27 ottobre 2009

Gesù e Salvatore

Si chiama Salvatore il mendicante che tutte le mattine incontro dentro la chiesa di SS. Pietro e Paolo, la sua è una vita straordinaria quanto incredibile e piena di sofferenza. Nato a Lampedusa 61 anni fa è rimasto orfano da piccolino, lasciata l’isola natale a 15 anni ha cominciato la sua vita sulla strada, girando l’Italia in lungo e in largo fino ad arrivare a Roma dove vagando da un centro Caritas all’altro riesce a mangiare solo quando la fila dei poveri davanti alla mensa non è troppo lunga, spesso infatti rischia di arrivare che è già finito tutto. Quest’estate si è beccato un’intossicazione per aver mangiato un panino raccolto per strada, lo sapeva che non doveva farlo, il medico glielo aveva detto, ma lui quel giorno aveva troppa fame. Si può lavare solo una volta ogni venti giorni a Lepanto, anche lì in fila insieme a tanti italiani e stranieri, di questi ultimi invidia addirittura i centri di accoglienza e i campi periferici adibiti per i rom, per lui invece che è italiano e solo non c’è posto da nessuna parte. Dorme al freddo, nel parcheggio sotto la strada sopraelevata dello Sheraton Hotel, dove in modo beffardo si confrontano il lusso degli altri e la sua povertà. Ora per lui inizia il periodo peggiore perché la temperatura scende e i suoi reumatismi alle gambe lo aspettano al varco. Ne ha visti tanti morire di freddo, anche più giovani di lui, come quel tale che veniva da Barcellona ed è morto di notte dormendo su un cartone a stazione Ostiense. Se le ricorda bene Salvatore quelle nottate di ghiaccio, quando i poliziotti del turno di notte gli dicevano di alzarsi e muoversi, altrimenti rimanendo fermi rischiavano di morire. Non si poteva dormire in quelle notti, se non ti uccideva il freddo rimanevi sfigurato per le secchiate di acido tirate da giovani delinquenti che fanno il “barbon tour” notturno, divertendosi a torturare i poveracci. Dopo le notti insonni spesso Salvatore crollava di botto alle 6 di mattina distrutto dal sonno, oggi indossa un bel giacchetto di montone usato che gli ha portato un signore qualche giorno fa: “Il mio cane mangia e dorme meglio di te” ha dovuto amaramente ammettere il benefattore di turno, realizzando che gli esseri umani sono spesso trattati peggio delle bestie. Ma Salvatore ha una grande forza spirituale che lo sostiene e me lo testimonia raccontandomi che un anno fa stava come tutte le mattine davanti alla Chiesa quando è crollata una parte molto pesante delle statue di marmo proprio sopra l’entrata. I viglili sopraggiunti si sono stupiti di come Salvatore sia potuto sopravvivere a quel crollo, lui ha spiegato che a salvarlo è stato Sant’Antonio a cui si affida nelle sue preghiere ogni giorno. La sua fede è incrollabile e lo sostiene, ne trova riscontro anche nelle persone che lo aiutano, le suore e i volontari delle mense e soprattutto Don Matteo della comunità di Sant’Egidio a trastevere. Quando parla di loro è l’unico momento in cui Salvatore sorride, con loro passa ogni anno il Natale a Santa Maria in Trastevere, l’unico momento veramente sereno di ogni anno che passa tra enormi difficoltà e sofferenza. Gli offro qualche euro e lui mi ringrazia benedicendomi, i suoi occhi risplendono della luce di Cristo e io guardandolo mi vergogno dei miei problemi piccoli, piccoli e ringrazio Dio di avermi fatto incontrare questo umile gigante solitario. Sono le persone come lui che ci fanno rendere conto di come la nostra vita sia piena di cose e problematiche vane, Salvatore molto più che della mia elemosina aveva bisogno di qualcuno che lo ascoltasse, la sua solitudine lo porta spesso a parlare da solo, mentre mi dice questo è l’unico momento in cui il pianto gli si strozza in gola, la freddezza di tanta gente che avvicina lo attanaglia più del freddo della notte e il vuoto della solitudine più del vuoto allo stomaco. Quante cose avrebbe da testimoniare come maestro di fede e di vita questo “Povero Cristo” se solo qualcuno si fermasse cinque minuti ad ascoltarlo. La solitudine di Salvatore è quella di Gesù nel tabernacolo, entrambi ci aspettano ogni giorno dentro quella chiesa, soli e abbandonati.

