11 maggio 2009

Caritas Italiana e 5 per mille

È possibile destinare il 5 per mille Irpef a Caritas Italiana per i progetti di sviluppo e gli interventi in favore dei paesi più poveri del mondo.

Nei diversi modelli di dichiarazione (Cud, 730, Unico) occorre:

1. firmare nel riquadro "sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni" (il primo dei 4 appositamente previsti),

2. indicare il codice fiscale di Caritas Italiana: 80102590587

20 aprile 2009

QUELLO CHE NESSUNO DICE SU TERREMOTO E CRISI ECONOMICA

Da “Libero” 15 aprile 2009 di Antonio Socci

Qualche anno fa i cinesi si sono posti il problema di capire quali fossero stati le radici del grande sviluppo e del grande benessere che, nel corso dei secoli, è fiorito in Occidente e che è dilagato poi in tutto il mondo. I cinesi hanno interpellato gli esperti e l’Accademia delle scienze sociali della Repubblica popolare cinese, sebbene comunista, nel 2002 è arrivata a queste clamorose conclusioni: “Una delle cose che ci è stato chiesto di indagare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale.

Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che fosse perché avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Su questo non abbiamo alcun dubbio”.

La controprova è evidente: quando l’Europa ha violentemente abbandonato il cristianesimo, con le ideologie anticristiane del XX secolo, ha segato il ramo su cui stava seduta e si è buttata nel baratro e nella rovina. La stessa attuale crisi finanziaria ha ragioni morali, è stata provocata dalla secolarizzazione cioè dalla sostituzione di una vera moralità con la religione del profitto ad ogni costo, la religione del pescecane: Usura, Lussuria e Potere.

Tutto questo dovrebbe far riflettere l’establishment che domina i media, sempre così animato da ostilità anticristiana. Dovrebbe riflettere chi indica come traguardi di civiltà quelle battaglie radicali che spazzano via i valori umani insegnatici dal cristianesimo (la sacralità della vita, la famiglia naturale, la sessualità fra uomo e donna). E anche coloro che di fronte al terremoto non hanno trovato di meglio che proporre di sottrarre alla Chiesa le offerte ad essa devolute dagli italiani con l’otto per mille. Sono così tanti nel nostro sistema gli sperperi, i ladrocini e le regalìe che se vogliamo trovare i fondi per la ricostruzione davvero non manca dove cercarli. Evitando di assestare un colpo sulla Chiesa, dopo che il terremoto lo ha assestato sulle “99 chiese” dell’Aquila. Anche perché il sistema dell’otto per mille e prima della congrua è nato come parziale risarcimento dei colossali espropri compiuti contro la Chiesa dallo stato risorgimentale. La Chiesa, prima dell’enorme confisca, viveva tranquillamente con quei fondi e quelle proprietà che nel corso dei secoli le erano state donate dai suoi figli. Essa è un mare, diceva il Manzoni, che redistribuisce ciò che i fiumi gli portano. [leggi tutto]

