questione del Darfur, la regione occidentale del Paese, funestata dai massacri di civili degli scorsi anni) è finita, mentre si sollecita una persona ''più giusta e realista'' quale prossimo inviato speciale del Palazzo di vetro nel paese africano. ''Il governo sudanese sarà pronto a cooperare con qualsiasi rappresentante dell'Onu nominato dal Segretario generale al posto di Pronk'', ha chiarito il portavoce del ministero Ali Sadeq, secondo il quale Pronk è ''andato oltre il suo mandato''. Già nei giorni scorsi lo Stato maggiore sudanese aveva
dichiarato Jan Pronk "persona non grata". Secondo il comando generale dell'esercito del Sudan, il rappresentante del segretario generale dell'Onu Kofi Annan "ha intrapreso una guerra contro le forze armate" e si è "apertamente intromesso negli affari" militari del paese. La presenza di Pronk in Sudan è considerata "una minaccia dal punto di vista militare" dal momento che "influisce negativamente sul lavoro delle forze armate ed è dunque diventato persona non grata".
L'inviato dell'Onu è finito sotto accusa per avere visitato diverse località del Sudan senza il permesso del governo e trattato con i ribelli che combattono l'esercito regolare nella regione occidentale del Darfur. Pronk, inoltre, "avrebbe intrapreso una guerra psicologica" diffondendo "informazioni sbagliate che mettono in dubbio la capacità delle forze armate di mantenere la sicurezza e di difendere il paese". Dietro a tutto questo c'e' pero' l'opposizione di Khartoum alla decisione del Consiglio di sicurezza di inviare i caschi blu in Darfur, dove e' in atto una crisi umanitaria e non si riesce a giungere al cessate il fuoco.
Non ci sono per ora reazioni da parte degli uffici dell'Onu a Khartoum dove si troverebbe Pronk, e non è chiaro se il governo, sotto pressione internazionale perché accetti caschi blù nel Darfur, seguirà l'esercito. Questa misura adottata dal governo sudanese nei confronti dell’inviato dell’Onu, ha generato le reazioni sdegnate da parte della Gran Bretagna, uno dei maggior sostenitori delle risoluzioni ONU contro il governo di Khartoum.
18 ottobre 2006
Darfur: Janjaweed istruiti dal governo
Le milizie Janjaweed in Darfur stanno combattendo con l’aiuto e gli ordini direttamente dal governo sudanese, un uomo che ne ha fatto parte come combattente lo ha detto alla BBC.
Alì ha detto di aver preso parte agli attacchi sui villaggi del Darfur dopo che erano stati bombardati dalla forza aerei sudanese. Egli ha detto di aver visto dei ministri al campo di addestramento per le milizie arabe pro-governative.
Alì che ora sta chiedendo asilo in Gran Bretagna, ha detto che gli uomini che li addestravano indossavano le uniformi militari sudanesi, aggiungendo che il ministro degli interni Abdul Rahim Muhammad Hussein era un visitatore abituale del campo di addestramento.
(BBC)
17 ottobre 2006
Darfur: politici no perditempo
Dopo il cordiale “tè con pasticcini” consumato da Patrizia Sentinelli a Khartoum, finalmente un politico di polso Hilary Benn, alza la voce nella capitale sudanese: “Nel Darfur c'e l'urgente necessita di dislocare una forza Onu” lo ha detto ieri sera a Khartoum il ministro britannico per la cooperazione internazionale, a colloquio con il presidente sudanese Omar el- Beshir. Quest'ultimo oppone resistenza all'ingresso di una forza militare, benche' rientri nelle disposizioni di una risoluzione delle Nazioni Unite, ed e' d'accordo solo su un eventuale rafforzamento delle truppe africane impegnate nella regione teatro della guerra civile.Inoltre il Sudan ha deplorato oggi la decisione del presidente americano George W. Bush di inasprire le sanzioni contro il governo di Khartoum, definendole "Ingiuste”. In particolare, il decreto firmato da Bush conferma il blocco di tutte le proprietà del governo sudanese negli Stati Uniti imposto il 3 novembre 1997 dall'allora presidente Bill Clinton. Il decreto menziona "le politiche e le azioni del governo del Sudan che violano i diritti dell'uomo, in particolare in Darfur", regione del Sudan devastata dalla guerra civile.Bush ha deciso di aggiungere alle precedenti sanzioni anche l'interdizione di qualsiasi transazione legata all'industria petrolifera e petrolchimica in Sudan, compresi le attività relative ai giacimenti petroliferi, ai gasdotti e agli oleodotti.La decisione sulle sanzioni arriva poche ore dopo che il governo sudanese ha snobbato l'arrivo a Khartoum del nuovo inviato di Bush per il Darfur, Andrew Natsios.