06 ottobre 2009

Un master plan per la via Francigena

FIRENZE. La Regione Toscana vuole realizzare infrastrutture ad impatto ambientale zero lungo i 400 chilometri di via Francigena, l'antico sentiero di pellegrinaggio, e per questo ha elaborato un vero e proprio Master Plan, approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale su iniziativa dell'assessorato al turismo, cultura e commercio.

L'operazione, se le parole hanno un senso, non è semplice dato che il Master Plan individua in parallelo e talvolta intersecato con quello a piedi, un percorso per le macchine da utilizzare al minimo come "by-pass". In ogni modo almeno in alcuni tratti all'impatto zero ci si potrà davvero avvicinare.

«Da tempo - ha dichiarato l'assessore al Turismo Paolo Cocchi - la Regione Toscana ha assunto come priorità cultural-turistica la valorizzazione di un itinerario che attraversa da nord a sud il suo territorio, toccando la Toscana più medievale, immerso in un paesaggio di straordinario fascino che niente ha da invidiare al più celebre Cammino di Santiago. Un itinerario che può veramente, per bellezza e capacità di evocazione, essere preso come paradigma del nuovo modo di viaggiare slow, facendo del viaggio - a piedi, a cavallo, in bici o anche in macchina - un viaggio interiore, un percorso dello spirito, religioso o laico che sia, che arricchisce la storia e l'esperienza personale».

Al piano stanno lavorando da due mesi Regione, province e comuni per definire entro il 30 settembre un quadro complessivo e cantierabile degli interventi necessari per poi trasferire ai comuni interessati i finanziamenti regionali per le realizzazioni. Tre milioni saranno destinati alla realizzazione di segnaletica, arredo urbano, restauri e messa in sicurezza dei percorsi, attrezzature delle aree di sosta e punti di informazione secondo le modalità e la scelta dei materiali prevista nel Master Plan, secondo le caratteristiche ambientali e storiche delle diverse zone della Toscana.

«In termini di sviluppo economico sostenibile - ha continuato Cocchi - la Francigena ha tutte le potenzialità per divenire un formidabile volano per il turismo. Per poter competere con l'omologo Cammino di Santiago, che vede transitare ogni anno centinaia di migliaia di pellegrini-turisti-escursionisti, è però necessario che il percorso sia ben segnalato, a partire dalla grande viabilità fino al percorso escursionistico, percorribile in sicurezza, attrezzato con punti di sosta, informazione e accoglienza e con strutture ricettive adatte ai pellegrini e ai turisti slow. Questi interventi di carattere generale daranno omogeneità al percorso». Il metodo di lavoro adottato dalla Regione, sarà proposto dalla Toscana, che è capofila del progetto interregionale "Via Francigena", anche alle altre Regioni che fanno parte del progetto per realizzare una Via Francigena italiana.

21 settembre 2009

Beati quelli che si adoperano per la pace



perché saranno chiamati figli di Dio.

15 settembre 2009

Mariologia

Già i primi Padri della Chiesa e cristiani ne parlano.

Nella tradizione degli Ortodossi e anche dei Cattolici, alcune immagini bizantine della Vergine Maria sono addirittura attribuite a S. Luca, l'evangelista. Una trentina di COPIE di questo ritratto lucano di Maria si trova a Roma (cf. Martigny, Dict. des antiq. chrét., Paris, 1877, p. 792). Agostino però afferma che non ci è tramandato e dato di sapere la vera immagien della Vergine (de Trinit. VIII, 5, P.L., XLII, 952).

St Ignazio di Antiochia (50-98 (o 117) d.C.) scrive agli Efesini (capitoli XVIII-XIX), ancora in tempi apostolici (ovvero quando gli apostoli, o alcuni di loro, erano ancora vivi), dove spiega loro la connessione tra i misteri della vita di nostro signore Gesù Cristo e i misteri della vita di Maria vergine (come la nascita verginale e la annunziazione).