17 aprile 2009

Global Day for Darfur


Iniziativa a Roma il 19 aprile


Anche quest’anno si celebra in tutto il mondo il ‘Global Day for Darfur’, dedicato alla crisi in atto nella regione sudanese dal febbraio 2003 e che dal 2007 viene ricordata anche in Italia, grazie all'impegno di ‘Italians for Darfur’, associazione Onlus di cui fanno parte giornalisti, operatori umanitari ed esponenti della società civile.
Testimonial della campagna Monica Guerritore.
Quest'anno il Global day for Darfur ha una valenza ancor più importante. visto l'inasprimento della situazione sul campo e il rischio di peggioramento del conflitto dopo i recenti avvenimenti con conseguenze disastrose sul piano umanitario.
Per questo la Giornata per il Darfur del 2009, che in Italia si terrà al Colosseo, a partire dalle 10, sarà dedicata alla raccolta di fondi per la realizzazione del centro pediatrico di Emergency a Nyala, nel sud Darfur. All'iniziativa sono collegati un libro e una mostra 'Volti e colori del Darfur', allestita nella piazza antistante il monumento e inaugurata il 19 aprile, i cui proventi saranno destinati al progetto.
Alla giornata di mobilitazione - diretta a sostenere la forza di pace autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ancora stenta ad entrare nel pieno delle sue funzioni, e a ribadire la richiesta di un forte intervento della diplomazia internazionale affinché si ponga termine ai massacri perpetrati in Darfur - hanno aderito Amnesty International, Articolo 21, Tavola della Pace, Comunità ebraica, Ugei, Bené Berith giovani, Events for rights, Non c'è pace senza giustizia e molte altre associazioni che si occupano di diritti umani.
Il conflitto in Darfur, nell’arco di sei anni, ha provocato (stime Onu) tra i 200 e i 300.000 morti e ha costretto almeno due milioni e mezzo di persone alla fuga, destinandole ad una vita da sfollati sia all'interno del Sudan, sia nei campi profughi in Ciad, circostanza che di fatto ha allargato il conflitto anche a questo paese confinante.
A complicare la situazione l'espulsione di 13 organizzazioni decisa dal presidente del Sudan, Omar al Bashir, all'indomani dell'emissione nei suoi confronti del mandato di arresto spiccato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra e crimini contro l'umanità. La popolazione del Darfur è rimasta, così, senza assistenza e le poche Ong rimaste a operare sul campo hanno enormi difficoltà a coprire tutte le aree della regione. Ecco perché l'azione di Emergency è di fondamentale importanza. Il nostro sostegno al progetto per il centro pediatrico a Nyala è totale e chiediamo anche il vostro aiuto.



Antonella Napoli
Presidente di Italians for Darfur

10 aprile 2009

13 marzo 2009

La lettera del Papa? Una lezione di vero ecumenismo!

Che cos’è l’ermeneutica della continuità secondo Benedetto XVI?

Senz’altro non è solo una pur utile e necessaria ricerca teologica su come il pre e il post Concilio vanno d’accordo: le cito alcune parole del discorso tenuto presso il Monastero di Santa Francesca Romana a Tor de' Specchi il 9 marzo 2009; mi hanno impressionato due frasi: “Il cuore di Maria è il chiostro dove la Parola continua a parlare nel silenzio, e al tempo stesso è la fornace di una carità che spinge a gesti coraggiosi” e “le pareti di questi ambienti sono decorate da immagini della vita di lei, a dimostrare che il vero edificio che Dio ama costruire è la vita dei santi.”

Se chiederemo la grazia di essere generati santi nel Cuore di Maria, allora il nostro cuore avrà quella trasparenza per saper vivere da buoni cristiani, senza neppur sospettare contraddizione tra il passato e il presente della vita della Chiesa. [leggi tutto]

12 marzo 2009

Mauro D'Ascanio sequestrato in Darfur

Sei operatori della sezione belga di Medici senza frontiere, tra cui un italiano che risponde al nome di Mauro D'Ascanio, un francese, una donna canadese e tre locali, sono stati sequestrati nella regione sudanese del Darfur. La Farnesina ha confermato il rapimento del nostro connazionale. Tre persone sono state già liberate: per i tre ostaggi sarebbe stato invece chiesto un riscatto. Questo particolare è stato reso noto a tutte le agenzie non governative che prestano la loro opera in Sudan dall'agenzia delle Nazioni Unite (Unamid).>Lo stesso ministero degli Esteri italiano ha chiesto il massimo riserbo e la collaborazione delle autorità sudanesi, cui è stato sottolineato che obiettivo assolutamente prioritario deve essere la piena salvaguardia dell'incolumità del connazionale e che pertanto non devono essere intraprese azioni che possano comprometterla.
Il rapimento - L'agenzia delle Nazioni unite Unamid, attraverso un comunicato, ha spiegato che la scorsa notte, intorno alle ore 21, uomini armati non identificati hanno fermato il convoglio su cui procedevano gli operatori a una ventina di chilometri da Saraf el Umra, 200 chilometri a ovest della città di El Fasher, capoluogo del Darfur settentrionale. Hanno rapito sei persone dello staff, di cui tre internazionali - un medico italiano, un coordinatore medico francese e un'infermiera canadese - e tre nazionali dalla sede di Msf-B Saraf Omra. Un nazionale è stato rilasciato alle ore 22. Gli altri due sono stati invece liberati intorno a mezzogiorno. La zona del sequestro, alle porte del massiccio montuoso del Djabel Marra, vede la presenza di tutti i gruppi coinvolti nel conflitto in corso in Darfur dal febbraio del 2003, oltre a dare, di quando in quando, ospitalità (dato che rappresenta l’unica area montuosa in un vasto territorio semi-desertico e pianeggiante) anche ad alcune formazioni armate attive nel confinante Ciad o agruppi di predoni e contrabbandieri.