Contemporaneamente, l'International Crisis Group il think-tank con sede a Bruxelles, ha chiesto l'imposizione di un embargo sulle esportazioni di petrolio per il Sudan, a causa del ruolo dell'esercito nella persecuzione delle popolazioni darfurine. Secondo un rapporto dell'International Crisis Group delle Nazioni Unite, incaricato di monitorare la situazione in Darfur, non inviare forze d'interposizione nella regione sudanese equivale a dare 'carta bianca' al governo di Karthum, con il rischio che la crisi umanitaria in atto peggiori irrimediabilmente.
Intanto continuano gli scontri al confine con il Ciad, confine che ormai sembra non esistere più. Sempre più frequenti le accuse vicendevoli di sostegno ai ribelli tra i governi di Sudan e Ciad, che tra aprile e agosto hanno interrotto i rapporti diplomatici.
Per fortuna arriva anche una buona notizia sul fronte orientale del Mar Rosso.
13 ottobre 2006
Darfur: arriva il programma della pupa e il secchione

Peggiora la situazione in Darfur dal punto di vista della guerra e della carestia.Allarme dal rapporto bimensile della Fao 'Prospettive dei raccolti e situazione alimentare', per il quale "la gia' precaria situazione alimentare in Darfur potrebbe peggiorare ancora se venissero a mancare le condizioni di sicurezza durante il raccolto, previsto per le prossime settimane".
Sul fronte della guerra l’America tuona:"La diplomazia della pazienza e la fiducia nella buona fede di Khartum si sono rivelate un fallimento patente... la comunita' internazionale non puo' fare altro che mettere in atto un piano di sanzioni economiche, legali e di limitate misure militari"
Intanto (la pupa) il vice ministro degli esteri Patrizia Sentinelli è stata a Khartoum, dove ha incassato l’interesse del governo sudanese a un ruolo maggiore dell’Italia nella ricerca di una soluzione negoziale. “Dell’Italia ci fidiamo”, ha detto (il secchione) il ministro degli esteri sudanese Lam Akol, “perché sappiamo che non ha nessuna agenda politica nascosta che la porta qui in Sudan”. Gli interessi economici dell’Italia invece ci sono eccome.
11 ottobre 2006
Darfur: il diavolo è arrivato a cavallo
Brian Steidle, capitano dei marines degli Stati Uniti, ha fatto monitoraggio con l’Unione Africana in Darfur. Egli ha avuto accesso ad aree in cui nessun giornalista poteva penetrare. Questo video è il suo racconto.
08 ottobre 2006
Rue du Bac
Il posto più bello e suggestivo visto a Parigi è sicuramente la Cappella della Medaglia Miracolosa a Rue du Bac. Al numero 140 di questa famosa via parigina vi si trova un luogo sconosciuto a molti ma che racchiude un tesoro spirituale immenso. Qui nel 1830 cominciano le apparizioni mariane dell’epoca moderna, qui come a Lourdes e Fatima si respira un atmosfera di grande spiritualità e devozione, non si tratta solo di suggestione come molti pensano, la vicinanza dell’uomo con Dio in questi posti è palpabilmente forte. Le sensazioni che ho provato non sono facili da descrivere, quindi lascio la parola a Suor Caterina Labouré la veggente che qui ebbe le apparizioni."Alle undici e mezzo mi sento chiamare per nome: ‘Suor Labouré! Suor Labouré!’ Svegliatami, guardo dalla parte da dove proveniva la voce, che era dal lato del passaggio del letto. Tiro la tenda e vedo un bambino vestito di bianco, dai quattro ai cinque anni, il quale mi dice: ‘Venite in cappella, la Santa Vergine vi aspetta’. Immediatamente mi viene da pensare: ‘mi sentiranno!’ Ma quel fanciullo mi risponde: ‘State tranquilla: sono le undici e mezzo e tutti dormono profondamente. Venite che vi aspetto’. Mi affrettai a vestirmi e seguii il bambino che era restato in piedi senza spingersi oltre la spalliera del letto.
Il fanciullo mi seguì - o meglio, io seguii lui dovunque passava - tenendosi sempre alla mia sinistra. I lumi erano accesi dappertutto dove noi passavamo, il che mi sorprendeva molto. Rimasi però assai più meravigliata all'ingresso della cappella, quando la porta si aprì, appena il bambino l'ebbe toccata con la punta di un dito. La meraviglia poi fu ancora più completa quando vidi tutte le candele e tutte le torce accese, come alla Messa di mezzanotte. Però non vedevo ancora la Madonna.