Della venerazione di Maria ne parla già S. Ireneo (II secolo, nato tra il 115 e il 125 d.C.), discepolo di Policarpo (64-155 d.C.) che fu discepolo diretto di Giovanni Apostolo l'Evangelista. S. Ireneo già nella metà del II secolo sulla venerazione di Maria vergine (adv. haer., V, 17, P.G. VIII, 1175)

La lettera sub-apostolica "Epistola ad Diognetum", di autore sconosciuto ma che fa riferimento al vangelo e alle lettere Paoline, di Giovanni e di Pietro, parla di Maria come la anti-tesi di Eva. La lettera fu scritta tra il 250 e il 300 d.C. (anche se alcuni la collocano anche al 170 d.C.)

S. Giustino (100-130 d.C.) e Tertulliano (ca. 160-ca. 225 d.C.) parlano entrambi estensivamente su Maria e la vita di questa.

Molti altri Padri della Chiesa parlano di venerazione Mariana, tra cui S. Agostino, S. Jerome, S. Giovanni Damasceno, etc, etc...

S. Agostino (354-430 d.C.) in particolare parla di hyperdulia ('dulia' è venerazione ed onore rivolti ad un santo, contrapposto a 'latria' adorazione dovuta a Dio solo) ovvero la speciale venerazione che va offerta a Maria vergina (De Civ. Dei, X, ii, 1)


Dagli scritti, sia della Sacra Scrittura (in particolare gli Atti degli Apostoli e le lettere Paoline) che quelli dei Padri della Chiesa dei primi secoli, si può supporre, quasi con certezza, che la venerazione della beata vergine Maria era già presente al tempo degli apostoli.

11 settembre 2009

NEVER FORGET



FIREFIGHTER'S PRAYER

When I'm called to duty God wherever flames may rage
grant me the strength to save a life whatever be its age

Help me to embrace a little child before it is too late
or save an older person from the horror of that fate

Enable me to be alert to hear the weakest shout
and quickly and efficiently put the fire out

I want to fill my calling Lord and give the best in me
to guard my every neighbor and protect his property

And if according to your will I am to lose my life
God bless with your protecting hand my children and my wife

from FDNY LODD Memorial

01 agosto 2009

Trentino coast to coast



il viaggio che sognavo da mesi finalmente oggi è iniziato,mia moglie sulla microbike, io e i bimbi sulla gazelle cabby con kit microbike.

Partenza da villabassa dove lasciamo la macchina, scarichiamo le bici e partiamo sulla ciclabile direzione brunico, la pista è stupenda viaggiamo con il sole in faccia e il sorriso stampato di chi sta facendo la vacanza perfetta, ma dopo soli quattro km sulla prima salitA di rilievo... [leggi tutto]

07 luglio 2009

DOVE FINISCE IL TEMPO

Stava a guardare il cielo con le stelle… Le guardava e pensava...
Immaginava di essere il raggio di luce di quelle stelle. Dopo quindici miliardi di anni arrivava sulla terra. L’immagine che portava era di quindici miliardi di anni fa. Era come se quei quindici miliardi di anni non fossero passati per lui, raggio di luce.
Lui non era invecchiato. Era l’immagine della nascita di quelle stelle. Forse erano già morte nel frattempo, ma lui aveva ancora con sé il momento della nascita. Il tempo era passato per noi quaggiù ad aspettare quindici miliardi di anni e per le stelle lassù in cielo, ma non per lui, raggio di luce. Lui era contemporaneo alla nascita delle stelle e contemporaneo a noi. Per questa sua dote consentiva pure a noi di essere contemporanei ad un passato di quindici miliardi di anni.
Il tempo passava per tutti, allora, tranne che per la luce.
La luce era la più libera delle creature. L’unico essere libero dal tempo.
Guardava le stelle e pensava...
L’universo era immenso. Ed era immerso nel tempo. Eppure era trafitto, trapunto, attraversato in tutti i sensi e in tutte le direzioni da una creatura, la luce, che era libera dal tempo. Un universo temporale cucito con un filo senza tempo…
Il tempo scorreva per chi stava al punto di partenza e al punto di arrivo, ma non per la luce in viaggio. E probabilmente neppure sarebbe scorso per chi fosse riuscito a salire su di un raggio di luce e a viaggiare con lui alla sua velocità…
Esisteva allora una doppia qualità di tempo: quello materiale, che tanto per intenderci è misurato dagli orologi, e quello spirituale, di cui si ricordava un’affascinante definizione di s. Agostino: «estensione dell’anima». Era di questo secondo tempo che voleva penetrare il segreto…
Cercava l’assoluto, e la risposta ora poteva venirgli solo dal contatto con l’assoluto, penetrando nel segreto di Dio.
Quel brandello di tempo di contemplazione era l’occasione che aveva per trovare la chiave del problema. Ma non era una cosa che poteva scoprire col cercare, frutto della sua intelligenza e perspicacia.
Era una cosa che poteva soltanto chiedere con umiltà e pazienza, fintanto che la sua anima fosse diventata tanto fine, «spirituale», da decifrare la risposta che l’amore di Dio gli rivelava.
Allora, e solo allora, avrebbe capito…
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AMNESTY A UNIONE AFRICANA, SDEGNO PER DIFESA BASHIR