La notizia giunge dopo che il presidente sudanese Bashir aveva espulso dieci ONG dal Darfur - tra cui le sezioni MSF di Francia e Olanda - in risposta al mandato di cattura per crimini di guerra emesso dal tribunale internazionale dell'Aja nei confronti proprio di Bashir che aveva giustificato l'atto di espulsione come una ‘protezione' per gli operatoti non potendo essere garantita loro l'incolumità in una regione già molto martoriata. In realtà Msf, Save the Children e Oxfam erano accusate da Bashir di aver collaborato con gli investigatori del tribunale internazionale, ma le ong espulse dal paese hanno negato qualsiasi rapporto con la Corte Penale. Inoltre la sezione belga di Msf in Darfur non era stata colpita da ordine d'espulsione da parte del governo di Khartum. Lo ha spiegato Sergio Cecchini, portavoce di Msf Italia, sottolineando che "mentre nei giorni scorsi erano arrivati gli ordini d'espulsione dalla regione alle sezioni francese e olandese, quelle belga, spagnola e svizzera avevano continuato a lavorare in attesa di istruzioni dal governo sudanese".

Giusto un giorno prima l'organizzazione MSF ha presentato a Roma il "Rapporto sulle crisi dimenticate", secondo cui Darfur e Sudan, Zimbabwe, Somalia e Myanmar sono le situazioni umanitarie più ignorate dai media italiani nel 2008. "Oltre a portare soccorso alle persone in difficoltà, il nostro obiettivo è anche quello di denunciare quanto l'azione umanitaria viene ostacolata e supportare i mezzi di comunicazione nel diffondere informazioni precise su ciò che avviene in certi contesti» ha detto Kosta Moschochoritis, direttore generale della sezione italiana. Sono circa 200 i medici italiani che partono ogni anno con le sezioni internazionali di Msf.

10 marzo 2009

Il Concilio che i media divisero fra “conservatori” e “progressisti"

La comprensione del Concilio per la maggior parte dei cattolici avvenne tramite due fonti. Una di queste furono i mass-media laici i quali riferirono del Vaticano II come se non ci fossero interventi del Magistero anteriori al Vaticano II. Così i cattolici poterono leggere resoconti sul Concilio basati sullo schema dei mass-media: conservatori contro progressisti.

L’altra fonte erano le Messe le prediche nelle parrocchie. Immediatamente dopo il Concilio ci furono in numerose parrocchie, comunità religiose e seminari esperimenti liturgici e traduzioni in lingua volgare non approvate che enfatizzavano la rottura. Alcuni teologi che dissentivano dagli insegnamenti della Chiesa, per esempio dall’Humanae vitae e dall'Ordinatio sacerdotalis, favorirono la nozione di rottura, specialmente da quando tale dissenso venne diffuso massicciamente nei mass- media con poco o nessun contenuto teologico serio.

Ma grazie ai vigorosi insegnamenti dei papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, e al fatto che nel post-Concilio sorsero molti istituti e organizzazioni sia religiosi che laici, una genuina recezione del Vaticano II è andata continuamente crescendo nel corso dei decenni passati. Molti cattolici si sono resi conto di ciò che il Concilio ha veramente insegnato e come il dissenso dottrinale e morale oscuri la mente e corrompa la vita. La verità della fede cattolica è il Signore vivente, Gesù Cristo, e noi siamo membri della grande comunione dei santi. La gioia, la bellezza, la sapienza e la santità del vangelo nella Chiesa sono testimoniate nella vita di tanti santi nel corso dei secoli e fino ai giorni nostri, per esempio in padre Pio e in madre Teresa di Calcutta.