Il bambino mi condusse nel presbiterio, accanto alla poltrona del Signor Direttore, dove io mi posi in ginocchio, mentre il bambino rimase tutto il tempo in piedi. Poiché mi sembrava che passasse molto tempo, ogni tanto guardavo per timore che le suore vegliatrici passassero dalla tribuna.
Finalmente giunse il momento. Il fanciullino mi avvertì, dicendomi: ‘Ecco la Santa Vergine, eccola!’. Sentii un rumore, come il fruscio di vesti di seta, venire dalla parte della tribuna, presso il quadro di San Giuseppe, e vidi la Santa Vergine che venne a posarsi sui gradini dell'altare dal lato del Vangelo. Era la Santa Vergine, ma a me sembrava Sant'Anna, solo il volto non era lo stesso. Io non ero certa se si trattasse della Madonna, ma il bambino mi disse ‘Ecco la Madonna!’.

Dire ciò che provai in quel momento e ciò che succedeva in me, mi sarebbe impossibile. Mi sembrava di non riconoscere la Santa Vergine. Fu in quel momento che quel bambino mi parlò, ma non più con voce da bambino, ma come un uomo… Io, guardando la Santissima Vergine, spiccai allora un salto verso di Lei, ed inginocchiatami sui gradini dell'altare, appoggiai le mani sulle ginocchia della Santa Vergine. Quello fu il momento più dolce della mia vita. Dire tutto ciò che provai mi sarebbe impossibile. La Madonna mi spiegò come dovevo comportarmi col mio direttore e parecchie cose che non debbo dire. Mi insegnò il modo di regolarmi nelle mie pene e mostrandomi con la sinistra i piedi dell'altare, mi disse di andarmi a gettare ai piedi dell'altare ad espandervi il mio cuore, aggiungendo che là avrei ricevuto tutti i conforti di cui ho bisogno. La Madonna mi disse: ‘Figlia mia, il Buon Dio vuole incaricarvi di una missione. Essa sarà per voi fonte di molte pene, ma le supererete pensando che sono per la gloria del Buon Dio. Avrete la grazia; dite tutto quanto in voi succede, con semplicità e confidenza. Vedrete certe cose, sarete ispirata nelle vostre preghiere; riferitele a chi è incaricato di guidarvi’.
Io allora chiesi alla Santa Vergine la spiegazione delle cose che mi erano state mostrate (Caterina si riferisce ad alcune visioni avute precedentemente). E la Madonna rispose: ‘I tempi sono cattivi. Gravi sciagure stanno per abbattersi sulla Francia. Il trono sarà rovesciato. Tutto il mondo sarà sconvolto da disgrazie d'ogni specie (la Santa Vergine, dicendo questo aveva l'aspetto molto addolorato). Ma venite ai piedi di questo altare. Qui le grazie saranno sparse sopra tutte le persone che le chiederanno con fiducia e fervore: grandi e piccoli.
Figlia mia, io mi compiaccio di spandere le mie grazie sulla Comunità. Io l'amo molto, ma provo pena. Ci sono degli abusi: la regola non è osservata. Vi è una grande rilassatezza nelle due comunità. Dillo a colui che è incaricato di voi, benché non sia ancora superiore. Egli fra qualche tempo sarà incaricato in modo speciale della Comunità. Egli deve fare tutto il possibile per rimettere la regola in vigore, diteglielo da parte mia. Che egli vegli sulle cattive letture, sulla perdita di tempo e sulle visite. Quando la regola sarà rimessa in vigore, vi sarà una Comunità che verrà ad unirsi alla vostra.
Sopraggiungeranno grandi mali. Il pericolo sarà grande. Ma non temete, la protezione di Dio è sempre là in una maniera particolare e San Vincenzo proteggerà la Comunità. Io stessa sarò con voi, ho sempre vegliato su di voi. Vi accorderò molte grazie. Arriverà un momento in cui il pericolo sarà grande e tutto sembrerà perduto, ma io sarò con voi. Abbiate fiducia. Avrete prove evidenti della mia visita e della protezione di Dio e di quella di San Vincenzo sulle due Comunità.
Ma non sarà lo stesso per le altre comunità. Ci saranno vittime (dicendo questo la Santa Vergine aveva le lacrime agli occhi). Ci saranno vittime nel clero di Parigi: l’Arcivescovo morirà (di nuovo la Madonna versò lacrime). Figlia mia, la Croce sarà disprezzata…Scorrerà il sangue. Apriranno di nuovo il costato di Nostro Signore…(Qui la Santa Vergine non poteva più parlare, un gran dolore le era dipinto sul volto). Figlia Mia,…il mondo intero sarà nell'afflizione’.