(AGI/AFP) - Londra, 4 lug. - Duro attacco di Amnesty International all'Unione africana che ha deciso di opporsi al mandato di cattura emesso dalla Corte penale internazionale dell'Aja contro Omar al Bashir, il presidente sudanese accusato di crimini di guerra e contro l'umanita'. La mancanza di cooperazione da parte degli Stati dell'Unione africana "dimostra disprezzo per coloro che hanno sofferto in Darfur di evidenti violazioni dei diritti umani e rende l'Unione africana lo zimbello della comunita' internazionale", ha affermato il direttore della programma Africa di Amnesty, Erwin van der Borght. "Sostenendo una persona ricercata, accusata di crimini di guerra e contro l'umanita', si mina la credibilita' di Stati che hanno aderito allo statuto di Roma, e l'Unione africana ne e' piena", ha affermato van der Borght. Trenta Stati africani hanno firmato lo statuto di Roma che nel 1998 diede vita alla Corte Penale internazionale dell'Aja. La presa di posizione di Amnesty arriva poche ore dopo la decisione dell'Unione africana di non cooperare per l'arresto di Bashir chiedendo nuovamente alle Nazioni Unite di rimandare il caso. La decisione dell'Ua, presa nel corso dell'ultimo summit a Sirte, in Libia, permette a Bashir di viaggiare liberamente in tutto il continente africano senza il rischio di essere arrestato. Il testo e' stato sostenuto dal leader libico Muammar Gheddafi, attuale presidente di turno dell'Ua, che ha attaccato la Corte dell'Aja sostenendo che rappresenti il "terrorismo del nuovo mondo".

23 giugno 2009

Iran: Onu troppo prudente e tardivo

(AGI) - New York, 23 giu. - Dopo oltre una settimana di violenze e almeno 17 morti solo secodno i dati del governo iraniano il segretario generale delle Nazioni Unite fa sentire alla fine la sua voce. Ban Ki-moon ha chiesto alle autorita' iraniane "di porre fine immediatamente agli arresti, alle minacce e all'uso della forza". Il segretario generale, si legge in un comunicato, segue "con crescente preoccupazione la situazione nella Repubblica Islamica e prova sgomento per le violenze post-elettorali, in particolare per l'uso della forza contro i civili che ha causato perdite di vite e feriti" Ban ha incitato le autorita' "a rispettare i diritti civili e politici, specialmente la liberta' di espressione, la liberta' di riunirsi e la liberta' di informazione" Il numero 1 del Palazzo di Vetro ha concluso con un appello al governo e all'opposizione a "risolvere pacificamente le loro divergenze con il dialogo e con metodi legali".

22 giugno 2009

Iran: vergogna ONU

Scritto da Franco Londei

Dopo il Rwanda, dopo Srebrenica, dopo la Birmania, dopo il Darfur e dopo tutte le volte che l'ONU si è girato dall'altra parte rispetto al Diritto, dal Congo alla Somalia passando per gli ultimi fatti accaduti in Perù, pensavamo di aver visto tutto. Ci sbagliavamo.