Questo è il contesto nel quale, come ha detto papa Benedetto, la recezione genuina del Concilio Vaticano II ha saldamente guadagnato terreno. La letteratura teologica si sta applicando sempre più in una lettura delle riforme del Vaticano II all’interno della tradizione bimillenaria della Chiesa. In maniera crescente teologi cattolici, seguendo l’esempio dei Papi, stanno affrontando la sfida del terzo millennio in vista di integrare la scienza contemporanea della natura, le scienze umane e l’arte nella sapienza e nella santità del cattolicesimo – i «vetera novis augere et perficere» del programma leonino. Non c’è solamente il nostro volume sul Vaticano II, ma sta uscendo una traduzione inglese del libro dell’arcivescovo Agostino Marchetto: Il Concilio Ecumenico Vaticano II (Città del Vaticano, 2005). Questo libro offre un’accurata analisti storica e teologica dei fatti del Vaticano II, non nelle categorie drammatiche e retoriche di conservatori contro progressisti, ma in sereni e dettagliati giudizi scientifici, sia positivi che negativi, riguardanti gli avvenimenti del Vaticano II. Questo libro presenta i documenti del Concilio non solo nelle tensioni e dibattiti e nelle varie bozze durante la loro redazione, ma mostra anche come questi dibattiti hanno condotto a documenti che hanno saputo individuare le riforme necessarie per rimanere fedeli alla bimillenaria tradizione dottrinale e teologica della Chiesa. [leggi tutto]

10 febbraio 2009

Vivere...!

80° compleanno di Madre Trinidad della Santa Madre Chiesa


"Vivere…! Siamo stati creati per l’Eternità. Noi, che viviamo di fede, speranza e carità, sappiamo che questa parola vita, che portiamo impressa nell’anima, è il termine saporoso, il premio glorioso per il quale siamo stati creati, mediante il quale, partecipando di Dio, saremo beati per tutta l’Eternità.

Tu che senti necessità di vivere, che vai cercando i piaceri, la felicità che solo in Dio si trova, vivi di speranza nella verità che la fede ti presenta, e vedrai che si andrà accendendo nel tuo essere un amore che ti farà vivere una vita che né la morte naturale ne il tempo potranno toglierti.

Il tempo è un regalo che l’Amore Infinito fa all’uomo affinché possa guadagnare la Vita eterna; è la prova che deve dimostrare a Dio l’amore che la creatura deve al suo Creatore. Per questo cerca di vivere senza sprecare un minuto, perché non sai quando verrà il Padre di famiglie a prendere la tua anima." [leggi tutto]

05 febbraio 2009

Si salverà Eluana o Napolitano?

Il testo del decreto, secondo una anticipazione dell'Ansa, dovrebbe contenere un solo articolo dal titolo: ''Disposizioni urgenti in materia di alimentazione ed idratazione''. In pratica si sostiene che ''in attesa dell'approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vital'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi''.

Ma se il decreto dovesse essere approvato dal governo la questione si complicherebbe. E non poco. Un intervento del governo, infatti - come ha dichiarato stamane anche l’avvocato degli Englaro - bloccherebbe l’esecuzione della sentenza, poiché – ha detto Campeis - “non si può far commettere un reato ai medici” e aprirebbe un vulnus profondissimo sul piano istituzionale. L’ultima parola, infatti, non spetterebbe né al governo né al parlamento ma al presidente della Repubblica. È lui, infatti che dovrebbe firmare (o non firmare) il decreto, assumendosi la responsabilità piena e ultima di decidere delle sorti di Eluana. Tutto da definire, dunque. E non è escluso che proprio la delicata posizione in cui si verrebbe a trovare il presidente della Repubblica nel caso in cui l’esecutivo decida di decretare d’urgenza, induca alla fine il governo a pensare che il sacrificio di Eluana è un prezzo istituzionale, alto, altissimo, ma necessario, da pagare.[leggi tutto]

26 gennaio 2009

50 dall'annuncio del Concilio Vaticano II

Ratzinger: non fu una rottura, oggi si afferma l' idea di riforma nella continuità

Il papa qualche tempo fa a tale riguardo disse: "c' è stata «difficoltà» nella «ricezione» (accettazione e applicazione) del Concilio perché «due ermeneutiche contrarie si sono trovate a confronto e hanno litigato tra loro: l' una ha causato confusione, l' altra, silenziosamente ma sempre più visibilmente, ha portato e porta frutti». Le due scuole le ha descritte così: «Da una parte esiste un' interpretazione che vorrei chiamare "ermeneutica della discontinuità e della rottura"; essa non di rado si è potuta avvalere della simpatia dei mass media e anche di una parte della teologia moderna. Dall' altra parte c' è l' "ermeneutica della riforma", del rinnovamento nella continuità dell' unico soggetto-Chiesa, che il Signore ci ha donato. L' ermeneutica della discontinuità rischia di finire in una rottura tra Chiesa preconciliare e Chiesa postconciliare».