Quanto tempo restai con la Madonna, non saprei dirlo. Tutto quello che so è che se ne andò scomparendo come un ombra che svanisce, io mi accorsi solo di qualcosa che si spegneva, e poi solo un’ombra che si dirigeva verso la tribuna, dalla parte da cui era venuta.Alzatami dai gradini dell'altare, mi accorsi del bambino, là dove l'avevo lasciato, il quale mi disse ‘Se ne è andata!’. Rifacemmo la stessa strada, trovando sempre tutti i lumi accesi e avendo quel bambino sempre alla mia sinistra.
Credo che quel bambino fosse il mio angelo custode, resosi visibile per farmi vedere la Santa Vergine, perché io infatti l'avevo molto pregato di ottenermi un tal favore. Era vestito di bianco e portava con sé una luce miracolosa, ossia era sfolgorante di luce, dell'età dai quattro ai cinque anni.
Tornata a letto, sentii suonare le due e non ripresi più sonno".
La seconda apparizione ebbe luogo nel settembre successivo e la terza, la più importante, il 27 novembre. Suor Caterina era in chiesa e stava meditando quando le apparve la Vergine vestita di bianco. Caterina descrive così la Madonna: "Stava in piedi, la sua veste era di seta e di color bianco aurora... Dal capo le scendeva un velo bianco sino ai piedi. Aveva i capelli spartiti e una specie di cuffia con un merletto di circa tre centimetri di larghezza, leggermente appoggiato sui capelli. Il viso era abbastanza scoperto; i piedi poggiavano sopra un globo, o meglio, sopra un mezzo globo, o almeno io non ne vidi che una metà (in seguito Caterina dirà di aver visto anche un serpente di colore verdastro e chiazzato di giallo, sotto i piedi della Vergine).
Le sue mani, elevate all'altezza della cintura, mantenevano in modo naturale un altro globo più piccolo che rappresentava l'universo. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo e il suo volto diventò risplendente, mentre presentava il globo a Nostro Signore.
Tutto ad un tratto le sue dita si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le une più grosse e le altre più piccole, le quali gettavano dei raggi gli uni più belli degli altri, questi raggi partivano dalle pietre preziose; le più grosse mandavano raggi più grandi, e le più piccole raggi meno grandi, sicché tutta se ne riempiva la parte inferiore, e io non vedevo più i suoi piedi...Alcune pietre preziose non mandavano raggi…‘Queste pietre che restano in ombra rappresentano le grazie che ci si dimentica di chiedermi’ mi disse la Vergine.
Mentre io ero intenta a contemplarla, la Santissima Vergine abbassò gli occhi verso di me e intesi una voce che mi disse queste parole ‘Questo globo che vedete rappresenta tutto il mondo, in particolare la Francia ed ogni singola persona’... E la Vergine Santissima aggiunse ‘Sono il simbolo delle grazie che io spargo sulle persone che me le domandano’…In quel momento… ecco formarsi intorno alla Santissima Vergine un quadro piuttosto ovale, sul quale in alto, a modo di semicerchio dalla mano destra alla sinistra di Maria, si leggevano queste parole scritte a lettere d'oro ‘O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi’.
Allora si fece sentire una voce che mi disse: ‘Fate coniare una medaglia su questo modello. Tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie, specialmente portandola al collo; le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia’. All'istante mi parve che il quadro si voltasse e io vidi il rovescio della Medaglia. Vi era la lettera M sormontata da una croce senza crocifisso che aveva come base la lettera I. Più sotto poi vi erano due cuori, uno circondato da spine, l'altro trapassato da una spada. Dodici stelle infine circondavano il tutto. Poi tutto scomparve, come qualcosa che si spegne, ed io sono rimasta ripiena non so di che, di buoni sentimenti, di gioia, di consolazione".

Questi simboli della medaglia hanno ovviamente un significato ben preciso: la lettera M è l’iniziale del nome Maria, la lettera I è l’iniziale del nome Iesus (Gesù). Il cuore circondato da spine è quello di Gesù; l'altro, trapassato da una spada, è quello di Maria.
Caterina obbedendo alla richiesta della Madonna di far coniare la medaglia ne parlò con i suoi superiori, ma questi inizialmente non la presero sul serio.
Nel dicembre successivo, nel corso di un’altra apparizione, Caterina ricevette nuovamente l’ordine di far coniare la medaglia, cosa che avvenne due anni dopo, quando l’arcivescovo di Parigi, Monsignor De Quelen, ne diede l’autorizzazione. I primi 1500 esemplari furono coniati il 30 giugno 1832 e i prodigi ottenuti furono subito così numerosi che la medaglia fu detta "miracolosa".