Il silenzio a cui assistiamo in questi giorni da parte delle Nazioni Unite su quanto sta avvenendo in Iran assomiglia molto di più ad un assenso piuttosto che ad un vero e proprio disinteresse. Qualcuno ha definito questo comportamento come l'ennesima dimostrazione di impotenza del Palazzo di Vetro, ma questa volta non concordo con questa analisi, perché almeno una dichiarazione, magari di forma, ciclostilata e magari inascoltata, tutti se l'aspettavano. Invece no, questa volta è un silenzio complice. Una vergogna.

Ma il silenzio-assenso delle Nazioni Unite su quanto sta avvenendo in Iran ha toccato il fondo ieri a Teheran, quando decine di migliaia di manifestanti sono andati a protestare per l'immobilità del più grande organismo mondiale, davanti alla sua rappresentanza di Teheran, accolti non dai rappresentanti strapagati dell'ONU ma da centinaia di poliziotti in tenuta anti-sommossa che naturalmente non hanno mancato di far sentire la risposta delle Nazioni Unite a suon di manganellate sui poveri ragazzi ingenui che ancora credono che l'ONU sia un organismo soprannazionale, imparziale e deputato a far mantenere e far rispettare il Diritto. [leggi tutto]

Buono-scuola, troppo bello per essere vero

di Fausto Carioti

...Se si vuole davvero riformare il sistema scolastico occorre dare il buono a tutte le famiglie, non solo a quelle più povere. In questo modo si metterebbero in concorrenza tra loro tutti gli istituti, sia che a gestirli siano le amministrazioni locali, il governo, imprese private, enti no-profit o ordini religiosi. Così i migliori istituti andrebbero avanti, i peggiori innalzerebbero i loro standard o chiuderebbero i battenti.

Proprio questo è il timore diffuso nella sinistra italiana: che le scuole statali non siano in grado di reggere la concorrenza ad armi pari con gli altri istituti, e che a pagarne il prezzo siano gli insegnanti di Stato. I quali, in certi ambienti, contano molto più degli alunni. La Cgil accusa infatti la Gelmini di voler «distruggere la scuola pubblica per far posto alle private». Mentre per il Pd, dove malgrado le ripetizioni serali sono ancora all’Abc del libero mercato, l’intento del ministro è quello di «realizzare quel dualismo nell’istruzione (scuole di serie A e scuole di serie B) che in Italia non si è mai attuato». Il che è pura ipocrisia, visto che è il sistema attuale ad essere classista ed antidemocratico. Oggi le famiglie abbienti, che possono permettersi la libertà di scegliere tra più istituti, iscrivono i figli alle scuole migliori, mentre per tutte le altre famiglie la scelta è obbligata. Il buono-scuola, invece, darebbe libertà di scelta a tutte. E a guadagnarci, ovviamente, sarebbe chi oggi questa libertà non ce l’ha.

Persino Antonio Gramsci aveva capito che la scuola libera sarebbe stato un potente fattore di mobilità sociale. Nel 1918 scriveva: «Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera, della scuola lasciata all’iniziativa privata e ai Comuni. La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola è indipendente dal controllo dello Stato». Novant’anni dopo, davanti alla scuola la sinistra italiana si rivela più statalista di allora. [leggi tutto]

11 maggio 2009

Caritas Italiana e 5 per mille

È possibile destinare il 5 per mille Irpef a Caritas Italiana per i progetti di sviluppo e gli interventi in favore dei paesi più poveri del mondo.

Nei diversi modelli di dichiarazione (Cud, 730, Unico) occorre:

1. firmare nel riquadro "sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni" (il primo dei 4 appositamente previsti),

2. indicare il codice fiscale di Caritas Italiana: 80102590587

20 aprile 2009

QUELLO CHE NESSUNO DICE SU TERREMOTO E CRISI ECONOMICA

Da “Libero” 15 aprile 2009 di Antonio Socci

Qualche anno fa i cinesi si sono posti il problema di capire quali fossero stati le radici del grande sviluppo e del grande benessere che, nel corso dei secoli, è fiorito in Occidente e che è dilagato poi in tutto il mondo. I cinesi hanno interpellato gli esperti e l’Accademia delle scienze sociali della Repubblica popolare cinese, sebbene comunista, nel 2002 è arrivata a queste clamorose conclusioni: “Una delle cose che ci è stato chiesto di indagare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale.

Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che fosse perché avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Su questo non abbiamo alcun dubbio”.