25 dicembre 2008

11 dicembre 2008

Presa in giro universale dei diritti dell'uomo

Di Fausto Carioti

L'assemblea dell'Onu è controllata dal G77, il gruppo di 130 Paesi ritenuti “in via di sviluppo”, che comprende l’intero “Who’s who” delle peggiori dittature del pianeta: Iran, Siria, Pakistan, Corea del Nord, Cuba… Queste nazioni rappresentano la larghissima maggioranza dei membri dell’organizzazione e, votando in blocco, tengono in pugno l’assemblea. La posizione di leadership nel G77 appartiene agli stati arabo-musulmani, che hanno così un mezzo efficace per orientare a loro favore qualunque decisione debba essere presa a maggioranza.

E questo spiega pure perché il curriculum in materia di diritti umani dell'Onu sia così aberrante. Anche lasciando perdere le patologie del sistema, che certo non sono eccezioni (chessò: gli stupri dei caschi blu in Congo e Sudan), gli organismi dell'Onu riescono a fare schifo anche quando si muovono secondo le regole. Tipo la Commissione Onu per i diritti umani, che come scrisse il New York Times era composta da «alcuni dei regimi del modo più impegnati a violare questi diritti» (tanto che ha dovuto dichiarare fallimento per indegnità politica e morale nel 2006), la cui unica unica preoccupazione era quella di condannare Israele qualunque cosa facesse. Oppure la Commissione per lo Status delle Donne, tra i cui membri figurano stati islamici nei quali la lapidazione delle adultere, le mutilazioni genitali femminili e il divieto alle donne di guidare un’automobile sono prassi corrente.

O, ancora, la Unfpa (United nation population fund), l’agenzia Onu che ha per scopo la diffusione del controllo delle nascite. Dispone di un bilancio da 6 miliardi di dollari, con il quale interviene in 140 Paesi. Gli Stati Uniti le tolsero i finanziamenti dopo che questa aveva appoggiato la politica cinese di riduzione delle nascite. Politica che il libro "Contro il cristianesimo - L’Onu e l’Unione europea come nuova ideologia", scritto da Eugenia Roccella, Lucetta Scaraffia e Assuntina Morresi, descrive così: «Dopo il primo figlio alla donna viene imposto l’inserimento di uno Iud, Intra uterine device (la spirale, ndr), e, se rimane ancora incinta, è costretta ad abortire». Per chi sgarra sono previsti «distruzione della casa, totale isolamento sociale, talvolta uccisione dei neonati; più spesso i bambini nati contro la legge sono sottratti alle famiglie e abbandonati negli orfanotrofi». Di tutto questo, ricorda il libro, la Unfpa è stata complice: ha «fortemente contribuito a finanziare la politica coercitiva cinese, le ha garantito supporti tecnici e ha collaborato fornendo le proprie competenze, per esempio nell’organizzazione e nell’analisi dei dati. Ma, peggio di tutto, non ha mai denunciato i responsabili di questa gigantesca violazione dei diritti umani, anzi li ha coperti fin quando è stato possibile».[leggi tutto]

05 dicembre 2008

Non si combatte l’handicap eliminando i disabili

“le metodologie sulla salute riproduttiva, di cui agli artt.23/b e 25/a della Convenzione, possono dare adito all'applicazione dell'aborto selettivo, promuovendo la contraccezione abortiva, le limitazioni delle nascite, l’irresponsabilità nei rapporti sessuali, le sterilizzazioni. Tutte misure che offendono la dignità della persona”.

“Inoltre – ha continuato Previte – la pianificazione familiare, come contemplata dalla ‘Convenzione’, è in netto contrasto con l’articolo 10 dove ‘viene garantito il diritto inalienabile alla vita’, con l'articolo 15 ‘dove nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medici scientifici’ e con l'articolo 16 dove si protegge ‘ogni forma di sfruttamento, violenza od abuso’”.