La controprova è evidente: quando l’Europa ha violentemente abbandonato il cristianesimo, con le ideologie anticristiane del XX secolo, ha segato il ramo su cui stava seduta e si è buttata nel baratro e nella rovina. La stessa attuale crisi finanziaria ha ragioni morali, è stata provocata dalla secolarizzazione cioè dalla sostituzione di una vera moralità con la religione del profitto ad ogni costo, la religione del pescecane: Usura, Lussuria e Potere.

Tutto questo dovrebbe far riflettere l’establishment che domina i media, sempre così animato da ostilità anticristiana. Dovrebbe riflettere chi indica come traguardi di civiltà quelle battaglie radicali che spazzano via i valori umani insegnatici dal cristianesimo (la sacralità della vita, la famiglia naturale, la sessualità fra uomo e donna). E anche coloro che di fronte al terremoto non hanno trovato di meglio che proporre di sottrarre alla Chiesa le offerte ad essa devolute dagli italiani con l’otto per mille. Sono così tanti nel nostro sistema gli sperperi, i ladrocini e le regalìe che se vogliamo trovare i fondi per la ricostruzione davvero non manca dove cercarli. Evitando di assestare un colpo sulla Chiesa, dopo che il terremoto lo ha assestato sulle “99 chiese” dell’Aquila. Anche perché il sistema dell’otto per mille e prima della congrua è nato come parziale risarcimento dei colossali espropri compiuti contro la Chiesa dallo stato risorgimentale. La Chiesa, prima dell’enorme confisca, viveva tranquillamente con quei fondi e quelle proprietà che nel corso dei secoli le erano state donate dai suoi figli. Essa è un mare, diceva il Manzoni, che redistribuisce ciò che i fiumi gli portano. [leggi tutto]

17 aprile 2009

Global Day for Darfur


Iniziativa a Roma il 19 aprile


Anche quest’anno si celebra in tutto il mondo il ‘Global Day for Darfur’, dedicato alla crisi in atto nella regione sudanese dal febbraio 2003 e che dal 2007 viene ricordata anche in Italia, grazie all'impegno di ‘Italians for Darfur’, associazione Onlus di cui fanno parte giornalisti, operatori umanitari ed esponenti della società civile.
Testimonial della campagna Monica Guerritore.
Quest'anno il Global day for Darfur ha una valenza ancor più importante. visto l'inasprimento della situazione sul campo e il rischio di peggioramento del conflitto dopo i recenti avvenimenti con conseguenze disastrose sul piano umanitario.
Per questo la Giornata per il Darfur del 2009, che in Italia si terrà al Colosseo, a partire dalle 10, sarà dedicata alla raccolta di fondi per la realizzazione del centro pediatrico di Emergency a Nyala, nel sud Darfur. All'iniziativa sono collegati un libro e una mostra 'Volti e colori del Darfur', allestita nella piazza antistante il monumento e inaugurata il 19 aprile, i cui proventi saranno destinati al progetto.
Alla giornata di mobilitazione - diretta a sostenere la forza di pace autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ancora stenta ad entrare nel pieno delle sue funzioni, e a ribadire la richiesta di un forte intervento della diplomazia internazionale affinché si ponga termine ai massacri perpetrati in Darfur - hanno aderito Amnesty International, Articolo 21, Tavola della Pace, Comunità ebraica, Ugei, Bené Berith giovani, Events for rights, Non c'è pace senza giustizia e molte altre associazioni che si occupano di diritti umani.
Il conflitto in Darfur, nell’arco di sei anni, ha provocato (stime Onu) tra i 200 e i 300.000 morti e ha costretto almeno due milioni e mezzo di persone alla fuga, destinandole ad una vita da sfollati sia all'interno del Sudan, sia nei campi profughi in Ciad, circostanza che di fatto ha allargato il conflitto anche a questo paese confinante.
A complicare la situazione l'espulsione di 13 organizzazioni decisa dal presidente del Sudan, Omar al Bashir, all'indomani dell'emissione nei suoi confronti del mandato di arresto spiccato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra e crimini contro l'umanità. La popolazione del Darfur è rimasta, così, senza assistenza e le poche Ong rimaste a operare sul campo hanno enormi difficoltà a coprire tutte le aree della regione. Ecco perché l'azione di Emergency è di fondamentale importanza. Il nostro sostegno al progetto per il centro pediatrico a Nyala è totale e chiediamo anche il vostro aiuto.



Antonella Napoli
Presidente di Italians for Darfur

10 aprile 2009

13 marzo 2009

La lettera del Papa? Una lezione di vero ecumenismo!

Che cos’è l’ermeneutica della continuità secondo Benedetto XVI?

Senz’altro non è solo una pur utile e necessaria ricerca teologica su come il pre e il post Concilio vanno d’accordo: le cito alcune parole del discorso tenuto presso il Monastero di Santa Francesca Romana a Tor de' Specchi il 9 marzo 2009; mi hanno impressionato due frasi: “Il cuore di Maria è il chiostro dove la Parola continua a parlare nel silenzio, e al tempo stesso è la fornace di una carità che spinge a gesti coraggiosi” e “le pareti di questi ambienti sono decorate da immagini della vita di lei, a dimostrare che il vero edificio che Dio ama costruire è la vita dei santi.”

Se chiederemo la grazia di essere generati santi nel Cuore di Maria, allora il nostro cuore avrà quella trasparenza per saper vivere da buoni cristiani, senza neppur sospettare contraddizione tra il passato e il presente della vita della Chiesa. [leggi tutto]

12 marzo 2009

Mauro D'Ascanio sequestrato in Darfur

Sei operatori della sezione belga di Medici senza frontiere, tra cui un italiano che risponde al nome di Mauro D'Ascanio, un francese, una donna canadese e tre locali, sono stati sequestrati nella regione sudanese del Darfur. La Farnesina ha confermato il rapimento del nostro connazionale. Tre persone sono state già liberate: per i tre ostaggi sarebbe stato invece chiesto un riscatto. Questo particolare è stato reso noto a tutte le agenzie non governative che prestano la loro opera in Sudan dall'agenzia delle Nazioni Unite (Unamid).>Lo stesso ministero degli Esteri italiano ha chiesto il massimo riserbo e la collaborazione delle autorità sudanesi, cui è stato sottolineato che obiettivo assolutamente prioritario deve essere la piena salvaguardia dell'incolumità del connazionale e che pertanto non devono essere intraprese azioni che possano comprometterla.
Il rapimento - L'agenzia delle Nazioni unite Unamid, attraverso un comunicato, ha spiegato che la scorsa notte, intorno alle ore 21, uomini armati non identificati hanno fermato il convoglio su cui procedevano gli operatori a una ventina di chilometri da Saraf el Umra, 200 chilometri a ovest della città di El Fasher, capoluogo del Darfur settentrionale. Hanno rapito sei persone dello staff, di cui tre internazionali - un medico italiano, un coordinatore medico francese e un'infermiera canadese - e tre nazionali dalla sede di Msf-B Saraf Omra. Un nazionale è stato rilasciato alle ore 22. Gli altri due sono stati invece liberati intorno a mezzogiorno. La zona del sequestro, alle porte del massiccio montuoso del Djabel Marra, vede la presenza di tutti i gruppi coinvolti nel conflitto in corso in Darfur dal febbraio del 2003, oltre a dare, di quando in quando, ospitalità (dato che rappresenta l’unica area montuosa in un vasto territorio semi-desertico e pianeggiante) anche ad alcune formazioni armate attive nel confinante Ciad o agruppi di predoni e contrabbandieri.

La notizia giunge dopo che il presidente sudanese Bashir aveva espulso dieci ONG dal Darfur - tra cui le sezioni MSF di Francia e Olanda - in risposta al mandato di cattura per crimini di guerra emesso dal tribunale internazionale dell'Aja nei confronti proprio di Bashir che aveva giustificato l'atto di espulsione come una ‘protezione' per gli operatoti non potendo essere garantita loro l'incolumità in una regione già molto martoriata. In realtà Msf, Save the Children e Oxfam erano accusate da Bashir di aver collaborato con gli investigatori del tribunale internazionale, ma le ong espulse dal paese hanno negato qualsiasi rapporto con la Corte Penale. Inoltre la sezione belga di Msf in Darfur non era stata colpita da ordine d'espulsione da parte del governo di Khartum. Lo ha spiegato Sergio Cecchini, portavoce di Msf Italia, sottolineando che "mentre nei giorni scorsi erano arrivati gli ordini d'espulsione dalla regione alle sezioni francese e olandese, quelle belga, spagnola e svizzera avevano continuato a lavorare in attesa di istruzioni dal governo sudanese".