“Se non si rifiutano esplicitamente pratiche quali l’aborto, la sterilizzazione e l’eutanasia – ha sottolineato – potrebbe verificarsi la possibilità che tutti i disabili, specie quelli psichici potrebbero correre il rischio di essere sterilizzati o subire forme di eutanasia onde frenare la diffusione di handicap genetici. Così ci troveremmo di fronte alla negazione del diritto alla vita, un diritto fondamentale dell'umanità”.[leggi tutto]

04 dicembre 2008

Ennesima calunnia mediatica contro la Chiesa

Di cosa stiamo parlando? Di una bufala giornalistica basata sul no della Chiesa riguardo un documento che nessuno di noi in realtà ha mai letto.

La dichiarazione per la “depenalizzazione universale dell’omosessualità” che la Francia – a nome dell’Ue – presenterà all’Onu il 10 dicembre prossimo.

Quindi forse sarebbe meglio parlarne quando tutti potranno effettivamente constatare quello che la dichiarazione dice, a quel punto non sarebbe più possibile sostenere la bufala che i media anticattolici stanno portando avanti in questi gioni.

Purtroppo però i nemici della Chiesa hanno preso la palla al balzo facendo leva proprio su questo fatto e cioè che finchè la dichiarazione non viene resa pubblica la Chiesa può essere infamata facendo credere ciò che effettivamente non è.

Da qui il compito (di cattolici e non) di prendere con le molle tali accuse infamanti, cercando di capire dai frammenti del documento riportati quali siano i punti che la Chiesa non può assolutamente condividere tanto da non averlo voluto sottoscrivere.

La dichiarazione “per la depenalizzazione universale dell’omosessualità” comprende tredici punti, solo uno dei quali è la condanna delle esecuzioni e delle torture, assieme a molto altro. Non era necessario un documento concepito come una somma di temi diversi che si possono prestare ad ambiguità. C’è, tradotta nel solito gergo delle burocrazie internazionali euro-onusiane, la presa di posizione contro la “discriminazione, l’esclusione, la stigmatizzazione e il pregiudizio” antiomosessuale. Che ciascuno, teme il Vaticano, potrà tradurre come vorrà. In Svezia, in nome di un’analoga risoluzione approvata in Europa, un sacerdote è stato rinviato a giudizio dopo un’omelia critica nei confronti dell’omosessualità. La proposta Sarkozy, in altre parole, identifica omosessualità ed omosessuali, sostenendo che non si può essere contro l’omosessualità ma non contro gli omosessuali o, al contrario, che chiunque è contro l’omosessualità è anche contro gli omosessuali. Questa è invece la posizione della Chiesa e anche di tante persone che adoperano semplicemente la ragione. Si può sostenere che l’omosessualità è un “disordine”, come disse Benedetto XVI, e contemporaneamente affermare che gli omosessuali hanno tutta la dignità della persona umana e come tali meritano rispetto. L’omosessualità non è l’unico disordine perché tutti noi ne portiamo e sopportiamo qualcuno. Non è il disordine più grave. Ma è un disordine ed è doveroso per tutti non trasformare un disordine in un ordine. L’omosessualità non va quindi promossa o insegnata come una scelta sessuale indifferente, la coppia omosessuale non va equiparata giuridicamente alla famiglia tradizionale e non deve essere possibile per coppie gay adottare bambini. Ciò non contrasta con il chiedere rispetto per gli omosessuali e, dal punto di vista cristiano, con l’amarli come fratelli.

Nel 1986, da prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger scriveva nella lettera ai vescovi della chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali: “Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri, lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona dev’essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni”.

Purtroppo però la dichiarazione che arriverà non inciderà dove l’omosessualità è perseguita, mentre i veri destinatari del documento diventeranno i paesi dove atti persecutori potranno essere considerati, di volta in volta, l’ostacolo alle adozioni o il mancato riconoscimento delle nozze per le coppie gay.

Gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ‘matrimonio’ verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni”. Queste perplessità non sembrano affatto infondate, a leggere il testo integrale della dichiarazione proposta dalla Francia. Alla ovvia condanna della negazione di basilari diritti umani si affiancano le solite, ambigue formulazioni fatte apposta per introdurre associazioni arbitrarie. Commetterà “violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali” il paese che non ammette il matrimonio gay? Sarà “discriminazione” da sanzionare l’opinione non “corretta” sull’omosessualità? Una volta lanciata, la dichiarazione francese nulla cambierà in Iran o in Egitto. Ma in altri contesti, per nulla persecutori contro i gay, la si potrà usare come una clava ideologica.

Quando si dice che tutti gli orientamenti sessuali devono essere considerati esattamente sullo stesso piano, si commette un gravissimo errore, si parla sempre di «orientamento sessuale» senza mai aver definito l’espressione, che in pratica potrebbe essere applicata anche ad altri orientamenti. Non bisogna infatti dimenticare che in Olanda esiste ufficialmente un partito dei pedofili.


Vogliamo approvare una dichiarazione che consideri tutti gli orientamenti sessuali sullo stesso piano? Anche l’orientamento del partito olandese? Pensiamoci bene.

27 novembre 2008

Vaticano,offerta papamobile 'verde'

Una papamobile ecologica. E' questa la proposta formulata dalla ditta tedesca SolarWorld durante l'inaugurazione dei 2.400 pannelli solari installati sul tetto dell'aula delle udienze Paolo VI in Vaticano. La possibilità è stata accolta positivamente dal cardinale Lajolo, presidente del Governatorato della Città del Vaticano: "E' un'idea geniale! Se costa meno e può essere d'esempio, perché no?" ha commentato.

La nuova auto sarebbe un regalo, Benedetto XVI si serve abitualmente della vettura blindata per salutare le folle di fedeli nelle strade e nelle piazze di tutto il mondo.

Secondo il cardinale Lajolo, l'ecologia sta molto a cuore al Papa tanto che, molto probabilmente, sarà trattato, assieme a quello della globalizzazione, nella sua prossima enciclica che verterà su temi sociali.

Il Vaticano si sta muovendo già nella direzione della tutela ambientale. Dopo l'impianto di pannelli solari appena inaugurato, è prevista anche l'installazione di una stazione fotovoltaica a Santa Maria di Galeria. Altri interventi extraterritoriali di risparmio energetico sono allo studio studio. La papamobile "verde" si aggiungerebbe quindi a questo movimento.

Aula udienze dotata di pannelli solari
Intanto, sono stati illustrati i vantaggi dell'impianto che riscalderà l'aula Paolo VI delle udienze. I 2.400 pannelli solari situati sul tetto produrranno 300 MWh annui di energia elettrica "pulita" che verranno immessi nella rete vaticana a parziale copertura dei consumi della stessa aula e dei palazzi limitrofi. "La ricerca di energia pulita e sicura a basso costo - spiega il cardinale Lojolo - è un dovere che risponde a opportunità economiche, a esigenze ecologiche e ad un imperativo etico".

Presente alla cerimonia di inaugurazione anche il Premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia, che ha dichiarato: "è la dimostrazione di una grande chiaroveggenza del Vaticano, che prende di petto il problema dell'energia e punta sull'energia solare".

21 novembre 2008

C'è grossa crisi. Chiamiamo l'Onu

di Fausto Carioti

...l’Italia è rimasta l’ultimo paese civile in cui le Nazioni Unite sono ancora prese sul serio. Eppure basta leggere l’elenco degli stati che compongono la Commissione dell’Onu per i diritti umani - Cuba, Cina, Pakistan, Arabia Saudita... - per capire quale autorità morale possa avere l’organizzazione nel maneggiare certi argomenti. Proprio ieri, mentre i vertici dell’Anm invocavano l’avvento degli inviati del palazzo di vetro nella terra di noialtri indigeni, il ministro britannico per il Commercio, Gareth Thomas, ha chiesto l’avvio di una serie di ispezioni indipendenti per monitorare l’attività delle Nazioni Unite e assicurarsi che «il mezzo miliardo di dollari che il Regno Unito e gli altri paesi investono ogni anno» nell’Onu e nelle sue agenzie serva davvero a qualcosa.