Giusto un giorno prima l'organizzazione MSF ha presentato a Roma il "Rapporto sulle crisi dimenticate", secondo cui Darfur e Sudan, Zimbabwe, Somalia e Myanmar sono le situazioni umanitarie più ignorate dai media italiani nel 2008. "Oltre a portare soccorso alle persone in difficoltà, il nostro obiettivo è anche quello di denunciare quanto l'azione umanitaria viene ostacolata e supportare i mezzi di comunicazione nel diffondere informazioni precise su ciò che avviene in certi contesti» ha detto Kosta Moschochoritis, direttore generale della sezione italiana. Sono circa 200 i medici italiani che partono ogni anno con le sezioni internazionali di Msf.

10 marzo 2009

Il Concilio che i media divisero fra “conservatori” e “progressisti"

La comprensione del Concilio per la maggior parte dei cattolici avvenne tramite due fonti. Una di queste furono i mass-media laici i quali riferirono del Vaticano II come se non ci fossero interventi del Magistero anteriori al Vaticano II. Così i cattolici poterono leggere resoconti sul Concilio basati sullo schema dei mass-media: conservatori contro progressisti.

L’altra fonte erano le Messe le prediche nelle parrocchie. Immediatamente dopo il Concilio ci furono in numerose parrocchie, comunità religiose e seminari esperimenti liturgici e traduzioni in lingua volgare non approvate che enfatizzavano la rottura. Alcuni teologi che dissentivano dagli insegnamenti della Chiesa, per esempio dall’Humanae vitae e dall'Ordinatio sacerdotalis, favorirono la nozione di rottura, specialmente da quando tale dissenso venne diffuso massicciamente nei mass- media con poco o nessun contenuto teologico serio.

Ma grazie ai vigorosi insegnamenti dei papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, e al fatto che nel post-Concilio sorsero molti istituti e organizzazioni sia religiosi che laici, una genuina recezione del Vaticano II è andata continuamente crescendo nel corso dei decenni passati. Molti cattolici si sono resi conto di ciò che il Concilio ha veramente insegnato e come il dissenso dottrinale e morale oscuri la mente e corrompa la vita. La verità della fede cattolica è il Signore vivente, Gesù Cristo, e noi siamo membri della grande comunione dei santi. La gioia, la bellezza, la sapienza e la santità del vangelo nella Chiesa sono testimoniate nella vita di tanti santi nel corso dei secoli e fino ai giorni nostri, per esempio in padre Pio e in madre Teresa di Calcutta.

Questo è il contesto nel quale, come ha detto papa Benedetto, la recezione genuina del Concilio Vaticano II ha saldamente guadagnato terreno. La letteratura teologica si sta applicando sempre più in una lettura delle riforme del Vaticano II all’interno della tradizione bimillenaria della Chiesa. In maniera crescente teologi cattolici, seguendo l’esempio dei Papi, stanno affrontando la sfida del terzo millennio in vista di integrare la scienza contemporanea della natura, le scienze umane e l’arte nella sapienza e nella santità del cattolicesimo – i «vetera novis augere et perficere» del programma leonino. Non c’è solamente il nostro volume sul Vaticano II, ma sta uscendo una traduzione inglese del libro dell’arcivescovo Agostino Marchetto: Il Concilio Ecumenico Vaticano II (Città del Vaticano, 2005). Questo libro offre un’accurata analisti storica e teologica dei fatti del Vaticano II, non nelle categorie drammatiche e retoriche di conservatori contro progressisti, ma in sereni e dettagliati giudizi scientifici, sia positivi che negativi, riguardanti gli avvenimenti del Vaticano II. Questo libro presenta i documenti del Concilio non solo nelle tensioni e dibattiti e nelle varie bozze durante la loro redazione, ma mostra anche come questi dibattiti hanno condotto a documenti che hanno saputo individuare le riforme necessarie per rimanere fedeli alla bimillenaria tradizione dottrinale e teologica della Chiesa. [leggi tutto]