Ma ai vertici dell’Anm il baraccone di Ban Ki-moon va benissimo così. Nel palazzo di vetro hanno qualche comprensibile ritrosia a trattare gli stupri di massa e i genocidi commessi dai peggiori tagliagole, ma quando si tratta di fare le pulci alle poche democrazie del pianeta diventano dei mostri d’efficienza. Arriveranno qui, faranno il loro lavoro seguendo le istruzioni del sindacato dei magistrati e se ne andranno lasciandoci il solito rapporto indignato nel quale l’Italia è descritta come la succursale corrotta del Burkina Faso. L’Anm sarà finalmente soddisfatta. Gli inviati dell’Onu pure, se non altro perché si saranno fatti il giro dei ristoranti romani a spese del contribuente globale. Intanto, da qualche parte nel mondo, sarà successo un nuovo genocidio dei tutsi, un qualche massacro tipo quello di Srebrenica, sarà stata aperta qualche nuova macelleria a cielo aperto, tipo quella già vista nel Darfur, o sarà scoppiato l’ennesimo scandalo sessuale per il comportamento dei caschi blu, come già visto in Congo e in Sudan. Fa niente, le emergenze sono altre. Forza Onu, abbasso Berlusconi.[leggi tutto]

14 novembre 2008

Riciclaggio tossico


Chi è persona?

a quanto pare l'ideologia hitleriana, quella eugenetica della razza perfetta, non è affatto scomparsa.
Rifiorisce tuttora nel cuore e nel pensiero di parecchi in un'epoca che non la condanna, anzi la promuove con la complicità compromissoria della politica. Il problema è che questi 'tali' occupano cariche di rilievo, purtroppo anche all'interno dei comitati bioetici ospedalieri. A voi dunque la lettura di tali esternazioni deliranti e la replica di una giovane mamma. E per tenere alta la guardia, saggio sarebbe per ognuno girare "a catena" questo e i tanti altri simili segnali preoccupanti che ci capitano tra le mani.

"Persona è chi ha autocoscienza, senso morale e razionalità"
"Neonati molto prematuri e ritardati mentali non sono persone"
E' la tesi enunciata oggi da Gianfranco Vazzoler, pediatra componente della Consulta di bioetica di Pordenone, nella sua relazione al convegno sulle sfide della neonatologia.

Firenze, 31 ott. (Adnkronos) - "I feti, i neonati fortemente prematuri, i ritardati mentali gravi e coloro che sono in uno stato vegetativo permanente, cioè senza speranza, costituiscono esempi di non persone umane. Tali entità fanno parte della specie umana, ma non sono persone". L'affermazione arriva da Gianfranco Vazzoler pediatra e componente della Consulta di bioetica di Pordenone che l'ha scritta nero su bianco nella sua relazione al convegno su 'Le sfide della neonatologia alla bioetica e alla società: le buone ragioni della Carta di Firenze' all''ospedale Meyer. Per Vazzoler, infatti, ''è persona chi ha autocoscienza, senso morale e razionalità". Parlando di rianimazione dei prematuri, "alcuni neonati sono neurologicamente e fisicamente così compromessi - ha aggiunto il bioeticista - da essere impossibilitati irreversibilmente ad acquisire il loro potenziale di conquista dei diritti. Non potranno mai diventare persone e quindi il loro migliore interesse non sta nel perseguire la vita".
Una tesi duramente contestata da Gianpaolo Donzelli, ordinario di neonatologia all'università di Firenze secondo il quale quelle di Vazzoler sono affermazioni "senza alcun fondamento scientifico ed etico".[leggi tutto]

11 novembre 2008

Il Vaticano a Obama: no a cellule staminali embrionali

Monito del cardinal Barragan: "Cio' che costruisce l’uomo e' buono, quello che lo distrugge e' cattivo"

Città del Vaticano - "Finora le cellule staminali embrionali non sono servite a nulla e non c’è mai stata una guarigione. Quelle che invece hanno una valenza positiva sono quelle del cordone ombelicale e le cellule staminali adulte". Non si è fatta attendere la replica del Vaticano alle posizioni di Barack Obama sulle cellule staminali embrionali.

A ribadire la posizione della santa sede è il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Salute, dopo che il neo-eletto presidente aveva elencato tra le riforme future anche la ripresa della sperimentazione negli Usa. "Il principio fondamentale è questo - spiega il cardinale - Ciò che costruisce l’uomo è buono, quello che lo distrugge è cattivo. Nessun uomo può essere usato come mezzo per far vivere un altro". Negli ultimi anni la sperimentazione Usa sulle cellule staminali embrionali era stata sospesa per volontà del presidente George W. Bush, allineato sull'argomento con le posizioni del Vaticano.

Giampaolo Mannu